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Canto Libero – omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol – UDINE 2 APRILE 2026

DiStera

Apr 2, 2026

IL TOUR DEL DECENNALE

TEATRO GIOVANNI DA UDINE

 2 APRILE 2026, ORE 21.00

Canto Libero non è un semplice concerto, ma un grande spettacolo che omaggia il periodo d’oro della coppia Mogol – Battisti. Sul palco, un affiatato gruppo di musicisti già rodati nel corso di lunghe carriere, che portano avanti da oltre 10 anni questo progetto con grande determinazione.

La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due. Canto Libero semmai rilegge gli originali mantenendo sempre una certa aderenza ma al contempo cercando di non esserne una semplice copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere tutta l’anima blues e rock che Lucio BATTISTI sentiva, forte, dentro di sé.

Con arrangiamenti molto curati e moderni, sul palco prendono forma brani e atmosfere all’altezza del nome e della fama del duo Mogol-Battisti.

Con questo loro lavoro hanno riempito piazze e teatri in giro per l’Italia (e anche in Slovenia, Croazia e Montenegro), con il grande riconoscimento del loro valore artistico arrivato a fine 2015 nello spettacolo sold-out al Teatro Rossetti di Trieste che ha visto la partecipazione straordinaria di Mogol in persona, che ha dato la sua benedizione ufficiale al Canto Libero.

Esperienza che si è ripetuta ad aprile 2017, quando Mogol è tornato sul palco con la band nella data udinese al Giovanni da Udine, e poi ad agosto 2017 a Grado, riconfermando un rapporto di stima e collaborazione che si ripeterà più volte in futuro.

I PROTAGONISTI

Con la produzione della Good Vibrations EntertainmentCanto Libero nasce da un’idea di Fabio “Red” Rosso, già lead vocalist della S.I.P. Band, e la direzione di Giovanni Vianelli.

Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. Non si tratta di fare delle belle cover di pezzi che amavamo. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie, videoproiezioni. Insomma, ci abbiamo messo il cuore». E il risultato è davvero lodevole.

Giovanni Vianelli spiega: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! (…) Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. (…) Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».

La band è guidata da Fabio “Red” Rosso alla voce, al pianoforte Alessandro Scolz (il direttore musicale Giovanni Vianelli era assente), alle chitarre Gabriele de Leporini Luigi Di CampoAlessandro Leo Leonzini (sostituto di Alessandro Sala) al basso. Alla batteria Jimmy Bolco “assistito” alle percussioni e batteria da Marco Vattovani con Luca Piccolo alle tastiere Il tutto arricchito dalle splendide voci di Joy Jenkins e Michela Grilli, e curato dall’ingegnere del suono Jan Baruca. Il tutto impreziosito dalle performance di Angelo Chiocca al sassofono, che fa capolino in qualche brano.

LA SERATA UDINESE

Il teatro è gremito da un pubblico eterogeneo che popola gli spalti del Teatro Friulano. La serata inizia quando la band sale sul palco, sono le 21.08.

Pronti via la band inanella una lunga serie dei grandi successi del Lucio nazionale (con tutto il rispetto per Dalla!) I brani sono arricchiti, impreziositi, ammodernati, tanto da far pensare che forse a Battisti sarebbero forse più piaciuti così!

L’Aquila, Con il Nastro Rosa, Amarsi un po’, La collina dei ciliegi, Il nostro caro Angelo in ordine sparso regalano forti sensazioni. Con Si viaggiare il ritmo si alza. Sale poi sul palco la fisarmonica di Livio Bolco (padre del drummer) per accompagnare La luce dell’Est, canzone scritta quando Lucio e Mogol si trovavano in Istria.

Eppoi Innocenti evasioni, Anna, Emozioni, I giardini di marzo da far venire i brividi a tutti con gli splendidi arrangiamenti studiati dai musicisti, che confermano il loro assoluto valore, e gli appllausi escono naturali!

Restano poi sul palco Red e Scolz, che invitano il pubblico ad accompagnare voce e pianoforte su Eri bella, seguita da Anche per te.

“Red” si prende ancor più la scena, ma lo fa per una giusta causa, sottolineando il loro impegno sociale, in questo caso per supportare la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) rappresentata sul palco dalla D.ssa Sandra DRI, Vice presidente della LILT sez. provinciale di UDINE, che ha sottolineato quanto sia importante la prevenzione.

Non è Francesca anticipa Acqua azzurra, acqua chiara per continuare sulle note di Non sarà un avventura.

Con Il tempo di morire, cantata da Joy, si torna al caro sound blues. 

Spazio a Joy e Michela che interpretano brani iconici che Lucio ha “regalato” a Mina e Patty Pravo.

Amor mio, Io e te soli , Insieme e Il paradiso, brani che hanno scavato un solco profondo nella discografia italiana.

Con Una donna per amico tutti il teatro si alza in piedi a ballare… e la band lascia il palco.

Il primo bis è per Il mio canto libero toccante come solo Battisti-Mogol sapevano fare. Segue La canzone del sole per poi presentare i membri della band uno ad uno per raccogliere i giusti e strameritati applausi del pubblico. Tocca poi ad un altro omaggio ai “pezzi” scritti per i suoi amici, in particolare per la Formula 3, l’indimenticabile Eppur mi son scordato di te. Si chiude con il teatro che accompagna in piedi la band che suona La canzone del sole con Jan Baruca che, lasciata la console, a sorpresa si presenta sul palco per esibirsi in un assolo di chitarra, ballando le ultime note della serata al grido di “Evviva la musica vera, evviva Lucio Battisti”.

Tutto molto, molto bello……

Come sempre, l’organizzazione di VignaPR è impeccabile!

Di Stera

Stefano SERAFINI alias STERA direttore di VOCEDELNORDEST.IT email : redazione@vocedelnordest.it