La sostituzione degli infissi resta tra gli interventi più incentivati nel panorama edilizio italiano. Per il 2026, le aliquote di detrazione rimangono invariate rispetto al 2025: chi interviene sull’abitazione principale può contare su una detrazione del 50%, mentre per gli altri immobili l’agevolazione scende al 36%. La riduzione delle aliquote è stata rimandata al biennio 2027-2028, una finestra temporale che rende il 2026 l’ultimo anno per accedere alle condizioni più favorevoli. Due gli strumenti a disposizione: il Bonus Casa, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, e l’Ecobonus, regolato dal decreto-legge 63/2013 con un limite di 60.000 euro. Per chi punta a risparmiare in bolletta, la combinazione tra serramenti ad alta efficienza e un fornitore energetico competitivo può incidere significativamente sul costo medio della bolletta gas.
Ecobonus e Bonus Casa: requisiti tecnici e differenze operative
Le due misure non sono intercambiabili e la scelta dipende dalla tipologia di intervento. L’Ecobonus richiede che i nuovi serramenti rispettino valori di trasmittanza termica (Uw) inferiori ai limiti stabiliti per la zona climatica dell’immobile ed è destinato esclusivamente alla sostituzione di infissi già esistenti, senza possibilità di creare nuove aperture. Il Bonus Casa, al contrario, offre maggiore flessibilità: consente anche modifiche a dimensioni e caratteristiche delle finestre rispetto a quelle preesistenti. Un vantaggio rilevante dell’Ecobonus è l’apertura ai soggetti IRES — imprese e società — mentre il Bonus Casa resta riservato ai contribuenti IRPEF con capienza fiscale. Attenzione alla novità del 2026: sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili per questi interventi. Il recupero avviene esclusivamente tramite dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Un intervento mirato sugli infissi incide direttamente sul consumo medio di gas per il riscaldamento domestico, rendendo l’abitazione più efficiente dal punto di vista del riscaldamento.
Adempimenti e impatto concreto sulle famiglie italiane
Per accedere alle detrazioni è necessario trasmettere la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, conservare tutta la documentazione tecnica e amministrativa — fatture, bonifici parlanti, computo metrico — e per gli interventi dal 6 ottobre 2020 allegare una asseverazione tecnica conforme al DM 6 agosto 2020. Per le finestre installate in singole unità immobiliari, l’asseverazione può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore o dell’installatore. I costi agevolabili coprono l’intera filiera: acquisto dei serramenti, installazione, cassonetti, componenti vetrati, sistemi oscuranti e prestazioni professionali. L’impatto per le famiglie è duplice: da un lato il recupero fiscale fino al 50% della spesa sostenuta, dall’altro una riduzione strutturale dei consumi energetici che si riflette direttamente sulla scelta delle offerte luce e gas più vantaggiose sul mercato. In un contesto in cui i costi dell’energia restano elevati, migliorare l’isolamento termico della propria abitazione è un investimento che si ripaga nel medio periodo, soprattutto se abbinato a una revisione attenta del proprio contratto di fornitura.
Fonte: papernest.it
