FESTIVAL DELL’ACQUA DI STARANZANO
IV edizione (18-24 maggio 2026) Under / Percorsi invisibili
Il Festival dell’Acqua di Staranzano continua con le intense giornate di attività multidisciplinare. Venerdì 22 maggio sono quattro gli appuntamenti fra scienza, geopolitica, Artscience e grande musica.
Il Festival dell’Acqua di Staranzano – la cui quarta edizione è entrata nel vivo con i suoi oltre trenta appuntamenti multidisciplinari – comincia la giornata di venerdì 22 maggio con un talk dedicato a L’acqua della vegetazione e il rischio di incendio nel Carso. Sarà Linda Favero, vincitrice del Premio Fermeglia dell’Università di Trieste, a raccontare la sua tesi di laurea dedicata al terreno del Carso (territorio vulnerabile, come dimostrato dagli incendi del 2022). Linda analizza la risposta al fuoco di 13 tra le specie vegetali più rappresentative dell’area, al fine di individuare le specie più resistenti alla combustione, utili per progettare barriere tagliafuoco mirate nelle zone più esposte.
Grande attesa per l’arrivo di Emanuele Bompan, alle 17.00 in Sala Delbianco, giornalista ambientale e direttore responsabile della rivista “Materia rinnovabile”, nonché autore dei volumi Water grabbing. Guerre nascoste per l’acqua nel XXI secolo e L’Atlante geopolitico dell’acqua, vincitore, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Giornalista della Terra. Bompan affronta – con Marko Marinčič – proprio il problema del water grabbing, l’accaparramento dell’acqua, oggetto di tensioni sociali, scontri commerciali e guerre internazionali. Il water grabbing sta dilagando ovunque, con conseguenze disastrose soprattutto per le persone più povere. Ma la geopolitica e l’economia stanno facendo i conti con la mancanza d’acqua generale ed è una questione che sempre più riguarda tutti, non soltanto gli ultimi.
Alle 18.30, in Sala Peres (Municipio) tocca a Haunted Waters – Acque contaminate. The Chemical Cocktail Bar: il gruppo svedese di scienziati e artisti Nonhuman Nonsenseracconta l’archivio liquido di acque contaminate provenienti da tutto il mondo, raccolte da attivisti, nuotatori, scienziati, espostoproprio nella Sala Peres. Tante ampolle contenenti le acque possedute da una sorta di “spiriti maligni” che ricordano quanto dietro a ognuna di queste acque esistano conflitti, sfruttamento, scelte politiche ed etiche.
Serata indubbiamente tra le più attese, quella delle 21.00 (sempre venerdì 22 maggio) al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo: Giovanni Sollima — musicista di fama internazionale, compositore italiano più eseguito nel mondo e assoluto gigante del violoncello – arriva con il suo strumento per un virtuosissimo concerto in solo. Per il Festival suonerà anche il “violoncello del mare”, costruito da un gruppo di detenuti di Milano con il legno delle barche dei migranti arrivate a Lampedusa e sceglierà un repertorio affascinante, costituito ad hoc.
Giovanni Sollima è esibito con le orchestre più prestigiose e con artisti del calibro di Riccardo Muti, Mario Brunello, Patti Smith, Stefano Bollani e Paolo Fresu, per citarne soltanto alcuni. Ha scritto e interpretato musica per il cinema, il teatro e la danza, collaborando con Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Peter Stein e Carolyn Carlson, esplorando generi diversi, utilizzando strumenti antichi, elettrici e di sua invenzione. Ha suonato nel Deserto del Sahara, sott’acqua e con un violoncello di ghiaccio (è del 2021 il documentario N-Ice Cello, sul viaggio del violoncello costruito da Tim Linhart).
In copertina: SOLLIMA – SHOBHA copyright
