Top 5
- G.Russell: Un weekend semplicemente impeccabile per il pilota inglese, che torna sul gradino più alto del podio per la terza volta in stagione al termine di una prova di forza stradominata fin dal giovedì. Dimostra una maturità e un percorso di crescita interno straordinario, gestendo con estrema lucidità una gara che, pur sembrando saldamente sotto controllo, gli ha riservato non pochi grattacapi. Le due Safety Car uscite a scompaginare i piani avrebbero potuto far tremare chiunque, riaprendo le porte ai cacciatori alle sue spalle, ma George ha eretto un muro invalicabile. Resiste con tenacia agli assalti finali, firma la sua ottava vittoria in carriera e manda un segnale chiarissimo al campionato: per il titolo iridato i giochi non sono ancora chiusi, voto 9
- M.Verstappen: Ci ha creduto e ha sperato fino all’ultimo metro di cogliere il primo centro stagionale, sfoggiando la tenuta mentale e la lucidità dei giorni migliori. Dopo un sabato da dimenticare — condizionato pesantemente da noie meccaniche sulla sua monoposto che non gli hanno permesso di esprimersi in qualifica — il quattro volte campione del mondo ha guidato sopra i problemi del mezzo. Spinge oltre i limiti per agguantare prima il podio e poi un’insperata vittoria, lottando con le unghie e con i denti sulle ripartenze dalle Safety Car per braccare Russell, mancando il successo per pochissimi millesimi di secondo sotto la bandiera a scacchi. Nessun rimpianto: la sua furia agonistica rimane uno degli spettacoli più esaltanti di questa Formula 1, voto 8
- I.Hadjar: Rientro con i fiocchi per il francese della Red Bull. Fresco di rinnovo contrattuale e al rientro dopo ben sei settimane di stop forzato per infortunio, torna nell’abitacolo con una fame e una grinta feroci. Al sabato batte il compagno di squadra in qualifica (sfruttando anche i guai sulla vettura di Max), mentre nel primo stint di gara mostra a tratti un ritmo persino superiore a quello dell’olandese, scegliendo con intelligenza e rispetto di non affondare il colpo. Favorito anche dai ritiri eccellenti davanti a sé, artiglia un podio strameritato che conferma quanto di buono fatto vedere prima dell’infortunio, 7.5
- A.Lindblad: Le prestazioni da veterano del giovane rookie inglese stanno quasi diventando una lieta abitudine, ma è doveroso sottolineare come — al di là del fenomeno Antonelli — questo ragazzo stia facendo strabuzzare gli occhi all’intero paddock. Conquista un solido settimo posto a centro gruppo, garantendo una costanza di rendimento e una velocità di adattamento impressionanti su ogni tracciato. Anche oggi regala perle di guida pura: sorpassi chirurgici e una gestione della pressione da pilota consumato che lo candidano a mani basse a un sedile di prima fascia per il prossimo futuro, voto 7
- K.Antonelli: La rabbia per l’imperdonabile errore commesso nel Q1 è tanta, perché da un leader del Mondiale non ci si aspettano sbavature simili nel momento cruciale del sabato. Kimi, tuttavia, incassa il colpo e reagisce con una maturità da campione vero: rimonta dalla sedicesima casella fino alla quinta posizione con una gestione della gara lucida e chirurgica. Evita contatti inutili nei momenti di massimo traffico, rinunciando a qualche staccata al limite nella consapevolezza che, in un’ottica iridata, muovere la classifica fosse l’unica cosa che contava davvero, voto 8.5
Flop 5
- F.Colapinto: Semplicemente sciagurato. L’errore commesso dall’argentino in fase di ripartenza dalla Safety Car è una macchia gravissima su una stagione fin qui eccellente. Calcola in modo scellerato il punto di staccata, va a bloccaggio e si schianta rovinosamente contro la vettura del compagno Gasly, il quale a sua volta viene proiettato contro la McLaren di Norris, mettendo entrambi fuori gioco. Un’ingenerosa leggerezza che distrugge in un secondo il lavoro del team Alpine: una doppietta a punti quasi cassata che si trasforma in un doppio ritiro sanguinoso per la classifica Costruttori, regalando ossigeno puro ai diretti rivali, voto 4
- FIA: La Federazione continua a predicare coerenza e sicurezza come pilastri imprescindibili, per poi cadere in decisioni a dir poco controverse quando la tensione sale alle stelle. Gestione dei soccorsi incerta: vedere la gru in pista per rimuovere la monoposto di Albon senza l’immediato stop della corsa è un salto indietro nel tempo che fa accapponare la pelle. Per non parlare del finale, con Bottas a muro in un punto ad altissimo rischio durante il duello rusticano tra Russell e Verstappen: liquidare la faccenda con una semplice bandiera gialla pur di non “rovinare” lo spettacolo è un compromesso pericoloso. La direzione gara deve ritrovare linearità, voto 5
- O.Piastri : Una prestazione che, fino a pochi chilometri dal termine, viaggiava comodamente sulle frequenze di un 8 in pagella. Su una pista da sempre indigesta, l’australiano stava sfoderando una risposta d’orgoglio, mostrandosi per la prima volta in stagione nettamente più rapido e ispirato del compagno Norris. Poi, il buio. Nel momento di massima pressione crolla rovinosamente, commettendo un’indecisione in staccata fotocopia a quella di Colapinto che distrugge la sua gara e condanna la McLaren al disastro perfetto. Con Norris già fuori per l’incidente incolpevole con le Alpine, il doppio “zero” di Woking pesa come un macigno nella corsa al secondo posto Costruttori , voto 5
- Aston Martin: L’incubo della scuderia di Silverstone tocca vette mai viste prima. C’è un dato che sintetizza il dramma: la velocità di punta della verde britannica in questo weekend è risultata inferiore persino alla peggior top speed registrata nella categoria cadetta di Formula 2. Una resa impietosa per un team che ha da poco accolto a peso d’oro il genio di Adrian Newey e che soltanto tre stagioni fa infastidiva la Red Bull da vicino. Un declino verticale, doloroso da vedere per qualsiasi appassionato, che richiede un’inversione di rotta totale, voto 4.5
- Ferrari: Quinta gara consecutiva senza neppure l’ombra di un podio. Il bilancio del Cavallino Rampante comincia ad assumere i contorni dell’ennesima stagione fallimentare, spazzando via le velleità di riscatto della vigilia. Sia Leclerc che Hamilton sono comparsi del tutto impotenti di fronte allo strapotere motoristico della Mercedes e alla solidità Red Bull. Il passo gara è stato un calvario e il secondo posto strappato dal monegasco al sabato in qualifica è stato solo il frutto di un’ennesima magia personale guidata sopra i problemi. Il mezzo non c’è e la frustrazione al box è ormai palpabile: servono scosse profonde, e in questo senso le recenti punzecchiature di Christian Horner suonano come un avviso ai naviganti, voto 4.5
Sintesi
La Formula 1 è tornata a calcare l’asfalto insidioso del circuito cittadino di Baku, un tracciato che negli ultimi anni ha dimostrato di essere un vero e proprio generatore di drammi e colpi di scena. In un fine settimana dall’inconsueta scansione temporale — con le sessioni di prove libere e qualifiche spalmate tra giovedì e venerdì per lasciare spazio alla gara del sabato —, la vigilia vedeva le due Mercedes nei netti panni di favorite per la vittoria, insidiate a distanza da una McLaren fresca di rebranding e da una Red Bull galvanizzata dal rientro a pieno regime di Isack Hadjar. Molto più staccata la Ferrari che, pur introducendo la seconda specifica di sviluppo stagionale, pagava ancora un evidente ritardo di cavalli nei confronti delle due power unit di riferimento del lotto: Mercedes e Ford-Red Bull Powertrains.
Se le prove libere avevano regalato poche indicazioni, le qualifiche si sono trasformate in un immediato psicodramma per il leader del Mondiale. Durante il Q1, Kimi Antonelli ha commesso una grave leggerezza, impattando rovinosamente contro le barriere nel settore centrale: sospensione anteriore distrutta e sedicesimo posto in griglia, una mattonella lontanissima dalle posizioni di vertice dove il giovane italiano sperava di costruire un altro tassello per la corsa iridata. A cogliere la palla al balzo è stato un cinico George Russell che, forte della superiorità della sua monoposto, ha conquistato la pole position staccando di ben otto decimi un fantastico Charles Leclerc. Il monegasco ha estratto dalla sua Ferrari un giro da antologia, precedendo per un solo millesimo Oscar Piastri e tenendo a bada un ottimo Hadjar, quarto in griglia. Molto più indietro un deluso Lewis Hamilton e un Max Verstappen condizionato al venerdì da gravi noie meccaniche che ne avevano limitato la resa in Q3.
Allo spegnersi dei semafori della gara di sabato, lo start si è rivelato pulito nei tratti ad alta velocità ma spietato nei valori emersi. Le due Ferrari hanno subito evidenziato paurosi limiti di ritmo: Leclerc è scivolato indietro di tre posizioni nel giro di pochi passaggi, mentre Hamilton ha dovuto difendersi con le unghie dagli attacchi di un Lando Norris, comunque, non in perfette condizioni. Davanti, mentre Russell provava la fuga solitaria costruendo un tesoretto di dieci secondi di vantaggio, Verstappen ed Hadjar si sono messi sulle tracce di Piastri, dando vita a un duello sui lunghi rettilinei azeri.
La gara è schizzata sulle montagne russe quando Alexander Albon ha perso il controllo della sua Williams finendo rovinosamente contro il muro. L’ingresso della prima Safety Car ha ricompattato il gruppo, azzerando i distacchi ma lasciando temporaneamente invariate le posizioni. Alla ripartenza, tuttavia, si è scatenato il caos: Franco Colapinto ha valutato malissimo la staccata di Curva 1, andando a bloccaggio e travolgendo in pieno il compagno di squadra Pierre Gasly, il quale è stato catapultato a sua volta contro la McLaren di Norris. Risultato? Ritiro immediato per Gasly e Norris, danni pesanti per Colapinto e una scia di detriti che ha costretto la Direzione Gara a invocare la seconda Safety Car della giornata.
La seconda neutralizzazione ha trasformato il finale in un thriller psicologico a 300 chilometri orari. Max Verstappen, che prima dell’incidente era riuscito a sbarazzarsi con un sorpasso da antologia di Piastri, si è ritrovato incollato agli scarichi di Russell. Nelle retrovie, mentre Piastri cedeva sotto la pressione andando lungo in Curva 1 e precipitando in fondo al gruppo, Antonelli completava con estrema prudenza una complessa risalita dalla sedicesima casella, risalendo fino ai margini della Top 5. Negli ultimi concitati giri, conditi anche dall’impatto di Valtteri Bottas contro le barriere e da una controversa gestione delle bandiere gialle dalla direzione gara, Verstappen ha tentato in ogni modo di sferrare l’attacco decisivo. Russell ha però eretto un muro invalicabile, resistendo con freddezza alla furia del campione olandese e tagliando il traguardo per primo con un margine risicatissimo.
Sul podio di Baku si è così festeggiata la terza vittoria stagionale (l’ottava in carriera) per George Russell, scortato dalle due resuscitate Red Bull di Max Verstappen e di uno strepitoso Isack Hadjar, terzo al traguardo. A completare le posizioni a punti si sono piazzati Charles Leclerc (quarto), un maturo Kimi Antonelli (quinto), Lewis Hamilton (sesto), Arvid Lindblad, Esteban Ocon, Oliver Bearman e Carlos Sainz, bravo ad approfittare dell’ecatombe davanti a sé per portare punti in casa Williams, con un deluso Piastri rimasto a bocca asciutta. Con questo successo, Russell accorcia le distanze nella classifica del Mondiale Piloti, riaprendo formalmente la caccia alla leadership di Antonelli. Il Circus lascia le sponde del Mar Caspio e si prepara immediatamente a fare le valigie per la prossima settimana: ad attenderlo c’è uno dei ritorni più affascinanti della stagione, lo storico circuito di Sepang per il Gran Premio di Malesia.
