La spesa per il riscaldamento non dipende solo dal prezzo dell’energia o dal tipo di impianto installato. In molte abitazioni, l’aumento dei costi è causato da abitudini quotidiane che passano inosservate, ma che riducono l’efficienza senza migliorare il comfort. Durante l’inverno, una cattiva gestione del riscaldamento può tradursi in centinaia di euro in più a fine stagione, soprattutto quando il costo del kWh resta elevato. Individuare le pratiche con l’impatto maggiore permette di risparmiare senza interventi complessi e senza rinunciare al benessere.
Impatto relativo degli errori più comuni nel riscaldamento
| Errore pratica scorretta | Impatto sui consumi |
| Ignorare l’umidità e asciugare i panni in casa | Alto |
| Chiudere le stanze per risparmiare | Medio-Alto |
| Accendere e spegnere continuamente il riscaldamento | Alto |
| Aumentare la temperatura invece di migliorare l’isolamento | Molto alto |
| Posizionare mobili davanti ai termosifoni | Medio |
1. Ignorare l’umidità e asciugare i panni in casa
L’umidità è uno dei fattori più sottovalutati del comfort termico che impedisce maggiormente la creazione di un ambiente confortevole dal punto di vista termico. Un ambiente umido viene percepito come più freddo, anche quando la temperatura è corretta. Asciugare i panni in casa aumenta l’umidità dell’aria e riduce l’efficacia del riscaldamento, incidendo direttamente sul consumo energetico domestico. Il risultato è una sensazione costante di freddo che porta ad alzare la temperatura senza risolvere il vero problema.
2. Chiudere le stanze per risparmiare sul riscaldamento
Chiudere le stanze inutilizzate sembra una scelta logica, ma spesso produce l’effetto opposto. Il calore si distribuisce peggio e l’impianto perde equilibrio termico. Le zone fredde assorbono calore dagli ambienti riscaldati, costringendo il sistema a lavorare più a lungo. Questo squilibrio si riflette nella bolletta della luce, anche se la percezione è quella di consumare meno.
3. Accendere e spegnere continuamente il riscaldamento
Utilizzare il riscaldamento come un interruttore, accendendolo solo quando si avverte freddo, genera picchi di consumo e maggiore usura dell’impianto. Ogni riavvio richiede più energia rispetto al mantenimento di una temperatura stabile. Anche se questa abitudine dà una sensazione di controllo, spesso si traduce in maggiori costi e minore comfort, con un impatto diretto sul costo dell’energia elettrica durante tutto l’inverno.
4. Aumentare la temperatura invece di migliorare l’isolamento
Di fronte a una casa fredda, la reazione immediata è alzare il termostato. Tuttavia, finestre vecchie, cassonetti delle tapparelle non isolati o porte che lasciano passare aria permettono al calore di disperdersi continuamente. In queste condizioni, aumentare la temperatura non migliora il comfort, ma accelera i consumi. Il problema non è la potenza dell’impianto, bensì la capacità dell’abitazione di trattenere il calore, elemento chiave dell’efficienza energetica in casa.
5. Posizionare mobili davanti ai termosifoni
Divani, tende o mobili davanti ai termosifoni impediscono una corretta diffusione del calore. Anche se l’impianto è acceso, il calore resta bloccato e non raggiunge l’ambiente. È un errore frequente nelle case più piccole ed è anche uno dei più semplici da correggere. Liberare i termosifoni migliora l’efficienza senza modificare l’impianto né aumentare i consumi.
Meno temperatura, più controllo del calore
La maggior parte degli errori che fanno aumentare il costo del riscaldamento non si risolve alzando i gradi, ma capendo come il calore si comporta all’interno della casa. Umidità, isolamento e uso degli spazi contano quanto l’impianto stesso. Agire su questi fattori consente di migliorare il comfort e ridurre i consumi senza aumentare le spese.
Fonte: papernest.it
