Fase 2: il Consiglio Regionale del FVG approva il DDL 90, misure urgenti per il territorio

Trieste, 13 mag – Approvazione a maggioranza, da parte
del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, del disegno di
legge 90 “Disposizioni urgenti in materia di autonomie locali,
funzione pubblica, lavoro e formazione”. I voti a favore sono
stati 27 da parte di Lega, FI, FdI, Progetto FVG/Ar e Walter
Zalukar (Misto), no di Furio Honsell (OpenFVG), 17 le astensioni
di Pd con Ssk, M5S, Cittadini e Patto per l’Autonomia.

Con il disegno di legge 90 si rendono innanzitutto disponibili
risorse già assegnate ai Comuni e che erano state vincolate a
investimenti e progetti non ancora realizzati, e non
realizzabili, entro il 2020. I fondi così liberati potranno
essere impiegati dai sindaci per affrontare esigenze collegate
alla crisi di questo periodo, ma senza pregiudicare la futura
realizzazione degli interventi originariamente programmati che,
infatti, potranno essere rifinanziati nel 2021.

Il calcolo fatto dalla Regione su questo punto – aveva già reso
noto l’assessore Fvg alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti – è
di circa 5,6 milioni di euro entro giugno. Otto milioni sono
invece stati stanziati per i Comuni al fine di ristorare il minor
gettito conseguente alla riduzione o esenzione della Tari per le
utenze non domestiche; tre milioni per ristorare le minori
entrate conseguenti alla riduzione della Tosap o del Cosap; 28
milioni per il sostegno alle attività produttive previsto nella
legge regionale 3/2020 sulle prime misure per far fronte alla
pandemia. Inserire “una valutazione di criteri oggettivi di reale
necessità definiti dai Comuni”, è quanto avrebbe voluto Furio
Honsell (OpenFVG), mentre il Patto per l’autonomia aveva
presentato una riformulazione dell’articolo con un “Fondo
speciale per l’autonomia dei Comuni”.

Tra le novità introdotte da altrettanti emendamenti della Giunta,
la previsione dell’assessore Fvg alle Attività produttive, Sergio
Emidio Bini, che il gettito dell’imposta di soggiorno degli anni
2020 e 2021, ma anche degli anni precedenti non ancora
utilizzato, può essere destinato dai Comuni di Grado, Lignano e
Trieste alla promozione dell’offerta turistica del territorio e a
finanziare investimenti, entro il 35% del gettito annuale, per
sostenere le imprese turistiche. “Attenzione a mantenere una
regia unica per i tre Comuni, perché già si esprimono secondo
direzioni diverse”, ha ammonito Sergio Bolzonello (Pd).

Da Diego Bernardis (Lega) la richiesta di permettere ai Comuni di
accendere altri mutui con Cassa depositi e prestiti per
investimenti finalizzati a nuove opere sul territorio. La
proposta, accolta all’unanimità dall’Aula, è stata di sospendere
l’efficacia dell’articolo 21 della legge regionale 18/2015
sull’obbligo di riduzione del debito da parte degli enti locali,
misura che sarà valida fino alla riforma degli obblighi di
finanza pubblica.

Per fare fronte alla carenza cronica di segretari comunali
iscritti alla sezione regionale dell’albo è stato disposto, per
le realtà fino a 3.000 abitanti, la creazione dell’elenco dei
soggetti a cui può essere affidata la reggenza temporanea delle
sedi di segreteria. Il periodo previsto è sino alla riforma
dell’ordinamento dei segretari comunali del Friuli Venezia Giulia
e, comunque, non oltre un anno dall’entrata in vigore della
disposizione. Potranno presentare domanda di iscrizione al nuovo
elenco i dipendenti, di ruolo e a tempo indeterminato, degli enti
del comparto unico in possesso dei requisiti per l’accesso alla
qualifica di segretario comunale. I sindaci potranno avvalersi,
in via temporanea, delle figure iscritte all’elenco una volta
risultata inefficace la ricerca di un segretario secondo le
procedure attualmente in vigore.

Specifiche sulla loro assunzione, abilitazione e possibili
convenzioni tra più Comuni piccoli sono state richieste dal
consigliere dem Franco Iacop (sì alle convenzioni e sono
segretari a tutti gli effetti, lo ha rassicurato Roberti), mentre
Igor Gabrovec (Ssk) ha puntato l’attenzione sulla conoscenza
delle lingue minoritarie da parte di chi parteciperà alla
selezione (può essere materia di regolamento, non occorre una
specifica in legge, è stata la risposta dell’assessore). Per
Mauro Di Bert (Progetto FVG/Ar) è ormai tempo di disporre la
riforma su questa figura, che deve essere formata ed è tra le più
importanti per un Comune.

Disposizioni di semplificazione della soppressione del consorzio
Innova FVG, nell’ambito del riordino dei parchi scientifici e
tecnologici, e relativo trasferimento in favore della società
consortile Friuli Innovazione, per l’emendamento dell’assessore
Fvg alla Ricerca, Alessia Rosolen. Maggiori indagini su come ha
operato il consorzio erano auspicabili, per Honsell, mentre per
Iacop il dubbio dell’appropriatezza di inserire una tale norma in
un ddl che deve intervenire sull’emergenza Covid-19.

Altra misura importante, la creazione di un capo a sé stante con
cui si istituisce un “Piano straordinario per la disabilità a
protezione della salute dal contagio da Covid-19″. La finalità è
garantire che i servizi e gli interventi a favore delle persone
disabili siano resi uniformemente sul territorio regionale e in
forme adeguate a fronteggiare la pandemia. Ecco che alle Aziende
sanitarie si chiede di predisporre specifici Piani territoriali
con i gestori dei servizi socio-sanitari per i portatori di
handicap, Piani che poi saranno approvati con specifica delibera
giuntale. I tempi non devono preoccupare – è stato assicurato –
in quanto è già stata disposta la delibera di indirizzo e sono
già stati allertati Aziende sanitarie e stakeholder.

Vista la complessità del tema – è stato il commento delle
Opposizioni, a cominciare da Mariagrazia Santoro (Pd), Andrea
Ussai (M5S) e Simona Liguori (Citt), che pure si sono dette
favorevoli all’emendamento perché attinente all’urgenza da
Covid-19 – è che non sia stato trattato e approfondito nella
Commissione consiliare competente. Se si capiscono le ragioni di
un’urgenza, si capisce anche che non c’è tempo per le liturgie, è
stata la risposta del vicegovernatore Fvg con delega alla Salute,
Riccardo Riccardi, che ha fatto presente che la norma insegue i
tempi del decreto ministeriale del 26 aprile Cura Italia.

Da parte dei relatori di minoranza Iacop, Honsell e Mauro
Capozzella (M5S), la critica che ancora una volta Maggioranza e
Giunta non hanno accolto alcun contributo che arrivasse dalle
Opposizioni per migliorare il provvedimento. “È un ddl nato per
fronteggiare l’emergenza Covid-19 – ha sottolineato Iacop – ed è
divenuto una legge omnibus, con disposizioni che poco hanno a che
fare con tale emergenza. Ai Comuni ancora non è arrivato alcun
aiuto regionale, solo fondi dallo Stato”.

“Voto contro – ha spiegato Honsell – perché è una legge pessima,
con fondi non meglio definiti e male indirizzati se non alla
ricerca di un consenso delle imprese. E’ un esempio di come non
si deve legiferare”. “Dobbiamo ridurre gli enti, non
mortificarli, e non trovarci tra pochi mesi a discutere di nuove
Province”, ha concluso Capozzella.

Prima del voto finale, sono stati accolti tre ordini del giorno
che impegnano la Giunta, rispettivamente, in materia di sostegno
alla formazione post-laurea (richiesta di Honsell) e riforma dei
segretari comunali (Di Bert e Morandini di Progetto FVG/Ar) anche
attraverso la loro formazione (Gruppo del Patto).
ACON/RCM-fc

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