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Capodanno, botti e inquinamento: cosa dicono i dati sui picchi di PM10 e perché crescono i divieti

DiRedazione

Gen 3, 2026

I festeggiamenti di Capodanno portano con sé luci, rumori e tradizioni che si ripetono ogni anno, ma anche un impatto ambientale sempre più evidente. I dati ufficiali sulla qualità dell’aria mostrano come, nelle ore immediatamente successive alla mezzanotte, le concentrazioni di polveri sottili aumentino sensibilmente in diverse aree del Paese. Questo fenomeno sta spingendo molte amministrazioni locali a introdurre restrizioni e divieti sempre più severi in vista del 2026 e riaccende l’attenzione anche sulle bollette del gas.

I dati sulla qualità dell’aria dopo la mezzanotte

Le rilevazioni effettuate durante il Capodanno 2024-2025 mostrano un chiaro incremento delle concentrazioni di PM10 e PM2.5 nelle ore immediatamente successive ai festeggiamenti. I report regionali evidenziano come il picco si registri generalmente tra la mezzanotte e le prime ore del mattino, in concomitanza con l’uso massiccio di fuochi d’artificio e botti. In alcune aree urbane, i valori hanno superato le medie giornaliere abituali, segnalando un peggioramento temporaneo ma significativo della qualità dell’aria.

In Sicilia, i dati diffusi dagli enti di monitoraggio mostrano un aumento netto delle polveri sottili in diverse centraline, con differenze legate alla densità abitativa e alle condizioni meteorologiche. L’assenza di vento e l’aria stabile hanno favorito il ristagno degli inquinanti, rendendo più evidenti gli effetti delle esplosioni pirotecniche. Il fenomeno, pur concentrato in poche ore, contribuisce al bilancio complessivo dell’inquinamento invernale.

Anche in Campania le analisi successive al Capodanno confermano un andamento simile. Le autorità ambientali hanno sottolineato come i botti incidano soprattutto sulle polveri più fini, quelle considerate più pericolose per la salute. Questi dati rafforzano l’attenzione sul tema, soprattutto nei territori già esposti a criticità ambientali persistenti durante la stagione fredda.

Ordinanze comunali e nuove restrizioni locali

Di fronte ai dati sui picchi di inquinamento, diversi comuni hanno scelto di intervenire con ordinanze specifiche. Alcuni provvedimenti adottati alla fine del 2025 vietano l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale o in aree particolarmente sensibili, come centri storici e zone ad alta densità abitativa. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute pubblica durante le ore di festa.

Le ordinanze non riguardano solo l’inquinamento atmosferico, ma anche la sicurezza e il benessere di persone e animali. Tuttavia, la componente ambientale sta assumendo un peso crescente nelle motivazioni ufficiali. I documenti amministrativi fanno riferimento esplicito alla necessità di limitare le emissioni di polveri sottili, soprattutto in periodi dell’anno già critici per la qualità dell’aria.

Queste misure locali rappresentano un segnale di cambiamento nell’approccio istituzionale al Capodanno. Se in passato i divieti erano sporadici o legati a singoli episodi, oggi si inseriscono in una strategia più ampia di prevenzione. Le amministrazioni guardano con attenzione ai dati scientifici e al mercato energetico e preparano il terreno per regolamenti ancora più stringenti nei prossimi anni.

Perché i divieti potrebbero aumentare nel 2026

L’insieme dei dati raccolti negli ultimi anni sta alimentando un dibattito sempre più acceso sul futuro dei festeggiamenti tradizionali. Le polveri sottili generate in poche ore contribuiscono a un carico inquinante che si somma a quello prodotto dal traffico e dal riscaldamento domestico invernale. Questo accumulo rende più difficile il rispetto dei limiti di legge sulla qualità dell’aria.

Gli esperti sottolineano che, pur trattandosi di eventi brevi, i picchi di PM10 e PM2.5 hanno un impatto diretto sulla salute delle persone più fragili. Bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie risultano particolarmente esposti nelle ore successive ai festeggiamenti. Questo aspetto sta diventando centrale nelle valutazioni delle autorità sanitarie e ambientali, insieme al tema del costo del kWh.

In vista del 2026, è probabile che i divieti si estendano a un numero crescente di città. Le amministrazioni potrebbero puntare su alternative meno impattanti, come spettacoli luminosi o eventi organizzati. L’obiettivo è conciliare la tradizione con la tutela dell’ambiente, riducendo progressivamente il contributo dei botti all’inquinamento atmosferico di fine anno.

Fonte: https://www.papernest.it/news/capodanno-botti-inquinamento-picchi-pm10-pm25-divieti-2026/ 

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