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Ponte di Ognissanti: Cia, il bel tempo salva gli agriturismi – Prenotazioni al +20%

DiRedazione

Ott 29, 2022

In tempo di crisi, si conferma una valida scelta di vacanza low budget. Resta forte la preoccupazione per il caro bollette. Molte strutture, perciò, resteranno chiuse fino a Pasqua

L’eccezionale ondata di bel tempo durante il “Ponte di Ognissanti” favorirà le vacanze degli italiani negli agriturismi che, in tempi di crisi, costituiscono un’alternativa low budget ai viaggi all’estero. Secondo Cia-Agricoltori Italiani e Turismo Verde, la sua associazione per la promozione agrituristica, tra il 29 ottobre e il primo novembre si registra, infatti, un +20 per cento di prenotazioni rispetto all’anno scorso, che scontava ancora alcune limitazioni legate alla pandemia. Il costo medio del pernottamento per una famiglia di 4 persone, in una struttura agrituristica, è di 120 euro complessive mentre, per chi sceglierà la sola ristorazione, il costo medio si aggira sui 35 euro pro capite.

Resta comunque la preoccupazione dei 24mila agriturismi italiani (674 in Friuli VG) per i rincari energetici che, in gran parte, fermeranno le attività dopo il Ponte, per riaprire non prima di Pasqua. È, difatti, troppo costoso tenere aperte nell’autunno/inverno strutture spesso di ampie dimensioni, che hanno bisogno di un grande dispendio energetico per il riscaldamento. Cia ricorda che la superficie media della camera di un agriturismo è di circa 36 mq, quasi il doppio di quella di un albergo e i previsti rincari in bolletta non potranno, dunque, essere compensati dalla presenza degli ospiti.

«L’aumento dei costi produttivi, di luce e gas in particolare, grava pesantemente sulle spalle delle nostre aziende – dichiara il presidente di Cia Fvg, Franco Clementin -. Stiamo dunque sollecitando con vigore un’azione di governo realmente incisiva in vista della prossima manovra di bilancio».

Secondo Turismo Verde, l’agriturismo si conferma un’eccellenza dell’offerta turistica italiana, in grado di venire incontro al desiderio di vacanze sostenibili, connesse alla natura e “distanziate”. Se gli imprenditori hanno avuto, nel biennio passato, la faticosa capacità di reagire allo shock imposto dalla pandemia limitando le perdite rispetto ad altri comparti turistici, la crisi energetica desta ora grandissima preoccupazione.

Fonte : essegipress

Redazione

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