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Antiche tecniche fotografiche: il 1° e 2 agosto workshop, talk e mostre a Maniago (PN)

DiRedazione

Lug 29, 2026
Borut Peterlin

A duecento anni dall’invenzione della fotografia, workshop, mostre e dimostrazioni per scoprire tecniche e linguaggi fotografici del passato e del presente

Lenti Bollenti: visioni contemporanee sulla fotografia storica

Maniago (PN), Centro Visite del Castello sabato 1 e domenica 2 agosto 2026

Maniago (PN), luglio 2026 – La fotografia storica e le sue interpretazioni contemporanee sono al centro di Lenti Bollenti: visioni contemporanee sulla fotografia storica, in programma al Centro Visite del Castello di Maniago (PN) sabato 1 e domenica 2 agosto 2026.

L’iniziativa, che si svolge in occasione del bicentenario dell’invenzione della fotografia, è organizzata dall’Associazione Fotonomia in collaborazione con il Comune di Maniago e prevede incontri, dimostrazioni, laboratori ed esposizioni per scoprire tecniche, processi e linguaggi fotografici del passato e del presente, considerando il più possibile il Castello di Maniago come soggetto privilegiato.

Tra gli appuntamenti principali spicca, sabato 1° agosto alle 19.00, il talk dedicato alla fotografia al collodio umido, affascinante tecnica risalente all’Ottocento che sarà analizzata dal punto di vista storico e pratico, approfondendone materiali, procedure e peculiarità nonché le reinterpretazioni nell’arte contemporanea. Domenica 2 agosto alle 11.30, una dimostrazione dal vivo permetterà al pubblico di osservare la realizzazione e lo sviluppo di una lastra al collodio umido.

Particolare rilievo avrà inoltre il workshop tenuto dal fotografo Borut Peterlin, che offrirà ai partecipanti la possibilità di preparare personalmente le lastre e apprendere le basi della ripresa fotografica al collodio (attività in programma sabato 1° agosto dalle 9.00 alle 18.00 e a numero chiuso: per prenotazioni scrivere a fotonomia.firenze@gmail.com).

La serata di sabato 1° agosto sarà animata da una proiezione di diapositive appositamente composte durante la giornata e recuperate da archivi personali per l’occasione.

A completamento del programma, saranno proposti una serie di laboratori aperti, curati da Fotonomia in collaborazione con Annamaria Castellan, dedicati alla cianotipia, all’antotipia e alle tecniche off-camera. Sarà inoltre possibile visitare un’esposizione delle opere del fotografo collodionista Dennis Ziliotto, che sabato 1° agosto alle 18.00 presenterà al pubblico le potenzialità artistiche contemporanee di questa particolare tecnica fotografica, e la mostra Terremoto di carta curata dal Circolo Culturale Fotografico Carnico, che raccoglie le fotografie realizzate con il foro stenopeico dagli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Tolmezzo (visita guidata domenica 2 agosto alle 10.30).

Tutte le attività sono ad accesso libero (ad esclusione del workshop) e gratuite e sono pensate per coinvolgere persone di tutte le età, sia chi si avvicina per la prima volta alla fotografia, sia chi desidera continuare a esplorare e lasciarsi sorprendere dalla fotografia fatta di luce e materia. L’obiettivo è quello di creare un’occasione di formazione, sperimentazione e accesso diretto a tecniche fotografiche storiche ancora poco conosciute.

Per informazioni contattare fotonomia.firenze@gmail.com

Il collodio umido

La fotografia al collodio umido è una tecnica del XIX secolo che utilizza una lastra di vetro o metallo come supporto per l’immagine fotografica. La superficie viene ricoperta da collodio, una soluzione di nitrocellulosa disciolta in etere e alcol, che funge da strato legante per i sali d’argento fotosensibili. La lastra viene poi sensibilizzata in un bagno di nitrato d’argento e deve essere esposta e sviluppata mentre è ancora umida, rendendo il processo rapido e interamente manuale. Dopo lo sviluppo e il fissaggio, l’immagine viene lavata, asciugata e protetta con una vernice. Il collodio produce immagini di grande nitidezza e ricchezza tonale, ma richiede tempi di lavoro strettissimi e attrezzatura dedicata, spesso portatile, che trasforma lo scatto in un vero e proprio processo performativo. Oggi questa tecnica è praticata da fotografi e artisti contemporanei che ne valorizzano il carattere artigianale, unico e irripetibile, rendendola centrale nella fotografia analogica d’autore e nella ricerca visiva legata ai processi storici.

Fotonomia aps

FOTONOMIA aps, associazione di cultura fotografica, è un’associazione senza scopo di lucro che promuove la conoscenza della fotografia attraverso momenti di divulgazione (workshop per appassionati) o di approfondimento (seminari tematici con archivisti, storici, restauratori e fotografi, attività per scuole e università). Fondata nel maggio 2014, ha organizzato e svolto attività seminariali dedicate all’Era dell’Albumina, alla Calotipia, alle Carte Salate, alle Lastre alla Gelatina, alla Cianotipia, al Carbone, Carbone in tricromia, Oleotipia e Woodburitipia, e all’Età del collodio (Ambrotipia, Ferrotipia). Ha organizzato Phototrace – Firenze 2015, partecipato all’organizzazione di Phototrace – Arezzo 2019 ed è stato partner del Festival fotografia ZeroPixel – Trieste 2021 collaborando con l’associazione Acquamarina di Trieste. Nel 2024 ha concluso il progetto “L’occhio che guarda è un organo educato. Piero Vanni fotografo”, in partenariato con il CRAF di Spilimbergo mentre nel 2025 ha organizzato il seminario “Lastre fotografiche alla gelatina. Tecniche esecutive e aspetti di conservazione” con l’Università degli Studi di Udine. Ha tenuto e ha in programma seminari sul riconoscimento delle tecniche e principi di conservazione per l’Università di Firenze, l’Università di Pisa e il Kunsthistorisches Institut in Florenz. Ha tenuto dimostrazioni e incontri pratici sulle antiche tecniche fotografiche presso musei e gallerie d’arte come il Museo Galileo di Firenze, i Musei Civici di Imola, l’Orto Botanico di Firenze, la Fototeca dei Civici Musei di Trieste, l’Archivio Storico del Comune di Lucca, la Fondazione Alinari per la Fotografia. Ha svolto laboratori per bambini e ragazzi a Villa Bardini (Fondazione CR / Fondazione Alinari per la Fotografia), all’Orto Botanico di Lucca (Photolux) e a Villa Fabbricotti (Fondazione Alinari per la Fotografia). Dal 2025 partecipa al progetto “Le Chiavi della Città” per la Fondazione Alinari per la Fotografia, con le scuole primarie del comune di Firenze.

In copertina: Il fotografo Borut Peterlin

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it