• 2 Dicembre 2020 01:35

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FENDER STORY : part. #2

DiAlPontelli

Lug 7, 2020

..Ma fu nel 1954 che Leo Fender introdusse colei che cambiò per sempre il concetto di chitarra elettrica.

Stiamo ovviamente parlando della Fender Stratocaster, semplicemente la chitarra elettrica per antonomasia. Inizialmente l’intento di Leo Fender era quello di presentare una chitarra che fosse innovativa sia dal punto di vista tecnico che estetico e funzionale. Il corpo con doppia spalla mancante che ne facilitava l’accesso agli ultimi tasti e l’introduzione di un terzo pick up (microfono) che ne aumentasse le possibilità di sonorità.

Il mercato ne fu subito talmente entusiasta che dovettero aumentare la produzione con aperture di nuove catene di montaggio e assunzione di manodopera. Anche ai giorni nostri risulta essere la chitarra più venduta e copiata, con numerosi modelli in produzione, a tre “single coil”, con humbucker al ponte e due “single coil”, sia americana che messicana e anche asiatica.

Tra i moltissimi chitarristi Stratocaster citiamo in particolare: Jimi Hendrix, David Gilmour, Jeff Beck, Yngwie Malmsteen, Ritchie Blackmore, Eric Clapton, Eric Johnson e moltissimi altri.

Nel 1956 Leo Fender introdusse le duosonic, chitarra di fascia medio-economica per studenti e musicisti amatoriali, caratterizzata da scala ridotta (22,5 pollici) rispetto alla Stratocaster (25,5 pollici).

Negli anni subì diverse modifiche diventando comunque uno strumento di nicchia e apprezzato anche da musicisti del calibro di Hendrix, David Byrne, Tom Verlaine e Patty Smith…

L’instancabile Leo Fender nel 1958 introdusse la fender Jazzmaster, una chitarra che avrebbe permesso ai chitarristi di estrazione jazz di potersi esprimere con una chitarra solid body e non piu hollow body. Prodotta ininterrottamente fino al 1980 (poi riproposta in varie serie limitate economiche e non…) ebbe un buon successo commerciale grazie alle sue innovazioni tecniche…corpo asimmetrico che garantiva una stabilità maggiore, blocco al tremolo opzionale per non perdere l’accordatura e tastiera incollata in palissandro (poi introdotta negli anni anche nelle altre chitarre di produzione Fender, inizialmente infatti i manici e le tastiere erano tutte fatte in acero…).

Nel 1962 Leo lanciò sul mercato un altra chitarra elettrica, la Jaguar, destinata a ritagliarsi uno spazio importante tra i chitarristi. Sostanzialmente era una evoluzione della Jazzmaster con aggiunta di placche metalliche che miglioravano l’assorbimento delle interferenze dei microfoni. Inoltre una differenza rispetto alle altre chitarre Fender era il diapason ridotto che ne permetteva una diteggiatura per molti più confortevole. Inizialmente pubblicizzata come chitarra da surf music col passare dei decenni divenne strumento inseparabile per band rock alternativo e grunge come i Nirvana, i Sonic youth e molti altri artisti.

Correva l’anno 1964 ed ecco che l’eclettico Leo lancia sul mercato una nuova chitarra, la Mustang, una chitarra di livello economico, adatta anche lei a soddisfare una fascia di musicisti più amatoriali grazie al costo più accessibile. La chitarra era una solid body con tastiera in palissandro e un manico da 24″, dotata di due pick up e due potenziometri volume e tono e un interruttore a tre posizioni per miscelare le sonorità tra loro. Negli anni divenne una chitarra molto venduta e apprezzata con migliorie e piccole innovazioni tanto da essere la chitarra preferita da Kurt Cobain e anche da Adrian Belew e utilizzata da John Frusciante dei Red hot chili peppers.

Ovviamente ci furono anche le produzioni non meno importanti di bassi elettrici tra i quali come non citare i Jazz bass o i Precision, strumenti adottati dai pii grandi bassisti mondiali tra i quali ricordiamo Jaco Pastorius, Stu Hamm, Victor Bailey, Marcus Miller, Sting, Geddy Lee e molti altri…

Nel 1965 Leo Fender cedette il marchio alla CBS per la stratosferica somma all’epoca di 13 milioni di dollari, ma non smise certo la produzione di chitarre,fondando una nuova azienda,la G&l…

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