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GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2021 – I luoghi e i Beni aperti a cura della Delegazione di Padova

DiStera

Mag 10, 2021

Dopo un lungo periodo di pausa forzata dovuta alla pandemia tornano ora le Giornate Fai di Primavera, auspicio di un ritorno alla normalità e ad un rinnovato amore ed entusiasmo per la bellezza del nostro patrimonio storico, artistico e ambientale.

In autunno ci si era potuti incontrare alla Palude di Onara, all’Oratorio del Noce di Camposampiero, a Pontemanco col suo grazioso Oratorio, tutti siti che sono stati promossi come Luoghi del Cuore 2020 e che hanno avuto un ottimo riscontro con moltissime firme che ne attestavano il valore e la volontà di farli meglio conoscere e apprezzare. Fra questi, l’Oratorio di Pontemanco, è rientrato fra i siti italiani che possono concorrere al bando per ottenere un finanziamento per un progetto di restauro.

I siti che quest’anno la Delegazione FAI di Padova propone al pubblico cittadino e non solo, sono di estremo interesse e, come sempre, saranno presentati dagli apprendisti ciceroni, appositamente preparati dai loro docenti e dai Delegati del gruppo Scuola. Le Scuole che partecipano quest’anno sono il Liceo di Scienze Umane Duca D’Aosta con la Classe IV C, il Liceo scientifico Galilei di Selvazzano con la classe IVL, l’I.I.S.S. Albert Einstein di Piove di Sacco con la classe IV AL, l’I.I.S. Marchesi di Padova, succ. di Cadoneghe con la classe IV BC, l’ITSCT Einaudi – Gramsci di Padova con la classe IVCT/E mentre gli studenti dell’I.I.S. Giovanni Valle hanno realizzato interessanti prodotti audiovisivi e multimediali sui siti presentati.

Le visite saranno accompagnate da intrattenimenti musicali di giovani del Marchesi e da professionisti del gruppo Calicanto.

I siti che verranno aperti al pubblico dal FAI di Padova sono quindi palazzo S. Stefano con un percorso che riguarda le sale della Provincia e uno che accoglie i visitatori, in questo caso solo gli iscritti FAI, negli appartamenti di rappresentanza del Prefetto. Un’occasione unica per visitare ambienti della nostra città, dove si svolgono importanti funzioni civiche, politiche e culturali, ma che spesso non sono accessibili ai normali cittadini.  

Le Giornate di Primavera del FAI sono la festa dei beni culturali del nostro Paese, un’occasione unica per svelare capolavori nascosti, luoghi dimenticati, opere d’arte spesso ignorati o sconosciuti. – dice il Presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui – Quest’anno anche la Provincia di Padova partecipa alle Giornate di Primavera aprendo le porte di palazzo Santo Stefano, sede storica dell’Amministrazione Provinciale, un luogo incantato, pieno di fascino, memorie e bellezza. Ringrazio il FAI – continua il Presidente Buiper aver scelto di inserire tra i luoghi da scoprire anche palazzo Santo Stefano e invito tutti a venirlo a visitare perché è uno scrigno di meraviglie artistiche e architettoniche: lo scalone d’onore, la sala Rappresentanza, la sala Giunta e la sala Consiglio conquisteranno gli appassionati di qualsiasi età, mentre il rifugio antigas, realizzato nel periodo bellico, emozionerà i cuori. Ricordo – conclude il Presidente della Provincia che è possibile visitare la sede di piazza Antenore anche dopo le Giornate di Primavera FAI: è attivo un servizio di visita guidata su prenotazione seguendo le indicazioni presenti alla pagina http://www.provincia.pd.it/museo-di-palazzo-santo-stefano

Anche il signor Prefetto, Renato Franceschelli, esprime il suo compiacimento verso il lavoro della Fondazione. “Il FAI” dice “compie da molti anni meritoriamente lo sforzo di rendere visibili dei luoghi che non sono comunemente aperti al pubblico. Quest’anno, con molta soddisfazione, tra i luoghi visitabili ci saranno i saloni di rappresentanza di Palazzo S. Stefano, sede della Prefettura. Ho infatti accolto con entusiasmo la richiesta di apertura nelle “Giornate di Primavera del FAI” per consentire la visita di un Palazzo storico della città che, sebbene sede di rappresentanza del Governo, appartiene alla storia di Padova, fin dal periodo del Governatorato austro-ungarico”.

E’ una vera gioia poter finalmente riprendere le nostre attività” dice la Capo Delegazione FAI di Padova, Mirella Cisotto “e riproporre al pubblico le Giornate FAI di primavera che all’ultimo, lo scorso anno abbiamo dovuto sospendere. Ringrazio di cuore il Prefetto, dott. Renato Franceschelli con la sua Signora, che ci hanno permesso eccezionalmente di aprire gli appartamenti di rappresentanza, il Presidente della Provincia, con tutti i collaboratori , nonché il Cav. Zemella di Villa Pacchierotti e il dr. Dulcetti di INVIMIT SGR SPA, che, con non poche difficoltà ci ha reso possibile l’accesso a Palazzo Dondi di via Cesare Battisti, restaurato nel 2011 ma chiuso subito dopo a causa di varie problematiche e quindi totalmente sconosciuto a gran parte dei padovani. Le visite” aggiunge Cisotto “si svolgeranno in tutta sicurezza, sia per i Volontari che per i Visitatori, nel rispetto categorico di tutte le normative vigenti ed è per questo che si potrà accedere solo tramite prenotazione”.

Altro sito di grande interesse è Palazzo Dondi dell’Orologio di via Cesare Battisti, riportato alla sua bellezza dopo lunghi anni di restauro ma poi, per varie vicende, chiuso al pubblico. Un’opportunità speciale per i padovani, quindi, per poter visitare questo imponente palazzo e i suoi affreschi, conoscere la sua architettura e la sua storia, scoprirne gli interni.

Di grande fascino per la sua bellezza ma anche per la sua storia e quella di un suo famoso proprietario è Villa Pochini-Pacchierotti ora Zemella, presso la Mandria, appartenuta tra fine Settecento e inizi ottocento al famoso cantante lirico Gaspare Pacchierotti, una delle voci liriche più famose dell’epoca.

I giovani inoltre apriranno Villa Giovannelli di Noventa padovana dal linguaggio post palladiano, ricca di spunti innovativi, quali i corpi scala elicoidali gemelli, illuminati zenitalmente da lanterne, attribuita ad Antonio Domenico Gaspari, discepolo del Longhena. Un ringraziamento va a tutta la Delegazione di Padova, agli insegnanti che con il gruppo Scuola ha lavorato per preparare gli studenti e ai ragazzi stessi che si sono fortemente impegnati e che accoglieranno con entusiasmo i visitatori.

L’azione educativa del FAI è infatti molto importante perché aiuta i giovani a conoscere e quindi ad apprezzare le bellezze del nostro territorio, sia dal punto di vista storico artistico, sia ambientale e naturalistico. E’ chiaro infatti che solo chi conosce un bene può capirne l’importanza e quindi rispettarlo, conservarlo, proteggerlo e avere il piacere di condividere la sua bellezza con gli altri.

È anche questo il prezioso lavoro che il FAI quotidianamente fa coinvolgendo tutti coloro che amano il loro Paese e vogliono preservarlo per le generazioni future.

Chi deciderà di parteciparecontribuirà ad aiutare la Fondazione, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, a portare avanti la sua missione e a compiere tanti altri “miracoli” di cui essere orgogliosi. Per prenotarsi e prendere parte all’iniziativa è richiesto un contributo minimo di 3 €. Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure attraverso l’iscrizione annuale – sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento – o ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45586, attivo dal 6 al 23 maggio 2021.

L’edizione 2021 della manifestazione è resa possibile grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate. Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, da dieci anni prezioso sostenitore dell’iniziativa presente con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE) nella lista dei luoghi visitabili e impegnata insieme alla Fondazione in importanti attività di sensibilizzazione sul corretto riciclo del materiale plastico.

FinecoBank, una delle più importanti banche FinTech in Europa e fra le principali Reti di consulenza in Italia, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre è impegnata nel valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio.

Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI di Primavera 2021 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

I posti disponibili sono limitati; prenotazione obbligatoria sul sito www.giornatefai.it fino a esaurimento posti disponibili ed entro la mezzanotte del giorno precedente la visita Durante le visite sarà necessario rispettare tutte le norme di sicurezza indicate nei cartelli informativi posti all’inizio dei percorsi: è infatti obbligatorio mantenere il distanziamento sociale, evitare di creare assembramenti, indossare la mascherina durante l’intera durata della visita, disinfettare le mani con gli appositi gel situati lungo il percorso e attenersi alle indicazioni date dal personale volontario.

Per le prenotazioni
www.giornatefai.it

Veneto
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=VENETO cliccare Padova e prenotarsi nel sito desiderato.

SCHEDE MONUMENTI

PALAZZO S. STEFANO – PROVINCIA E PREFETTURA

Piazza Antenore, 3 Padova

non accessibile ai disabili

orari 10.00-18.00 ultima visita 17.00, partenza gruppi ogni 20 minuti

visite a cura di Apprendisti Ciceroni ITSCT “Einaudi Gramsci” di Padova; IIS “Concetto Marchesi” di Padova – succursale di Cadoneghe

Palazzo Santo Stefano (piazza Antenore, 3), sede della Provincia e della Prefettura, si trova ai margini del nucleo storico della città, lungo l’attuale Riviera Tito Livio. Il palazzo si apre su Piazza Antenore.

L’edificio è testimonianza secolare della città. In origine monastero benedettino femminile, ospitava nel suo ambito la chiesa di Santo Stefano; di fronte a esso era, fino al 1810, la Chiesa di San Lorenzo. Entrambe risalgono all’epoca paleocristiana, mentre il primo riferimento storico del monastero è del 1034, quando viene descritto come uno dei più importanti della città. Il periodo di massimo fulgore del monastero è tra il XIII (quando le sue proprietà si estendevano sino a Schio, Thiene, Este e Cartura) e gli inizi del XVIII sec., secolo di declino.

Di tutto ciò rimane solo la traccia urbana dei volumi edilizi. Tra il 1806 (anno della dismissione) e il 1866 l’insieme del monastero viene destinato ad ospitare svariate attività civiche (sede della Prefettura, Tribunale, Liceo, Ginnasio, Genio Civile) che lo trasformano profondamente. Dal 1866 diventa sede della Provincia. Seguono ulteriori adattamenti (trasformazione della chiesa di Santo Stefano in uffici, 1873; facciata ovest 1873-76; costruzione della Sala del Consiglio, 1876-77; trasformazione degli uffici del ex Genio Civile in Prefettura), culminati (1934-37) nella realizzazione della facciata est, nel rifacimento dello scalone, nell’aggiunta del terzo piano attico, della Sala di Rappresentanza e nell’apertura della piazza.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Il percorso inizia lungo lo scalone di accesso, passa attraverso la Sale di Rappresentanza e della Giunta e culmina nella Sala del Consiglio. Punto di arrivo è l’androne di snodo tra i corridoi della provincia e quelli della prefettura, da dove si passa alle scale di accesso della Prefettura, che riportano agli spazi di accesso al piano terra. Una tappa riguarda inoltre il bunker al piano terra. Maggiori informazioni alla voce https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Santo_Stefano (voce redatta a cura del FAI Padova).

APPARTAMENTO PRESIDENZIALE DELLA PREFETTURA DI PADOVA

Riviera Tito Livio, 5 Padova

non accessibile ai disabili

orari 10.00-18.00 ultima visita 17.00

visite a cura Apprendisti Ciceroni IISS “A. Einstein” di Piove di Sacco (Pd)

L’edifico che ospita l’appartamento presidenziale di rappresentanza si trova a lato di Palazzo Santo Stefano e si affaccia su quello che, un tempo, era il Naviglio interno. Una serie di stanze interne lo collegano direttamente alla Prefettura.

L’edificio che lo ospita è stato realizzato nel 1852 come nuova residenza per il Regio Delegato austriaco, su progetto dell’architetto Giacomo Sacchetti. Con l’annessione al Regno italiano nel 1866, la palazzina diventa residenza del Prefetto e, con la Repubblica, appartamento di rappresentanza per le personalità politiche ospiti della città.

Al piano terra si trovano i locali di servizio e di collegamento con i cortili della Prefettura. Al piano superiore un’infilata di stanze, disposte lungo la riviera, riportano al disegno dei palazzi principeschi. Ai due estremi l’intima stanza da letto del Presidente e la terrazza verso il giardino. Di rilievo lo scalone con l’Allegoria della Primavera. Il presunto autore dell’opera, datata 1854, è Angelo Sacchetti con la collaborazione di Vincenzo Gazzotto; del Gazzotti sono anche le decorazioni pittoriche dell’appartamento e la lunetta, realizzata in ghisa dalla fonderia Benek-Rocchetti, posta sopra il portone d’accesso. Maggiori informazioni sul luogo alla voce https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Santo_Stefano (voce redatta a cura del FAI Padova)

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Inizieremo la visita dall’androne d’ingresso, attraverseremo il giardino, da dove si può vedere il bunker antiaereo costruito nel 1944, e la saletta affrescata del piano terra; saliremo lo scalone e, al primo piano, visiteremo la successione di camere affacciate lungo la riviera. Le altezze dei piani e lo sfruttamento delle fondazioni preesistenti hanno influenzato profondamente il progetto che non risulta particolarmente brillante dal punto di vista architettonico. È da rilevare l’importanza delle decorazioni e dei dettagli esempio della maestria degli artigiani dell’epoca che hanno contribuito alla realizzazione dell’edificio.

PALAZZO DONDI DALL’OROLOGIO

via Cesare Battisti 67-69-71 Padova

accessibile ai disabili

orari 10.00-18.00 ultima visita 17.00

visite a cura Apprendisti Ciceroni Liceo “Galileo Galilei” di Selvazzano Dentro (Pd)

Il Palazzo Dondi dall’Orologio sorge a Padova in via Cesare Battisti, in una zona del centro storico un tempo chiamata Contrada del Falerotto, dal nome di un antico ponte che attraversava il Naviglio interno, cioè un tratto del Medoacus (il fiume Brenta).

Il primo nucleo della sua costruzione risale al periodo medievale, infatti all’interno del palazzo permangono tratti dei muri di contenimento delle scale sul lato nord, riconducibili probabilmente ai resti di un’antica torre. Le tracce di una merlatura all’esterno, lungo la strada, fanno pensare ad una costruzione di difesa, trovandosi allora appena fuori dalle mura della città. Tra il ‘400 e il ‘500 il complesso edilizio, ingranditosi a comprendere altri edifici confinanti come botteghe, una corte, stalle e case (una in particolare viene descritta come “casa de muro e ligname coperta de coppi”), divenne proprietà della famiglia Urbino. Nel 1570 Bernardino Urbino lasciò tutti i suoi beni ai nipoti nati dal matrimonio della sorella Lucrezia con Francesco Dondi dall’Orologio discendente da Giovanni, autore del famoso astrario.

La famiglia Dondi fu proprietaria del palazzo fino alla seconda metà dell’800; da allora l’edificio subì diversi passaggi di proprietà con inevitabili manomissioni. Abbandonato per decenni, il palazzo è ritornato al suo antico splendore solo nel 2011, grazie ad un accurato restauro sia nella parte architettonica sia nella parte decorativa. La tipologia architettonica è quella tipica del palazzo veneto, con un grande “portego” d’ingresso dal quale, attraverso uno scalone monumentale, si sale al piano nobile, il cui salone è decorato da un fregio con putti affrescati, opera di Domenico Campagnola.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Il FAI con l’apertura di Palazzo Dondi dall’Orologio offre ai visitatori un’opportunità unica: infatti la maggior parte dei Padovani non l’ha mai visto. Ci sarà la possibilità di prenotare anche visite in lingua inglese.

VILLA POCHINI – PACCHIEROTTI ora ZEMELLA

Via Chioggia, 31 – Loc. Mandria Padova

non accessibile ai disabili

orari 10.00-18.00 ultima visita 17.00

visite a cura di Volontari FAI e Apprendisti Ciceroni Liceo “Galileo Galilei” di Selvazzano Dentro (Pd)

Il sito racchiude tra le sue mura una storia singolare, o meglio, ha ospitato nell’ultima fase della sua vita e dopo la morte, una delle maggiori voci della lirica tra fine Settecento ed inizio Ottocento: Gaspare Pacchierotti. Si stima che nel 1700, furono circa centomila i ragazzi evirati per preservare le loro voci acute. Alcuni di loro divennero i cantanti più famosi di quell’era, vere superstar internazionali. Non avendo sviluppato alcun carattere sessuale a seguito dell’evirazione precoce, aveva i riflessi e la potenza di una voce adulta e il timbro di una laringe da bambino. Pacchierotti era tra questi, uno dei maggiori musici del suo tempo, protagonista dell’Opera del Classicismo, che ha portato sulle scene di tutta Europa.

Nato a Fabriano nel 1740, inizia la carriera sotto la guida dell’affermato compositore Ferdinando Bertoni. Dal 1821, come detto, la sua tomba è nell’oratorio annesso alla Villa, da lui acquistata dalla famiglia Pocchini, e ora di proprietà Zemella, alla Mandria (Padova). Le prime affermazioni, attorno al 1770, sono nei teatri di Napoli, Venezia, Palermo. Interpreta opere di Galuppi, Gassmann, Piccinni, Gluck. Le stagioni successive lo vedono a Venezia, Genova, Lucca, e a Milano dove nel 1778 partecipa all’inaugurazione del Teatro alla Scala con il ruolo di Asterio protagonista nell’Europa riconosciuta di Antonio Salieri. Sono gli anni anche delle tourneé Londinesi, dove la sua estensione di voce, e le capacità interpretative riscossero un generale consenso soprattutto da parte degli estimatori dell’opera italiana che ne apprezzarono l’espressività ed il pathos intensamente sentito, ottenuti grazie ad una maestria unica negli abbellimenti e nelle cadenze e nel recitativo.

Lì partecipò alle celebrazioni del centenario della nascita di Haendel al Pantheon di Londra. La sua ultima visita nella capitale britannica, nel 1791, è rimasta famosa per le numerose repliche della cantata di Haydn Arianna a Naxos, accompagnato al piano dall’autore. A fine carriera, nel 1792, partecipa all’inaugurazione de La Fenice di Venezia, quando interpreta il ruolo protagonistico di Alceo ne I giuochi d’Agrigento di Paisiello. In seguito si stabilisce a Padova, dove investe in svariati terreni e proprietà i cospicui guadagni. Rimasto famosissimo anche dopo il ritiro, nel salotto della casa in Prato della Valle accolse tra gli altri Monti, Foscolo, Alfieri, Goldoni e Rossini. Stendhal, affermò di aver appreso di più, sulla musica, in sei incontri con Pachierotti, che da qualsiasi libro.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Scopriremo l’abitazione e la storia singolare di una delle maggiori voci della lirica della fine Settecento. Pacchierotti fu uno dei maggiori musici del suo tempo, protagonista dell’Opera del Classicismo e delle più importanti scene di tutta Europa.

VILLA GIOVANELLI COLONNA

Via Argine Sinistro del Piovego Noventa Padovana

non accessibile ai disabili

orari 10.00-18.00 ultima visita 17.00, ogni 20 minuti

visite a cura gruppo fai giovani di Padova

SOLO PER ISCRITTI VISITA CON I RESTAURATORI

PER NON ISCRITTI VISITA CON IL FAI GIOVANI

Navigando lungo il Brenta da Venezia a Padova il redivivo Burchiello, sulle orme del suo ben più aristocratico (e lento) antenato, lascia alla sua destra villa Giovanelli, l’ultima della riviera prima dell’approdo padovano del Portello.

La villa, costruita alla fine del Seicento da Giovanni Paolo e Giovanni Benedetto Giovannelli, è composta da un grande corpo di fabbrica a tre piani, sormontato da due lanterne, da un imponente pronao colonnato e da una scalinata che caratterizza l’accesso monumentale all’edificio. Al piano nobile è presente un salone centrale a doppia altezza e ornato da pregevoli decorazioni a fresco nelle quali sono inseriti degli “episodi di storie romane”.

La villa, che segue il linguaggio architettonico post-palladiano, è ricca di spunti innovativi, quali i corpi scala elicoidali gemelli, illuminati zenitalmente da lanterne, è stata attribuita senza incertezze ad Antonio Domenico Gaspari, discepolo del Longhena.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

In compagnia dei professionisti che hanno curato e diretto il restauro, i visitatori potranno scoprire nel dettaglio il lavoro certosino di recupero e restauro. Un’occasione da non perdere, per un caso che farà sicuramente scuola.

Luogo aperto a tutti

Agli iscritti sono però dedicate due percorsi, esclusivamente su prenotazione, in compagnia dell’architetto Claudio Menichelli e dell’Ingegnere Gianni Breda, che hanno diretto l’ambizioso progetto di restauro. I due professionisti, punti di riferimento nel panorama italiano della conservazione e del restauro, in alcune visite dedicate, racconteranno ai visitatori le sfide e le scoperte di un restauro che ha recentemente restituito alla comunità un bene inestimabile.

Stera

Stefano SERAFINI, alias STERA, direttore di VOCEDELNORDEST.IT email : redazione@vocedelnordest.it

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