Le nuove disposizioni fiscali delineano un sistema a “doppio binario”: agevolazioni confermate per l’abitazione principale, riduzioni per gli altri immobili. Addio definitivo alla stagione del 110%.
Mentre l’era dei maxi-incentivi tramonta definitivamente, il nuovo assetto dei bonus casa per il 2026 evita il temuto crollo verticale delle detrazioni ma ridisegna le regole del gioco. Il meccanismo a “doppio binario” diventa la nuova bussola fiscale: una mossa strategica che tutela la prima casa al 50% penalizzando gli investimenti secondari.
Tra conferme inaspettate, come il Bonus Mobili, e addii pesanti, come quello alle Barriere 75%, questa analisi offre gli strumenti indispensabili per orientarsi tra le nuove aliquote. Non bisogna dimenticare, inoltre, che una ristrutturazione ben pianificata è il primo passo per risparmiare in bolletta nel lungo periodo, grazie a una casa più efficiente e meno energivora.
Il doppio binario per le ristrutturazioni
Il cuore della normativa per il 2026 risiede nella differenziazione degli incentivi per il recupero edilizio. Viene confermata l’aliquota del 50%, ma con un perimetro molto più ristretto rispetto al passato. Nello specifico, la suddivisione sarà la seguente:
- Abitazione Principale (50%): La detrazione piena è accessibile esclusivamente per gli interventi effettuati sulla dimora abituale da chi ne detiene la proprietà o un diritto reale di godimento. Questo include interventi cruciali come il rifacimento dell’impianto elettrico, fondamentale per la sicurezza domestica.
- Altri Immobili (36%): Per le seconde case e per tutte le altre categorie catastali diverse dall’abitazione principale, la “forbice” si chiude e il beneficio scende.
Si tratta di una misura che mira a tutelare le famiglie residenti, riducendo al contempo il peso finanziario dello Stato sugli investimenti immobiliari secondari. Per chi possiede questi immobili, diventa quindi ancor più vitale valutare attentamente le offerte luce e gas per la seconda casa per compensare la minore agevolazione fiscale con tariffe energetiche più competitive.
Ecobonus e Sismabonus: regole allineate
La logica del “doppio binario” non si limita alle ristrutturazioni generiche, ma investe anche i capitoli cruciali dell’efficientamento energetico e della sicurezza sismica. Anche per l’Ecobonus e il Sismabonus, nel 2026 non ci saranno aliquote differenziate o maggiorate: si applicherà lo stesso schema del bonus casa.
Questo impatta notevolmente sulla scelta di nuovi impianti di climatizzazione e riscaldamento, dove la detrazione sarà dimezzata se l’installazione non avviene nell’abitazione principale.
Ecco lo schema riassuntivo delle nuove aliquote:
| Tipologia Immobile | Bonus Ristrutturazioni | Ecobonus | Sismabonus |
| Abitazione Principale | 50% | 50% | 50% |
| Seconde Case / Altri | 36% | 36% | 36% |
Arredi ed elettrodomestici: confermato il tetto a 5.000 euro
Buone notizie sul fronte degli interni, seppur con i limiti già noti. È stata confermata la proroga del Bonus Mobili ed Elettrodomestici anche per tutto il 2026. L’agevolazione è ideale per chi sta affrontando un cambio casa e deve districarsi tra l’acquisto dei mobili e la burocrazia legata alla gestione delle utenze durante il trasloco.
I parametri fondamentali sono:
- Aliquota della detrazione: 50% delle spese sostenute.
- Oggetto dell’acquisto: Arredi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza (come i moderni piani a induzione) destinati a immobili oggetto di ristrutturazione.
- Tetto massimo di spesa: 5.000 euro (invariato rispetto al 2025).
Questa soglia impone un’attenta pianificazione degli acquisti per massimizzare il recupero fiscale.
Addio al Bonus Barriere 75%
Tra le novità più rilevanti in negativo c’è la mancata proroga per l’agevolazione specifica sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Il bonus al 75%, che aveva riscosso un notevole interesse, cesserà di esistere il 31 dicembre 2025. Dal 2026, gli interventi volti a migliorare l’accessibilità rientreranno verosimilmente nelle aliquote ordinarie (50% o 36% a seconda dell’immobile), perdendo il vantaggio della detrazione maggiorata.
Uno sguardo al 2027 e la fine dei “Maxi-Bonus”
L’assetto del 2026 sembra essere solo una tappa intermedia verso un ulteriore ridimensionamento. Le proiezioni normative indicano già un nuovo decalage per il 2027. Ecco come cambieranno le aliquote nel prossimo biennio:
| Anno Fiscale | Aliquota Prima Casa | Aliquota Altri Immobili |
| 2026 | 50% | 36% |
| 2027 (Previsione) | 36% | 30% |
La manovra sancisce, in definitiva, la chiusura storica della stagione dei “bonus extra-large”. Il Superbonus 110% è ormai un ricordo: l’obiettivo del Governo è traghettare il settore verso un sistema di incentivi ordinari, strutturali e, soprattutto, compatibili con la stabilità di lungo termine del bilancio statale.
Conclusioni
In sintesi, il 2026 chiude definitivamente l’era dei bonus a pioggia inaugurando un regime fiscale a “doppio binario” improntato alla sostenibilità: tutela al 50% per l’abitazione principale e stretta al 36% per le seconde case. Una strategia di compromesso che, pur salvando il Bonus Mobili, sacrifica l’agevolazione barriere al 75% e prepara il terreno ai futuri tagli già previsti per il 2027.
Ma questo nuovo assetto basterà a mantenere vivo il mercato delle riqualificazioni senza gravare eccessivamente sui conti pubblici? E come reagirà il settore edilizio di fronte alla prospettiva, ormai concreta, di un ulteriore ribasso delle aliquote tra appena un anno?
Fonte: papernest.it
