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Disco music story – parte due – gli artisti : parte 1

DiAlPontelli

Feb 7, 2021

Per ogni cosa c’è un inizio e anche nella discomusic c’è un brano che si può a tutti gli effetti considerare come il brano “apripista” di questo genere musicale cosiddetto “four to the floor” per il classico movimento 4/4 che avrebbe garantito a tutti i deejay un passaggio molto facile tra un disco e l’altro..(a tal proposito possiamo considerare il padre di questo 4/4 il batterista dei Trammps Earl Grant che lo applicò nel loro brano Lost i love…) e il brano in questione altri non è che The Hustle di Van mc Coy.

La musica da discoteca come avevamo raccontato nella prima parte nacque per far muovere le gambe e sollecitare i balli collettivi con facilità e libertà espressiva senza preclusione alcuna di ceto sociale, razza e colore della pelle…
Non a caso il brano in questione fu ispirato a detta dello stesso Van Mc Coy dalle esibizioni di alcuni ragazzi che ballavano in una sorta di balera improvvistata.

La caratteristica principale del brano era l’arrangiamento. Mc Coy era un musicista preparato e sapiente e curava nei dettagli tutti gli arrangiamenti. Le orchestrazioni erano molto definite e vicine a certe sonorità “di colore” molto black music e funky ma con una cadenza più soft e più ” furba” molto orecchiabile e di facile impatto.


Questo brano lanciò a tutti gli effetti il genere che poi negli anni si sviluppò e plasmò costantemente grazie agli artisti di cui parleremo in seguito.
Un problema che venne a galla agli inizi fu che il formato del vinile era il classico 45 giri che aveva una durata limitata, tra i 3 e i 5 minuti e quindi i dj dovevano costantemente cambiarli.
L’idea venne al produttore Tom Moulton e ad un suo collaboratore di origine ebraica, sfuggito all’olocausto grazie alla famosa Schindlers’ list, tale Alex Rosner che grazie ad una brillante intuizione inventarono, quasi per caso, il formato discomix maxisingle, ovvero un 12″ formato Lp che era in grado di contenere una versione estesa di un brano che poteva durare cosi anche più del doppio con notevole presa sulla gente in pista e che aiutava in modo considerevole anche i disc jockey.
Ben presto questa intuizione brillante diventò un prodotto di produzione di massa e si diffuse in tutto il mondo.
Le etichette discografiche che in precedenza si erano specializzate nella cosiddetta Motown music di ispirazione black e rhythm and blues si convertirono in massa verso i suoni più ” morbidi” e orecchiabili della discomusic.
Probabilmente la band più famosa dell’epoca e che segno questo passaggio epocale verso le sonorità discomusic-funk furono i Jackson 5.


La band nacque quasi per caso ed in origine era composta dai fratelli maggiori di Michael Jackson ovvero Jackie, Jermaine,Tito e Marlon. Ben presto però il giovanissimo fratellino Michael prese il posto di Jermaine come cantante principale quando furono evidenti le sue qualità canore, ben al di sopra della media.
La caratteristica principale della musica dei fratelli Jackson fu la miscela unica ed innovativa che riusciva a riunire assieme il funk, il rhythm and blues e la discomusic, un mix quasi perfetto esaltato dalle straordinarie doti canore di Michael e che influenzerà moltissimo la successiva discomusic.
La leggenda vuole che il produttore Gordy attribuì la scoperta dei Jackson 5 alla cantante Diana Ross (in seguito grande amica di Michael..) e grazie alla sapiente miscela musicale e alle abili gesta di marketing il gruppo piazzò tutti e 4 i singoli estratti dal loro album di esordio al primo posto delle classifiche.
Nel 1976 la band si separò artisticamente dalla etichetta Motown e dovettero cambiare il nome in The Jacksons perché il precedente nome era stato depositato dalla Motown stessa. Il successo non diminuì affatto e la band piazzò due hit ai primi posti delle classifiche mondiali “shake your body” e ” blame it on the boogie”. Poi Michael intraprese la sua carriera solista anche se ufficialmente lasciò la band solo dopo il victory tour del 1984, dopo le uscite di “off the wall” e soprattutto di “Thriller” del 1982, ancora oggi il disco più venduto della storia della musica con oltre 110 milioni di dischi! Non poteva più seguire la band dei fratelli avendo esibizioni live sold out da oltre tre anni in ogni angolo del pianeta.

Diana ROSS

Facciamo ora un passo indietro e ci allacciamo alla cantante che secondo la leggenda scopri i fratelli Jackson, cioè Diana Ross, probabilmente la più famosa artista discomusic (assieme alla grande Donna Summer..).
Da sempre legata alla motown records esordi giovanissima nel 1958 con il gruppo delle Supremes, inizialmente Primettes…con le quali raggiunse per ben 12 volte il primo posto delle classifiche in soli 5 anni con brani come “baby love”,” stop! in the name of love” e 2 you can’t hurry love”.
Nel 1970 su pressione dei suoi manager iniziò a tutti gli effetti la carriera solista, che ebbe un successo clamoroso, tale da fargli vincere nel 1993 il Grammy Award come l’artista femminile più influente del 20° secolo.
La sua carriera parla di oltre 150 dischi incisi, 18 numeri uno, 3 dischi di platino (non gli odierni, ma dischi che avevano superato i 2 milioni di copie vendute, cifre ormai impossibili da raggiungere), nonché numerose co-partecipazioni, colonne sonore e anche parti in alcuni film.
Un dato su tutti è che dopo i Beatles, le canzoni di Diana Ross furono e sono le più utilizzate e riprese dagli artisti di tutto il mondo, da Jennifer Lopez a Mariah Carey, da Rod Stewart ad Aretha Franklin a Tom Jones…famosissima inoltre la copertina del suo disco “Silk Electric” realizzata da Andy Warhol in persona dove lei appare vestita completamente di bianco e con le sole labbra rosso fuoco.
I suoi successi più clamorosi furono “Love hangover”,”Love living and giving “, e soprattutto “I’m comin’out” e la mitica “Upside down” capace di vendere un numero spropositato di copie e di raggiungere la numero uno delle classifiche praticamente in ogni angolo del globo, prodotte dal genio di Nile Rodgers degli CHIC, dei quali parleremo in seguito..

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