Focus Waste Watcher: CROSS GENERATION WASTE FOOD, come sprechiamo in base all’età e all’esperienza

È questione di cuore, preservare il futuro del pianeta: un obiettivo trasversale alle generazioni. Ma è anche e soprattutto questione di metodo la prevenzione degli sprechi, la rigenerazione del cibo avanzato, la pianificazione degli acquisti e la fruizione stagionale – quindi qualitativa e salutare, non meramente quantitativa – degli alimenti alla base della nostra dieta. Il nostro rapporto col cibo si gioca nel quotidiano su un piano squisitamente organizzativo, questo ci insegna il Cross generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher International, che si presenterà a Roma martedì 3 febbraio, in vista della 13^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – giovedì 5 febbraio 2026 – quest’anno focalizzata su “2030 Calling”, ovvero l’ultimo sprint utile per metterci in pari con gli Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per misurare e di cogliere concretamente i traguardi fissati nel 2015, al momento della sua adozione. Il Rapporto è un’iniziativa della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, che promuove e organizza la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il cui evento ufficiale è già in programma a Roma martedì 3 febbraio, dalle 11 nello Spazio Esperienza Europa di piazza Venezia. I dati del Rapporto sono stati raccolti da Ipsos Doxa ed elaborati, per la cura del direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè, dal team dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, coordinato da Luca Falasconi, curatore del Rapporto Waste Watcher “Il caso Italia”.
Il divario generazionale, dimostra il Cross Generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher, si riflette nella capacità di tenere viva l’attenzione ogni giorno intorno alla prevenzione dello spreco alimentare. Se i Boomers (nati fra il 1946 e il 1964) rappresentano la generazione più strutturata e storicamente focalizzata sul tema (ben 96% dichiara un’elevata attenzione alla questione dello spreco di cibo), la Generazione Z (nati fra il 1997 e il 2012)è consapevole della questione e autocritica sulle proprie responsabilità, ma è meno organizzata e meno disposta a ritagliare il tempo necessario alla pianificazione, tende ad acquistare in eccesso “per sicurezza”, dimentica il cibo in frigo, rifiuta più spesso la rigenerazione degli avanzi. Millennials (nati fra il 1981 e il 1986) e Generazione X (nati fra il 1965 e il 1980)occupano una posizione intermedia: mostrano maggiore consapevolezza dei giovani e buone competenze organizzative, ma faticano a stabilizzare le pratiche nel tempo. Solo il 36% dei Gen Z pianifica la spesa con una lista, contro il 45% dei Millennials e Generazione X. Al contrario, i Boomers eccellono nella gestione: il 60% acquista rigorosamente stagionale, il 63% consuma prioritariamente ciò che sta per scadere e il 55% controlla se è ancora buono, prima di decidere se utilizzarlo o gettarlo, contro solo il 45% della Generazione Z (52% per Millenials e 51% per Generazione X).
«Ma alle soglie del 2030 – spiega il direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè – un patto fra le generazioni è prioritario, per sostenere le strategie concrete di gestione del cibo. Un cambio di paradigma pragmatico, che punta a salvare gli alimenti, prevenire gli sprechi e concretamente contribuire a un nuovo modello di sviluppo». Per questo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare estende il suo raggio d’azione al fine settimana successivo e promuove una “challenge” inedita, il primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio. Una sfida di alfabetizzazione operativa, 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente: l’azione collettiva #sprecozero che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi «Lo spreco alimentare si affronta con le micro-competenze quotidiane – sottolinea Luca Falasconi, curatore del Cross Generation Food Report – Dobbiamo trasformare la velocità digitale dei giovani in consapevolezza organizzativa. Il frigorifero è il luogo dove il cibo diventa invisibile prima di diventare rifiuto. Renderlo trasparente significa restituirgli valore». Operativamente, #frigotrasparente sarà non una “’ispezione”, ma una liberazione di sapori. Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. #Frigotrasparente diventa così una challenge articolata in 15 minuti: si parte con la Ricognizione (minuti 0-4), ovvero l’Appello del Frigo: non guardare solo cosa c’è dentro, ma guarda dove è finito. Apri il frigorifero e svuotalo parzialmente, spesso il cibo va a male perché diventa invisibile. Cerca di estrarre e attenzionare tutto ciò che è nascosto negli angoli bui del tuo frigo. Si prosegue con l’Azione e la Gerarchia del Sapore (minuti 5-9): perché non tutti i cibi sono uguali, alcuni hanno fretta e meritano la Prima Fila. Identifica i “codici rossi” con scadenza entro 48 ore, o poco più. Spostali fisicamente sul ripiano ad altezza occhi. Quello è il tuo “VIP lounge del sapore”. Terzo step, l‘Arte del Raggruppamento (minuti 10-13), un modulo di organizzazione visiva. I Boomers insegnano: la stagionalità e l’ordine salvano la spesa, cerca di unire gli avanzi in contenitori trasparenti (se non li vedi, non li mangi). Dividi i cibi freschi da quelli a lunga conservazione.
E infine, quarto e ultimo passaggio: lo Scatto d’orgoglio (minuti 14-15). Ecco la tua testimonianza Wastebuster, rendi pubblico il tuo impegno perché la consapevolezza cresce, se condivisa. Scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride.
