• Gio. Mar 5th, 2026

Voce del NordEst

online 24/7

Fedesolidarietà Belluno e Treviso rinnova gli organi sociali il 7 marzo a Belluno: priorità alla sostenibilità del welfare e all’innovazione organizzativa

DiRedazione

Mar 5, 2026

Sabato 7 marzo l’associazione convoca a Belluno le imprese aderenti, per eleggere il nuovo Consiglio e definire le linee programmatiche che guideranno i prossimi quattro anni di attività.

l’Assemblea sarà l’occasione per fare un bilancio del settore sociale, che rappresenta 66 cooperative, di cui 11 a Belluno e 55 a Treviso, raggiunge i 244 milioni di fatturato e dà lavoro ad oltre 10 mila persone.

La sfida più importante per il prossimo mandato sarà rispondere alle dinamiche demografiche dei territori e alle criticità che rappresentano in termini di gestione del welfare e delle imprese sociali. Rimane centrale l’obiettivo del rinnovo contrattuale. Una sfida che richiede alle imprese cooperative uno sforzo propositivo e progettuale senza precedenti.

Ospiti della giornata saranno Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà nazionale, Paola Roma, assessore regionale a Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative, e Paolo Venturi, direttore AICCON Research Center.

Belluno – Treviso, marzo 2026.Federsolidarietà Belluno e Treviso convoca l’Assemblea di rinnovo delle cariche sociali: sabato 7 marzo, alle ore 9.00, le imprese cooperative aderenti sono chiamate a raccolta a Villa Carpenada, a Belluno, per eleggere il Consiglio che guiderà l’associazione fino al 2030.

Il comparto sociale rappresenta 66 cooperative (11 a Belluno e 55 a Treviso), esprime un valore della produzione complessivo di 244 milioni di euro e occupa oltre 10.000 addetti, confermandosi componente strutturale del sistema di welfare territoriale.

L’Assemblea procederà all’elezione del nuovo Consiglio, chiamato a guidare l’associazione per i prossimi quattro anni, e proporrà un momento di analisi delle principali dinamiche che interessano il settore: evoluzione demografica, pressione sulla spesa sociale, sostenibilità economico-finanziaria dei servizi, disponibilità di personale qualificato e bisogno di sviluppare l’integrazione fra cooperative.

Il presidente uscente, Luca Sartorato, evidenzia come, nel mandato in chiusura, l’azione del Consiglio si sia concentrata sul rafforzamento della capacità organizzativa delle cooperative associate, con particolare attenzione ai processi di innovazione gestionale, alla co-programmazione e co-progettazione con gli enti pubblici e al consolidamento delle relazioni istituzionali a livello locale, regionale e nazionale. Tra le principali criticità affrontate: reperimento e formazione del personale, adeguamenti contrattuali e piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, tutela della sostenibilità dei servizi e accesso a strumenti finanziari coerenti con il modello cooperativo.

Il prossimo quadriennio dovrà concentrarsi sulla necessità di rispondere in modo strutturato alle trasformazioni demografiche e sociali, che incidono direttamente sull’organizzazione del welfare territoriale. In questo contesto, la cooperazione sociale è chiamata a operare non solo come erogatore di servizi in convenzione, ma come soggetto di programmazione, in grado di contribuire alla definizione di modelli integrati di intervento e di sviluppo locale.

L’Assemblea ospiterà un confronto con le istituzioni sui nuovi modelli di welfare, grazie alla presenza di Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà nazionale, Paola Roma, assessore regionale a Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative, e Paolo Venturi, direttore AICCON Research Center.

I temi

Al centro del confronto alcuni dei dossier che impegnano Federsolidarietà Belluno e Treviso.

Finanziamento e governance del welfare territoriale. In Italia la spesa per i servizi sociali territoriali si attesta allo 0,8% del PIL, a fronte di una media europea del 2,7%. Il differenziale incide sulla stabilità del sistema e sulla capacità di garantire livelli essenziali omogenei. L’associazione sollecita la stabilizzazione delle sperimentazioni in atto e il pieno riconoscimento degli incrementi contrattuali previsti dal CCNL, quale condizione per assicurare continuità e qualità dei servizi.

Gestione delle vulnerabilità sociali. Povertà educativa, emergenza abitativa e nuove fragilità di minori e persone con disabilità richiedono modelli di intervento integrati, superando frammentazioni operative e sovrapposizioni istituzionali. Le cooperative sociali sono chiamate a contribuire alla costruzione di sistemi inclusivi fondati su integrazione tra servizi, presa in carico multidisciplinare e valutazione degli impatti.

Inserimento lavorativo delle persone con disabilità. In Veneto il sistema coinvolge 276 aziende e 93 cooperative sociali. Il comparto cooperativo garantisce l’applicazione di standard contrattuali e organizzativi definiti, con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione lavorativa stabili e qualificati, evitando pratiche meramente compensative o assistenziali.

L’Assemblea si configura come sede di indirizzo strategico per il quadriennio 2026 – 2030 e come spazio di confronto operativo per il consolidamento di partenariati con istituzioni pubbliche e soggetti profit, in una logica di integrazione delle competenze e di responsabilità condivisa nella programmazione dei servizi.

Info: www.bellunotreviso.confcooperative.it


*Confcooperative Belluno e Treviso: l’Associazione rappresenta 133 imprese cooperative con 33.629 soci e 8.984 addetti e un fatturato di 1 miliardo e 766 milioni di euro nel 2023. Il settore agroalimentare, nello specifico, riunisce 32 cooperative a Treviso e 7 a Belluno e da solo genera un fatturato che sfiora il miliardo e 400 milioni di euro: mentre a Belluno il settore prevalente è quello lattiero-caseario, nella provincia di Treviso le cooperative svolgono molteplici attività e tra queste prevale quella del comparto vitivinicolo. I prodotti delle cooperative bellunesi e trevigiane sono presenti sui più importanti mercati mondiali e partecipano con quote significative all’export del Veneto.

Il settore sociale rappresenta 66 cooperative, di cui 11 a Belluno e 55 a Treviso, tocca i 244 milioni di fatturato e dà lavoro al oltre 10 mila persone. Le tipologie sono: cooperative di tipo A – servizi sociosanitari, ricreativi, educativi e ludico culturali (34 in tutto), di tipo B – inserimento lavorativo di persone svantaggiate (16) e plurime (16); ci sono infine tre consorzi.

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it