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FESTIVAL DELLA CULTURA: SABATO 27 NOVEMBRE INAUGURAZIONE DELLA PANCHINA ROSSA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE DELL’ARTISTA DAVIDE MASET “MASA” – MORIAGO (TV)

DiRedazione

Nov 22, 2021

MASA, LA MIA PANCHINA ROSSA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

FESTIVAL DELLA CULTURA DI MORIAGO: L’OPERA DELL’ARTISTA SARA’ INAUGURATA SABATO  27 NOVEMBRE

MORIAGO – L’arte come forma di sensibilizzazione civile, segno e colore per condannare ogni forma di abuso e brutalità. Per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, il Festival della Cultura di Moriago della Battaglia si affida alla “Panchina rossa” dell’artista Davide Maset, in arte Masa, per sollecitare e ampliare la riflessione, dimostrando quanto ancora ci sia da fare per fermare questa follia, e per ricordare anche tutte le donne che si sono battute nel corso della storia per far prevalere i propri diritti ed avere giustizia.

L’opera “La panchina rossa” di Masa, che verrà posizionata nello spazio esterno adiacente la Casa del Musichiere di Moriago, sede degli eventi del Festival e punto urbano strategico, sarà inaugurata sabato 27 novembre alle 11: “Il segno incisivo e metropolitano di Masa – spiega la docente e critica d’arte Lorena Gava, curatrice del Festival della Cultura di Moriago – stigmatizza il rifiuto della violenza. Le figure pop, care a tanta street art e allo stile di Masa, riusciranno a coinvolgere ogni sguardo, anche il più indifferente. Nel rosso troveranno spazio i cuori, tutti quei cuori che ora non battono più”.

LA RICORRENZA

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è nata sotto gli auspici delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema sempre più gravoso del femminicidio nel mondo. La data del 25 novembre non è stata scelta a caso: ricorda infatti il brutale omicidio delle tre sorelle Mirabal, attiviste rivoluzionarie contro il regime di Rafael Leònida Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana. Da allora queste tre donne sono diventate un simbolo importante per chi lotta contro il femminicidio.

Da alcuni anni, in Italia, la panchina rossa è diventata il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne: una lotta che attraverso il colore del sangue denuncia la scomparsa e quindi il vuoto lasciato da chi non c’è più, da chi non può più occupare “un posto”. Generalmente collocata in luoghi urbani rappresentativi e frequentati come piazze o giardini, la panchina rossa è un monito, un invito a muovere le coscienze verso una sensibilizzazione profonda contro ogni forma di violenza.

MASA

L’artista, classe 1990, nel corso dei suoi studi ha maturato un linguaggio grafico-pittorico personale e incisivo, calato nella contemporaneità e denso di affondi interiori rintracciabili nei diari che accompagnano la sua esperienza artistica. E’ conosciuto come “l’artista del cartone” perchè ama lavorare prevalentemente su cartoni usati e dismessi. Come osserva la critica Lorena Gava, le sue opere sono “riconoscibilissime per le immagini ricorrenti che le caratterizzano. Attingendo ad una certa e cara tradizione pop, ad una epistemologia di segni diventati moderne icone di comunicazione e combinando grafemi appartenenti ad un patrimonio storico-artistico solidificato, Masa sa ricavare un alfabeto personale innervato di illuminazioni sceniche, di felici contaminazioni grafico-espressive e di invenzioni figurali fortemente simboliche. Nei suoi corpi dotati di busti ma generalmente sprovvisti di arti e soprattutto di piedi (manca un suolo su cui stare) – aggiunge Gava – si legge indignazione, rabbia, protesta e una lucida volontà di affidare le insanabili contraddizioni del presente alla forza antica, rivelatrice e dirompente propria del segno che diventa di-segno” . Nei suoi lavori, Maset “insegue  una sintassi pittorica vicina alla scrittura infantile, un sapore naif pervade la scena: grafie indecifrabili disseminate evocano solitudine e disagio, rabbia e dolore, urlano al mondo una mancanza, un bisogno, come le tante scritte violente e ripugnanti che i muri metropolitani raccontano. Ma l’artista è anche capace di aperture liriche accorate e inimmaginabili: ecco allora che avanzano fiori e cuori, a ricordarci, che in fondo, un angolo di sole o di cielo può riuscire a rischiare il mondo, anche solo per pochi attimi”.

Vincitore a New York il Premio Internazionale ProArte 2014, Masa ha alle spalle alcune personali come “Masa e l’arte viscerale” a Conegliano (2012),  “I colori del silenzio” (2013) al  Museo del Cenedese di Vittorio Veneto, “La famiglia nell’Arte “ Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia  a Sacile nel 2014: “Amo  cogliere la bellezza dell’imperfezione” ammette l’artista, perché l’imperfezione, a suo avviso, è “la chiave migliore per vedere le cose”.

Redazione

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