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A PALLA FERMA : PESSIMISMO E FASTIDIO…

DiStera

Mag 18, 2021

Anno 2021 dopo Cristo, pandemia (vera o presunta) a parte, si sta per concludere il 119^ Campionato Italiano della massima Serie di calcio, meglio conosciuto come SERIE A (sponsorizzazione volutamente omessa).

I verdetti finali della stagione che si concluderà domenica 23 maggio non sono stati ancora tutti raggiunti, a parte alcune certezze già conquistate.

Come già tutti ben sanno, l’Inter o meglio dire l’Internazionale Ambrosiana ha vinto il suo 19^ scudetto. Prima affermazione nel campionato fondato nell’ormai lontanissimo 1898 di una squadra di proprietà straniera (SUNING Group) , che mancava in casa nerazzurra dalla stagione 2009-2010. Inter che tra l’altro vanta il record di squadra con più presenze nel campionato da quando è a girone unico (1929-30), con ben 89 presenze, 1 in più di Juventus e Roma.

I bianconeri friulani hanno disputato 48 stagioni in Serie A, con un triste record: tra quelle che ne hanno disputate almeno 40, è l’unica a non averne mai vinta una!

Oltre allo scudetto già assegnato e che vedrà proprio i friulani disputare l’ultima gara di campionato contro l’Inter in quel di Milano (sperando non sfoggi l’orribile 4^ maglia…) , non sono ancora state definite tutte le partecipanti alla Champions League della prossima stagione. Solo l’Atalanta è sicura di parteciparvi, restano in ballo Napoli, Milan e Juventus per i restanti 2 posti, con i rossoneri che faranno visita proprio ai bergamaschi nell’ultima di campionato. Chi delle tre non dovesse farcela, parteciperà alla Europa League, mentre la Lazio è già certa di partecipare alla prima edizione della neonata Europa Conference League.

Le noti dolenti sono, come ben si sa, le 3 retrocessioni. Due sono già state decretate. A salutare la massima serie quest’anno saranno il Crotone e il Parma, mentre il Benevento nutre ancora flebili speranze di evitare il declassamento in Serie B avendo la diretta avversaria, il Torino di Nicola, una partita da recuperare stasera a Roma contro la Lazio e tre punti di vantaggio sugli stregoni. Non dovessero arrivare punti ai granata in questo recupero, questo consentirebbe ai sanniti di giocarsela proprio a Torino, direttamente contro il toro, nel night match di domenica 23, ultimo match di campionato. Sembra la trama di un thriller all’americana!

Cosa resta in casa bianconera di questa ENNESIMA, esasperante stagione fallimentare? A noi tifosi poco o nulla ma, c’è un ma…Fallimentare per i tifosi è certo, per la dirigenza non proprio, a ben guardare!

Eh già, in fondo in casa Holding (leggi POZZO family) quest’anno è l’ennesimo consecutivamente giocato in Serie A, e la sorella inglese (fastidio feeling incoming…) è riuscita nell’impresa di ritornare prontamente nella massima serie di oltre manica, quella Premiership che rappresenta il campionato più ricco, più seguito, più prestigioso…insomma più tutto del globo terraqueo.

Quindi dove starebbe il fallimento, da un punto di vista economico-finanziario? A pensarla bene, questo in realtà è un altro grande successo, fosse che non fosse per il fatto che il calcio in fondo è uno sport…e che quindi agli amanti del calcio in bianconero (quelli veri come si sente dire spesso al FRIULI) poco importa se il business viaggia alla grande, sportivamente è uno dei più grandi FALLIMENTI di friulana memoria!

La stagione che volge al termine al suo nascere aveva creato qualche illusione di troppo. Con De Paul che rimane un altra stagione in bianconero e gli arrivi all’ultimo secondo di Deulofeu e Pussetto dopo quello del cavallo di ritorno “Tucu” Pereyra potevano almeno far sperare in una meno sofferta e meno tribolata fase per le zebrette, ma ahimè così non è stato. Infortuni e rendimenti insufficienti di molti dei protagonisti attesi hanno compromesso i piani dell’intero entourage, e di Marino e Gotti in primis.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Quaranta (40) miseri punti in classifica, una pallida apparizione in Coppa Italia conclusa al 4^ turno cedendo in casa alla Fiorentina, e un infinita serie di figuracce contro squadre di pari o inferiore livello, con il Friuli terra di conquista sin dalla prima stagionale contro lo Spezia (anche se giocata il 30 settembre). Basti pensare che le ultime 4 in classifica hanno fatto ben 7 punti in terra friulana!

Il senso di fastidio, a rileggerli tutti questi numeri, sale ad altissimi livelli, impubblicabili per puro senso di decenza.

Di chi sono le colpe? Chi può eliminare questo nodo gordiano che ci ha relegati ad essere solo dei comprimari in uno sport dove se giochi solo per partecipare hai perso in partenza?

Valutando la struttura della squadra messa a disposizione dalla Società a Mister Gotti, si può tranquillamente affermare che sia ad inizio stagione sia durante il mercato di “riparazione”, non siano stati investiti quei capitali necessari a mettere a disposizione due figure rivelatesi carenze di peso per la squadra friulana, ovvero un vero bomber e un regista.

Se il regista è oramai una mancanza organica endemica da queste parti, quello della punta lo è diventato anche per colpa di scelte sbagliate. Puntare su Lasagna e Okaka e sperare sul recupero fisico di Deulofeu, si sono rivelate idee largamente sciagurate, ampliamente confermate dai numeri! Solo 41 reti segnate di cui 8 segnate dalle “punte” : nella massima serie le sole Benevento e Parma hanno fatto peggio (e di poco!). Aver poi scelto Llorente a gennaio è stato solo l’ennesimo fallimento di una stagione rovinosa.

E’ lapalissiano di quanto le colpe siano in primis della Società e di chi vi gravita attorno (D.S. e procuratori vari) che del bene della squadra e dei suoi tifosi ne fa un esigenza secondaria, votandosi ad operare per il puro guadagno e in operazioni finalizzate a creare solo profitto, che di sportivo non hanno nulla. E’ triste doverlo scrivere, ma chiunque, facendo un analisi razionale, trarrebbe le mie stesse conclusioni.

Ma se la società si è rivelata razionalmente incompetente, non da meno hanno concorso all’ennesima stagione orribile per i colori bianconeri quelle figure che, a differenza dei cravattati in panciolle, si sono invece visti sul prato verde.

Mister GOTTI

Mister Gotti, fortemente voluto e tenacemente osannato da tutti a fine stagione scorsa, alla lunga ha fatto ricredere in negativo. Quelle che a molti sono parse evidenti sono di sicuro la scarsa duttilità del modulo e la gestione della rosa, con un accanito attaccamento alle convinzioni personali. Fatto questo risultato ancor più evidente quando il Mister è mancato in panchina (a causa del Covid), con risultati positivi in campo! L’aver ostinatamente proposto alcuni interpreti (cito ad esempio Lasagna, Walace e Zeegelaar) e l’aver costretto spesso De Paul a sacrificarsi oltre misura in una posizione molto arretrata, quando forse la sua manovra avrebbe potuto partire da una zona più avanzata del campo per sfruttarne dinamismo e altruismo, non mi ha convinto per niente. Averci poi messo così tanto tempo a capire l’importanza di Arslan e le potenzialità di Braaf negando poi minuti in campo ai vari Ouwejan, Palumbo e Micin, mi ha lasciato personalmente alquanto perplesso. Per non dimenticare come spesso e volentieri abbia ritardato se non sbagliato i cambi partita in corso. Credo che per una provinciale, a differenza delle squadre tecnicamente più dotate, fattori come il dinamismo, la grinta e la sfrontatezza siano quelli che alla lunga pagano di più in termini di punti e soddisfazioni. Mister le dico una confidenza, un tifoso non si arrabbierà mai se prova a ribaltare una partita storta mettendo 2-3 giovani a spingere in avanti, lo farà semmai se lascia dei cadaveri in campo che alla fine ci sono costati punti nei minuti finali, spesso successo quest’anno.

Per ultimi, ma non ultimi (last but not least) in grado di rilevanza, cito anche i giocatori. Si proprio loro, specialmente quelli che spesso durante il campionato hanno rilasciato dichiarazioni adrenaliniche smentite poi regolarmente dai risultati in campo. Molti, davvero troppi, quest’anno hanno reso al di sotto delle aspettative. Gli attaccanti sono i più emblematici in tal senso. Lasagna ha dovuto (voluto o provato) a cambiare aria per ritrovarsi, ammesso e concesso che si fosse smarrito. Io invece credo si sia solo rivelato per quello che è, cioè un discreto zappatore di fascia (sinistra preferibilmente) che è stato scambiato per un bomber di razza. I limiti caratteriali e tecnici sono evidenti (recordman in quanto ad occasioni sprecate : fatti non pugn…e!), e anche l’investitura a capitano dev’essere stata qualcosa di estremamente pesante da sopportare. Passando ad Okaka, sono anni che oramai è alla ricerca della forma migliore, anche questo un record di cui a mio parere possiamo farne a meno. Pussetto ha fatto intravedere cose buone, ma il fato ce l’ha tolto di mezzo sul più bello. Llorente è oramai un quasi ex giocatore, Deulofeu è una ceramica preziosa ma delicata e Forestieri è solo un discreto rincalzo che faticherebbe a trovare spazio nel Crotone e nel Parma (verificare le loro rose prima di mandarmi parole dolci please…). Braaf è stato una meteora troppo breve da giudicare, ma le premesse sembrerebbero positive.

Se in porta siamo stati coperti, fatta eccezione per l’assurda scelta di sostituire l’infortunato Musso e concedere anche la Coppa Italia a Nicolas facendone le spese Simone Scuffet, il reparto arretrato ha spesso ballato la samba, ma in senso negativo!

I vari tentativi di trovare la quadra con De Maio, Becao e Samir si sono rivelati infausti e solo con l’inserimento di Bonifazi e il ritorno di Nuytinck la squadra è sembrata essere più solida.

Rodrigo DE PAUL

Il centrocampo ha forse reso meglio di tutti gli altri reparti, anche per la presenza di gente come De Paul, Stryger Larsen, Molina, Pereyra e Arslan a cui hanno fatto da contraltare le prestazioni di Walace e Makengo, personalmente ritenuti non adatti al nostro campionato.

Detto questo, aspettando l’ultima comparizione dei prodi scudieri bianconeri, cosa aspettarci per il prossimo futuro?

Le voci di partenze illustri, che l’anno scorso hanno disatteso le mie nefaste previsioni, potrebbero invece quest’anno rivelarsi veritiere. Alla fine l’anno scorso salutarono solo Fofana e Sema (tra i titolari). Quest’anno se ne sono già andati Mandragora e Ter Avest (li avevate già dimenticati, dite la verità!), ma mi aspetto un repulisti generale di Napoleonica memoria.

Voci dicono che sia Marino che Gotti siano sul piede di partenza. Fossero vere le voci, il primo problema sarebbe quindi sostituirli. Per la panchina si fanno mille voci, dal promettente Zanetti (ora al Venezia) al rindondante Maran, con timidi accenni ai vari Mandorlini, Italiano e Semplici. Chiunque dovesse arrivare si troverà un ambiente da rifondare, questo è quasi certo.

La lista dei potenziali partenti è lunghissima. Partirei dal mio preferito, dal capitano Rodrigo De Paul, che dall’alto delle sue indiscusse qualità tecniche offre alla Società un potenziale sostanzioso guadagno. Pare che per meno di 40 milioni i Pozzo nemmeno alzino la cornetta, ci sta dico io! Ma chi può offrire simili cifre cash? Poche, pochissime società italiche (le grandi hanno grossi problemi finanziari), forse più probabile sul panorama internazionale si possano spingere cosi in alto. Questo a meno di non accettare figurine in cambio, ovvero contropartite tecniche che spesso si rivelano grosse fregature. Sostituirlo poi sarà impresa ardua, a meno di non stravolgere il modulo tattico, e qui si fa rilevante la scelta del tecnico!

Alcuni potrebbero poi partire perché il loro ciclo a Udine è terminato. Intendo dire giocatori come Stryger Larsen, Okaka, Lasagna (che verosimilmente il buon Verona ci restituirà), Prodl (si è ancora qui), Jajalo, Nestorovski, De Maio e addirittura Scuffet, che pare non rientrare nei piani della società.

Altri invece potrebbero lasciare per l’interesse manifestato da altre società: Musso, Deulofeu, Samir e pure Llorente pare abbiano mercato, con il rischio concreto di perdere anche Bonifazi se non venisse riscattato dalla Spal.

Detto delle possibili partenze, rientreranno dai prestiti Lasagna (quasi sicuramente), Perica, Matos, Baijc, Opoku, Coulibaly, Cristo Gonzales e forse Ingelsson. Con la stessa formula potrebbero dover salutare il bianconero Pussetto, Ouwejan e Braaf. Un po’ poco per essere tranquilli

Ecco che quindi , il senso di PESSIMISMO e FASTIDIO prende il sopravvento.

Dando per scontata la priorità della Holding di mettere in piedi un GRANDE WATFORD per affrontare al meglio la ricca Premiership, cosa possiamo lecitamente aspettarci in quel del profondo nordest italico?

Le voci di mercato danno i friulani in movimento su vari fronti, soprattutto su giocatori-scommessa a basso costo e forse qualche interazione con la SORELLA MAGGIORE WATFORD, in entrata e in uscita.

Per la porta arriverà come secondo lo svincolato Padelli, a cui sta molto a cuore la terra friulana, essendo la gentile consorte nostra conterranea. Per la posizione di titolare girano voci esotiche : i brasiliani Hugo Souza dal Flamengo e Joao Paulo (una riserva!) dal Santos, l’argentino Agustin Rossi dal Boca Juniors mentre pare già tramontata l’idea Carnesecchi dall’Atalanta. Girano ultimamente anche voci di un interessamento per Milinkovic Savic del Torino. Staremo a vedere.

Per la difesa, pare che le sinergie con il Watford metteranno in rosa gli elementi necessari a garantire un numerico sufficiente (qualità a parte..).

Il centrocampo verrà forzatamente rinnovato, e i nomi in tal senso sono molti. Stanko Juric dall’Hajduk Spalato, Jens Hauge dal Milan, Boateng ora al Monza e forse Masina dal Watford, Arslan potrebbe ritrovarsi a fare il regista.

Per l’attacco serve una scossa decisa, e in tal senso i nomi che girano attualmente sono molti, e forse è ancora troppo presto per dargli peso. Torregrossa della Samp, Donnaruma del Brescia, Aleksejs Davidenkovs dello Skonto Riga, Aleksander Buska del Wisla Cracovia, senza tralasciare qualche possibile sinergia con le retrocesse Crotone e Parma che in fatto di attaccanti avrebbero molto da offrire non dimenticando le eccedenze organiche della sorella inglese.

Forse è troppo presto per trarre delle conclusioni, ma almeno iniziamo a pensarci….

Stera

Stefano SERAFINI, alias STERA, direttore di VOCEDELNORDEST.IT email : redazione@vocedelnordest.it

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