AIELLO DEL FRIULI – Da qualche mese, a Joannis (frazione di Aiello del Friuli), è stato posizionato un contenitore a forma di cuore dove i cittadini possono raccogliere i tappi di plastica. Incuriositi da questa iniziativa, i ragazzi del Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno voluto scoprire che fine facciano questi tappi.
Accompagnati dalla dottoressa Giorgia Tentor, vice sindaco Lucia Giaiot e la , consigliera Valeria Sampietro si sono recati, pertanto, presso l’ex caserma Jesi, situata tra Ruda e Perteole. Lì sono stati accolti dai responsabili, che hanno mostrato loro l’intera filiera: dal controllo dei tappi alla preparazione dei grandi sacchi destinati a un’industria dell’udinese per la lavorazione finale.

I sacchi, ricolmi di tappi provenienti da tutta la Regione, vengono consegnati ogni martedì mattina. Ad attenderli ci sono i volontari, che si dedicano con cura alla delicata fase della cernita. Il processo di selezione è fondamentale: attraverso l’uso di appositi strumenti, i volontari individuano eventuali materiali ferrosi o scarti non compatibili.
Un passaggio particolarmente affascinante della lavorazione avviene su un pianale inclinato: i tappi vengono fatti scivolare lungo la superficie fino a raggiungere delle potenti calamite poste all’estremità. Queste fungono da vero e proprio filtro di sicurezza, bloccando istantaneamente ogni residuo metallico o tappo non conforme, garantendo così che all’industria arrivi solo plastica purissima pronta per essere rigenerata.
Al termine della selezione, il prodotto “pulito” viene raccolto in grandi sacchi (chiamati big bags) che, una volta riempiti e sigillati, vengono stoccati nel piazzale antistante l’edificio. Non appena si raggiunge un numero di sacchi sufficiente a completare il carico, interviene un autotreno che trasporta il materiale presso la ditta incaricata della trasformazione. Qui, la plastica recuperata viene fusa e modellata per dare vita a nuovi oggetti, come le classiche cassette per la frutta.

Il ricavato viene poi interamente devoluto alla associazione “Casa Via di Natale” di Aviano.
Questi processi si sono rivelati estremamente interessanti e i ragazzi hanno seguito le spiegazioni con grande attenzione, mettendosi alla prova in prima persona nella cernita dei tappi. È stata un’esperienza che li ha colpiti profondamente, non solo per la scoperta del ciclo produttivo, ma anche per il valore del volontariato e, soprattutto, per il fine umanitario che anima l’intera iniziativa. Da oggi, sicuramente, guarderanno un semplice tappo di plastica con occhi diversi, consapevoli del lungo percorso che compie e dello scopo benefico che riesce a generare.
Livio Nonis
