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ARTIGIANATO NELL’ALIMENTARE, BEVANDE E RISTORAZIONE: TREVISO SECONDA IN VENETO

DiRedazione

Mar 14, 2026

Nella Marca Trevigiana sono impiegati 4.831 persone nelle 1.012 imprese che nel 2025 hanno realizzato un fatturato di 753 milioni di euro, dato che colloca la provincia al nono posto in Italia

In Veneto sono 977 mila i consumatori che acquistano a chilometro zero, il 22,6% dell’intera popolazione regionale. Inoltre, il 14,1% dei cittadini è propenso ad acquistare prodotti biologici

Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: «Anche in una fase di debolezza della manifattura, il settore si conferma con un forte orientamento anticiclico. Treviso è tra le prime venti province per peso delle esportazioni, più 5,47% superiore alla media»

Treviso seconda provincia in Veneto per fatturato e addetti nell’artigianato alimentare, delle bevande e della ristorazione. Nella Marca Trevigiana sono impiegati 4.831 persone nelle 1.012 imprese che nel 2025 hanno realizzato un fatturato di 753 milioni di euro.

«In vista della Pasqua abbiamo fatto un focus su questo settore», spiega Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «e ne è emerso un quadro significativo per l’artigianato. Il fatturato colloca la nostra provincia al nono posto in Italia. Anche in una fase di debolezza della manifattura, alimentari, bevande e ristorazione si confermano come un settore

con un forte orientamento anticiclico».

La parte del leone spetta alla ristorazione, con 607 imprese artigiane che danno lavoro a 2.588 lavoratori, seguite dall’alimentare con 375 aziende e 2.064 addetti e dalle bevande, 30 imprese con 179 impiegati.

«Il sistema produttivo della Marca Trevigiana», sottolinea il presidente Armando Sartori, «e in particolare quello legato ai prodotti alimentari, presenta un deciso carattere glocal, associando una elevata penetrazione sui mercati esteri a una domanda interna con una elevata propensione all’acquisto di prodotti a chilometri zero».

Merito dei prodotti di qualità a marchio DOP, IGP e STG e ai prodotti agroalimentari tradizionali. Una realtà che conta in Veneto 36 prodotti, secondo posto in Italia. In Veneto sono 977 mila i consumatori che acquistano a chilometro zero, il 22,6% dell’intera popolazione regionale. Inoltre, il 14,1% dei cittadini è propenso ad acquistare prodotti biologici, delineando un ulteriore carattere di sostenibilità dell’offerta delle imprese della filiera agroalimentare.  

«La qualità dei nostri prodotti agroalimentari è un fattore competitivo anche per l’export», nota il presidente Armando Sartori. «Treviso è tra le prime venti province italiane per peso delle esportazioni di prodotti alimentari e bevande sul valore aggiunto, con un più 5,47% superiore alla media nazionale, migliore provincia in Veneto».

Anche questo settore soffre, comunque, la difficoltà a reperire manodopera. Nell’artigianato veneto nel 2025 sulle 3.190 posizioni richieste, 1.280 (40,1%) sono state difficili da reperire. In particolare, panettieri e pastai, due professioni tipiche dell’artigianato, sono quelle più difficili da trovare (60,6%).

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