L’indice messo a punto da Confartigianato misura la capacità di un territorio di attrarre, trattenere e sostenere le nuove generazioni su 27 indicatori in quattro aree tematiche
Il Veneto al terzo posto in Italia e ai vertici nell’area “occupazione e dinamiche giovanili”
Il presidente provinciale Armando Sartori: «Buona la capacità di offrire ai giovani condizioni favorevoli, ma c’è ancora molto lavoro da fare e la sfida si gioca soprattutto a livello regionale»
La Marca Trevigiana al 14° posto per capacità di attrarre, trattenere e sostenere le nuove generazioni. Treviso si colloca nella fascia “medio alta” delle province italiane secondo l’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025. Un indice che permette una lettura integrata rispetto a 27 indicatori, suddivisi in quattro dimensioni cruciali: l’occupazione giovanile, la vitalità del sistema produttivo, il capitale umano e la qualità dei servizi pubblici locali.
«L’obiettivo di questo indice è misurare quanto un territorio sia davvero accogliente per i giovani», spiega il presidente provinciale Armando Sartori. «La Marca Trevigiana ha messo in luce una buona capacità di offrire loro condizioni favorevoli per costruire il proprio futuro. Tuttavia, la difficoltà a reperire personale qualificato e il problema aperto del passaggio generazionale nelle imprese ci confermano che c’è ancora molto da lavorare».
A livello regionale, il Veneto si colloca al terzo posto, con indice pari a 680, il 17,4% superiore alla media nazionale. È ai vertici per occupazione e dinamiche giovanili, ambito che riassume la capacità dei territori di offrire ai giovani opportunità lavorative di qualità (contratti stabili), di contenere la platea di under 30 esclusi da percorsi di studio-lavoro e la proiezione demografica dei prossimi 25 anni della popolazione 25-34 anni.
«La sfida si gioca soprattutto a livello regionale», conclude il presidente Armando Sartori. «Nel documento che Confartigianato ha presentato in occasione delle elezioni venete si richiama proprio l’esigenza che le istituzioni regionali agiscano su più piani: facilitare l’insediamento stabile dei giovani e delle giovani coppie, investire in servizi per l’infanzia e per la casa, migliorare la qualità della vita urbana e sostenere una visione moderna e inclusiva della vita lavorativa. Senza dimenticare la formazione delle risorse umane, con una coraggiosa politica che favorisca il dialogo tra il sistema universitario e quello scolastico e l’impresa artigiana in modo nuovo, efficace e continuativo, superando barriere istituzionali e logiche di segmentazione formativa».
