Tra cori ecclesiastici e chiptune 8-bit, pistole, esplosioni e intelligenza artificiale: è un viaggio sonoro che intreccia violenza contemporanea, dimensione sacra e dialogo tra umano e algoritmo, il soundtrack concept di Philip Abussi per la mostra di Max Papeschi
Milano, 23 marzo 2026 – Un coro di chiesa recita “This is the Endgame” accompagnato da un organo. Poi suoni di pistola e ricarica, esplosioni, fiamme. Infine un carillon che si innalza, monito per le vittime più giovani, e il suono di un proiettile che cade a terra come invito alla speranza. È il soundtrack concept che Philip Abussi ha creato per ENDGAME, la mostra di Max Papeschi visitabile fino al 28 marzo presso la Loro Gallery di Milano.
La mostra, curata da Fortunato D’Amico e prodotta da Quadruslight e Solo Gallery, è stata presentata da Peter Gomez con la partecipazione dello special guest Francesco Tricarico. Il progetto si avvale della special consulting di Alisia Viola ed è realizzato in collaborazione con il mensile Millennium e Mokamusic come partner tecnico.
Il sacro come dispositivo di esorcizzazione
La musica si apre con il suono dell’ “insert coin” di un videogioco, seguito da una Marsigliese in stile chiptune 8-bit, tipica dei videogame anni ’90, decapitata da una ghigliottina sonora. Subito dopo, il coro ecclesiastico introduce la dimensione sacra, creando un cortocircuito tra ludico e liturgico, tra gioco e fine.
La guerra come cifra sonora
Il brano centrale, “W.A.R.”, presto disponibile sulle principali piattaforme di streaming digitale, si sviluppa in una cifra elettronica minimalista dove ogni elemento, dalla pistola al carillon, diventa simbolo di un’umanità in bilico.
“Stiamo vivendo un momento storico molto impegnativo. E il suono può essere denuncia, può costringere a fermarsi e riflettere. La violenza diventa linguaggio musicale per parlare di ciò che non possiamo più ignorare“, dichiara Abussi.
L’intelligenza artificiale interpreta la solitudine umana
Nel cuore del progetto, un esperimento radicale: l’intelligenza artificiale diventa autrice e compositrice in modo responsabile e senza calpestare i diritti d’autore, chiamata a interpretare musicalmente la solitudine presente in alcune delle opere di Papeschi.
“Ho interrogato l’AI chiedendole di dare voce alla solitudine che Max rappresenta in alcune delle opere presentate”, racconta Abussi. “Il risultato è una danza musicale dove elemento biologico e algoritmo si fondono. È il cortocircuito del nostro tempo: la tecnologia che cerca di comprendere l’umano, l’umano che si fa macchina“.
Più avanti, una voce femminile mette al centro il tema della violenza di genere:
“In un progetto che parla anche di violenza e solitudine” commenta Anita Falcetta, co-fondatrice di Mokamusic e fondatrice di Women of Change Italia, “dare spazio e centralità a una presenza femminile significa restituire dignità a chi troppo spesso viene cancellato o ridotto al silenzio. È un gesto artistico che diventa anche un gesto etico“.
L’esperienza sonora si arricchisce poi anche di una metamorfosi: la voce di Papeschi viene trasformata dall’AI in un flauto sperimentale: un soffio sonoro che custodisce il segreto delle parole, destinate a rimanere per sempre celate all’ascolto. E poi di nuovo la tecnologia trasforma la voce dell’artista in quella di un bambino di nove anni, evocando l’innocenza perduta. I suoni del Grillo Parlante (Speak & Spell) completano la dimensione ludica che Abussi adotta per indurre riflessione.
Uno sguardo che trova riscontro anche nelle parole di Max Papeschi, che interpreta il lavoro sonoro come esperienza narrativa:
“Chiudi gli occhi e sembra di stare al cinema. Un’introduzione solenne seguita da un ritmo incalzante e poi ancora quiete fino ad arrivare ai titoli di coda. La colonna sonora ripercorre ogni quadro in un’armoniosa combinazione di contrasti, nell’eterna lotta tra il sacro e il profano.“
INFO MOSTRA
ENDGAME – Max Papeschi
Fino al 28 marzo 2026, ore 11.00-17.00
Loro Gallery, Milano
Soundtrack: Philip Abussi – Mokamusic
Curatela: Fortunato D’Amico
Presentazione: Peter Gomez
Special guest: Francesco Tricarico
Special consulting: Alisia Viola
Produzione: Quadruslight, Solo Gallery
In collaborazione con: Millennium
