Top 5
- K.Antonelli: Il ragazzo sta crescendo molto in fretta e lo dimostra questo weekend perfetto effettuato a Suzuka. Batte il proprio compagno di squadra in qualifica, rifilandogli ben tre decimi, dimostrando una velocità di punta sorprendente, ma quello che sorprende ancor di più è la costanza e la capacità di sapersi riprendere dopo un inizio gara praticamente disastroso, come sottolineato dal suo team principal Toto Wolff. Eppure, Kimi non si arrende e, nel corso del primo stint, cerca di recuperare all’errore, venendo premiato poi da una safety car fortunata che gli permette di accaparrarsi la leadership della gara. Da quel momento in poi diventa un vero e proprio metronomo perfetto, segnando tempi costanti per tutti i giri rimanenti fino al termine della gara e diventando così pressoché impossibile da poter raggiungere da parte della concorrenza. Piazza la sua seconda vittoria di fila e conquista la leadership del campionato. Ora è tutto nelle sue mani e il ragazzo deve essere in grado di saper gestire sia la leadership della gara che la prestazione del monoposto, cercando di crescere così tanto in fretta da poter diventare il pilota più giovane a poter ottenere il titolo di Formula 1. La strada è ancora lunga, ma Kimi sembra avere la stoffa per poter rimanere saldo al comando, voto 9
- C.Leclerc : Il monegasco è senza dubbio il pilota che, in questo inizio di stagione, sta regalando più spettacolo al circus della Formula 1. Effettua due sorpassi sull’esterno veramente da pelle d’oca. Il primo ai danni del compagno di squadra Lewis Hamilton, che non può far altro che guardare la monoposto numero 16 sfilargli accanto in maniera perfetta. Il secondo ai danni di George Russell che, già vittima di un bellissimo sorpasso a Zandvoort, ad oggi avrà ulteriori incubi ricordando quello subito a Suzuka, che permette, inoltre, al monegasco, inferiore a livello di prestazioni di monoposto, di difendere il proprio podio fino alla fine della gara, conquistando così il suo secondo podio stagionale e dimostrando di avere una stoffa e un talento che difficilmente nel circus si dimenticheranno, voto 8.5
- O.Piastri : Non era facile per il pilota australiano tornare in grande stile. Dopo non aver preso parte alle prime due gare del campionato, Oscar si presenta veramente molto determinato e concentrato ad affrontare una tappa amica come quella di Suzuka. E questo si evince fin da subito, sia dalle libere, dove inizia a dimostrare di avere grande velocità con una McLaren ritrovata, ma soprattutto nelle qualifiche, visto che chiude in terza posizione, sì, comunque lontano dalla pole position, ma subito attaccato, in termini di passo gara, alle due monoposto Mercedes e piazzandosi davanti a quelle che fino ad ora erano state le due rivali principali del team di Brackley, ovvero le due Ferrari. Oscar riesce ad ottenere in partenza anche la leadership della gara, dovendosi però poi arrendere allo strapotere della monoposto argento. Tuttavia, è caparbio, fortunato, ma determinato a rimanere ancorato al secondo posto di questa gara e, grazie anche a una safety car fortunata, riesce a tenere il passo giusto per non far avvicinare Leclerc, in terza posizione, e rimanere nella scia di Antonelli in prima posizione. Conquista così il suo primo podio stagionale alla sua prima gara effettiva, ed è uno “smacco” anche nei confronti del suo compagno di squadra, che chiude solamente in quinta posizione, voto 8
- P.Gasly : Veramente un ottimo inizio di stagione per il pilota francese di casa Alpine, che continua ad offrire prestazioni solide e costanti fin da Melbourne. Riesce a tenere a bada il suo ex compagno di squadra Max Verstappen per circa 30 giri, la durata del secondo stint, rendendo un incubo la gara per il pilota Red Bull e portandosi fino alla settima posizione, consolidata fino alla fine della gara. Grandi soddisfazioni anche in termini di classifica, dove attualmente si trova davanti ad entrambi i piloti Red Bull, in una sorta di vendetta personale, ricordo dei tempi in cui era compagno di squadra dello stesso Max, voto 7
- L.Lawson : Ottima prestazione per il pilota neozelandese che, dopo esser scattato dalla quattordicesima posizione, complice una qualifica sottotono nel corso del sabato, riesce invece in gara a trovare quello spunto necessario per poter conquistare ulteriori due punti per il suo team, aiutandolo così a rimanere attaccato al treno composto da Haas e Alpine per la conquista del quarto posto del campionato costruttori. Ottimo il suo inizio di stagione, probabilmente dettato anche dal fatto di essere stato responsabilizzato come leader del team di Faenza, voto 6.5
Flop 4
- G.Russell : Vera e propria delusione di questo weekend di Suzuka. Dopo la prestazione opaca di Shanghai, ci si aspettava una risposta importante da parte del pilota britannico, che invece sembra essere incappato in un momento di confusione, ma soprattutto di sofferenza psicologica nei confronti della spregiudicata giovinezza del proprio compagno di squadra Antonelli. In qualifica perde la pole position per ben tre decimi, dimostrando una prestazione, in termini di velocità, nettamente inferiore rispetto al pilota italiano, ma è in gara dove questa sofferenza viene acutizzata maggiormente. È vero che è sfortunato con la safety car, visto che nel corso del primo stint era stato in grado di potersi portare al comando della gara, ma dopo quell’episodio sembra non avere più la verve psicologica e fisica per andare a riprendersi la stessa. Subisce per larghi tratti della gara la difesa di Hamilton e si deve poi successivamente arrendere invece a quella di Leclerc, il quale addirittura lo sorpassa negli ultimi giri sull’esterno, costringendolo a rimanere fuori dal podio e complicando così la sua corsa al titolo, che vede piano piano una piccola fuga del suo compagno di squadra Antonelli. Non sembra tranquillo e forse è necessario che ritrovi quella tranquillità per poter offrire le prestazioni che è in grado di offrire, voto 4.5
- Regolamento 2026: È inutile nascondersi dietro un dito: il regolamento per la Formula Uno di quest’anno è un semi-disastro, non in termini di spettacolarità dei sorpassi, ma in termini sia di sicurezza, vedasi oggi l’incidente di Berman, dettato da questo recupero energia che, più che offrire spettacolo, sembra essere dannoso per i piloti, sia in termini di credibilità. Il pilota non è più in grado di poter sfruttare al massimo il potenziale della sua monoposto, poiché deve essere concentrato, per tutti i giri, sia di qualifica che di gara, a gestire la componente energetica, che molte volte rischia di penalizzare anche i piloti più veloci. Non è un caso che la Federazione Internazionale abbia tagliato l’onboard di Antonelli nel corso della pole position, poiché sarebbe stata evidentissima la mancanza di energia nel settore finale, che avrebbe evidenziato quanta velocità perdano queste monoposto una volta scariche di energia. È necessaria una revisione dei regolamenti al più presto, se si vuole cercare di mantenere saldo un circus che si sta andando via via sgretolando, come dichiarato dalle dichiarazioni di Max, che sembra intenzionato a ritirarsi dal mondo della Formula Uno nel 2026, o dalle dichiarazioni di Leclerc e di Sainz, che non sono per nulla contenti di come il pilota debba interpretare la monoposto. I sorpassi, sì, rendono la gara più attiva, ma sembrano sorpassi dettati unicamente dalla volontà di evitare la monoposto che li precede e non da una vera e propria sfida su pista, voto 2
- A.Lindblad : Prestazione sottotono per il giovane rookie inglese, che ci aveva abituato fin troppo bene nelle prime due uscite stagionali. Partiva decimo e chiude al di fuori della zona punti e questo è un dato che non si può ignorare, considerando che il proprio compagno di squadra, Liam, invece, ha fatto l’opposto con la stessa monoposto. Apparso meno lucido sia nella gestione degli stint, ma anche in termini di sorpassi e velocità. E questo in parte si può giustificare dalla difficoltà del tracciato in questione, come quello di Suzuka, un circuito dove il talento del pilota emerge più rispetto alle potenzialità del monoposto. Ed è forse quindi questa mancanza di familiarità con la pista che ha penalizzato il giovane rookie, che tuttavia poteva lottare per rimanere all’interno della zona punti, voto 5
- I.Hadjar : Stesso discorso per il giovane pilota francese di casa Red Bull, che partiva ottavo e si trova a concludere la gara al di fuori della zona punti, dietro il compagno di squadra Verstappen, che aveva battuto in classifica. Le attenuanti qui sono minori, poiché per lui il circuito è sicuramente più familiare rispetto ad Arvid, ma c’è da dire che comunque non è supportato da una monoposto competitiva come quella Red Bull, che ad oggi sembra essere non solo sovrappeso, ma anche lontana dalla possibilità di poter risolvere in breve tempo i propri problemi, complicando così una stagione 2026 che sembrava partita con tutt’altri presupposti, voto 5
Sintesi
La Formula Uno torna dopo due settimane di pausa e lo fa su uno dei circuiti più iconici del calendario, quello di Suzuka. Il tracciato giapponese è tra i più complicati in termini di prestazione di tutto l’anno ed è qui che il talento del pilota emerge, data la grande complessità di alternanze tra curve e rettilinei veramente interessante.
Si arriva a questo appuntamento dopo una serie di dibattiti che si sono prolungati: chi è a favore, chi è contrario a quello che continua a essere il tema più scottante di quest’anno, di questo inizio stagione, ovvero il regolamento 2026, che sembra non avere ricevuto molti consensi da parte di chi insegue, mentre sembra essere assolutamente regolare dalla parte invece di chi comanda. Il nodo è molto complesso, ma comunque attira l’attenzione di tutto il paddock, soprattutto perché i piloti di punta del circus stanno effettuando grandi riflessioni proprio sul voler rimanere ancorati a una categoria che non riconoscono più. E sì, stiamo parlando proprio di Max Verstappen, che alla vigilia di quella che è la gara di Suzuka dichiara addirittura di mettere in dubbio la sua permanenza fin da subito nel circus, proprio poiché non riconosce e non si riconosce più in una categoria che asserisce essere totalmente diversa da quella per cui ambiva fin da piccolo. Il discorso si fa intricato, ma forse è meglio lasciare la parola al tracciato.
E quindi iniziano le prime libere sul tracciato giapponese, che dimostrano una McLaren in lenta ripresa rispetto alle due prestazioni deludenti d’inizio anno. Ed anzi, sembra avere il passo per poter stare lì a combattere per il podio, insieme a Ferrari e Mercedes. La Ferrari appare leggermente indietro rispetto ai due risultati dei due appuntamenti stagionali, forse per una macchina ancora troppo nervosa e che non riesce a trovare un bilanciamento ottimale. Tant’è che lo stesso Hamilton sembra aver perso quello smalto che lo aveva contraddistinto nei primi due appuntamenti. Le qualifiche filano in maniera abbastanza liscia, se non per il limitato colpo di scena dell’esclusione per la prima volta di fila di Max Verstappen dal Q3, a testimonianza di come sia il pilota olandese che il proprio team siano in un periodo non così roseo. La pole position però, un po’ come era successo per i primi due appuntamenti, non regala grandissime sorprese. È infatti contesa semplicemente da due piloti Mercedes, ma a spuntarla è ancora una volta Kimi Antonelli, che sorprendentemente batte, e neanche di poco, visto che rifila ben tre decimi al suo compagno di squadra, il britannico Russell, che può solamente stare a guardare Kimi scattare dalla prima casella della griglia. Subito dopo di loro si innesta un po’ a sorpresa un Oscar Piastri, che però già dalle libere aveva dimostrato una costanza di risultato e una prestazione in termini di giro secco molto interessante. Leggermente più indietro si trovava Leclerc, il primo dei due piloti Ferrari, seguito a ruota da Norris ed Hamilton.
Lo start regala un copione anche qui già visto nei primi due appuntamenti stagionali, ovvero la Mercedes parte male, soprattutto con Antonelli, mentre a sorprendere è la partenza della McLaren, oltre alla considerata partenza a scatto della Ferrari. E quindi immediata conquista della leadership da parte dello stesso Piastri, seguito da Leclerc. I due però ben presto si devono arrendere al passo e alla prestazione del team di Brackley, che ancora una volta, in termini di passo gara, sembra essere nettamente superiore ai rivali. Ed è infatti in pochissimi giri che lo stesso Russell riprende la leadership della gara. Entra in gioco però la safety car. Safety car che viene determinata da un brutto incidente occorso a Berman, che esce dolorante dalla monoposto. Le notizie ad oggi ci rassicurano sulle condizioni del pilota britannico, ma comunque ha corso un bel rischio, visto che l’impatto con le barriere è avvenuto a circa 50G ed è avvenuto a seguito di quello che molti piloti già in conferenza avevano sottolineato, a causa di questi rallentamenti e di questi tentativi di poter evitare la monoposto che li precede, dettati da questa perdita di velocità data dalla componente elettrica della monoposto. Questo incidente non farà che riaccendere le polemiche già sorte all’inizio del campionato, come già testimoniato da Sainz a fine gara. Tuttavia, la safety car gioca un ruolo determinante nel determinare i vincitori di questa gara, perché Russell, che aveva pittato semplicemente un giro prima, si trova penalizzato a favore invece del suo compagno di squadra Antonelli, che ottiene invece una grande componente di fortuna da questa safety car, che gli permette così di conquistare la leadership della gara. Da quel momento in poi Antonelli non fa più parte della gara dei comuni mortali. Inizia infatti una prestazione perfetta e metronomo da parte del pilota italiano, che lo conduce fino alla fine della gara in maniera vittoriosa. Dietro di lui troviamo uno Piastri, che riesce a mantenere per larghi tratti il passo del leader della Mercedes, ma senza avere la possibilità di poter attaccare direttamente lo stesso pilota italiano, ma comunque abbastanza veloce per tenere dietro invece la foga e la prestazione del pilota monegasco Leclerc, il quale dà e regala grandissimo spettacolo ai tifosi presenti al circuito di Suzuka, ma anche a quelli a casa, dal momento che ha effettuato ben due sorpassi sull’esterno veramente interessanti, prima sul compagno di squadra Hamilton e successivamente sul rivale Russell, che deve accontentarsi semplicemente del quarto posto, data la grande volontà del monegasco di ottenere invece il podio
La gara si conclude quindi con questo podio: Antonelli in prima posizione, che diventa il decimo pilota a conquistare le prime due vittorie in maniera consecutiva, l’ultimo era stato proprio lo stesso Leclerc, seguito da Piastri, che conquista il suo primo podio stagionale alla prima gara effettivamente conclusa in questa stagione, ed infine da un medesimo Leclerc, che dimostra ancora una volta di avere la stoffa e il talento per poter lottare per il campionato del mondo, seppur ancora non in maniera diretta.
Opaca la prestazione invece sia di Hamilton, che alla fine della gara concluderà in sesta posizione, dietro Norris che lo passerà nel corso degli ultimi giri, ma soprattutto, quella di Russell, che sembra essere incappato in un periodo poco lucido, soprattutto viste le prestazioni del compagno di squadra, che al contrario sembra, grazie anche comunque alla sua esplosiva giovinezza, essere in grado di gestire la leadership in mondiale, persa proprio dal pilota britannico, che ora deve ritrovarsi se vuole competere con lui per la conquista del titolo piloti, dal momento che le leve di talento entrambi offrono grandi garanzie.
L’appuntamento è rimandato a un mese, visto che per cause di forza maggiore le due gare di Jeddah e del Bahrain sono state ovviamente rinviate giustamente. In questa pausa, come molti piloti auspicano e richiedono ormai da larghi periodi, si spera che la FIA e la Federazione Internazionale possano rimettere mano al regolamento, cercando di ottimizzare una prestazione che ad oggi appare dettata molto dalla componente elettrica e poco da quella, diciamo, talentuosa del pilota, penalizzando così in maniera diretta gli stessi piloti che non sono in grado di poter offrire lo spettacolo e la competitività che vorrebbero ai propri tifosi.
Appuntamento quindi con il GP di Miami, sperando che tutti questi problemi siano stati ampiamente risolti o quantomeno discussi
