L’imprenditore pordenonese porta all’attenzione delle istituzioni una proposta per modernizzare la pubblica amministrazione attraverso l’AI. Nuove opportunità per le imprese del Triveneto e forte interesse per le tecnologie italiane: previsti ulteriori incontri istituzionali.
PORDENONE – Ridurre i costi della burocrazia, rendere più efficiente la pubblica amministrazione e liberare risorse economiche da destinare alla sanità, all’assistenza sociale e ai servizi per i cittadini. È questa una delle prospettive al centro dell’incontro al Senato tra Michele Sangion, imprenditore pordenonese attivo nel settore dell’innovazione tecnologica, e Lucio Malan, presidente del gruppo parlamentare Fratelli d’Italia a Palazzo Madama.
Un confronto dedicato alle opportunità dell’intelligenza artificiale per il sistema pubblico e produttivo italiano, con particolare attenzione alla valorizzazione delle tecnologie nazionali e alla possibilità di trasformare l’innovazione in un concreto fattore di crescita economica.
Una sfida che interessa direttamente anche il Triveneto, un’area caratterizzata da una forte tradizione manifatturiera, da distretti industriali specializzati e da un sistema di piccole e medie imprese fortemente orientato all’esportazione.
Secondo Sangion, l’introduzione strutturale dell’intelligenza artificiale nella macchina statale potrebbe contribuire a una profonda riorganizzazione dei processi amministrativi, attraverso l’automazione delle attività ripetitive, la gestione intelligente dei documenti e la semplificazione delle procedure.
«L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità straordinaria per modernizzare lo Stato. Attraverso l’automazione dei processi burocratici possiamo ridurre sensibilmente i costi della pubblica amministrazione e rendere i servizi più efficienti. Con una strategia nazionale seria e investimenti mirati, i risparmi ottenuti potrebbero contribuire nel tempo anche alla riduzione del debito pubblico, liberando risorse da destinare a settori fondamentali come la sanità, l’assistenza sociale e il welfare. La tecnologia deve diventare uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita dei cittadini», sottolinea Sangion.
L’obiettivo è favorire un’amministrazione pubblica capace di utilizzare strumenti intelligenti per velocizzare l’elaborazione delle pratiche, migliorare l’organizzazione dei servizi e ridurre gli oneri burocratici che incidono sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.
L’effettiva entità dei risparmi richiederebbe valutazioni economiche specifiche e investimenti nella digitalizzazione, nella formazione del personale e nella riorganizzazione dei processi, mantenendo la supervisione umana sulle decisioni che comportano responsabilità istituzionali.
Per il sistema produttivo del Triveneto, una pubblica amministrazione più efficiente potrebbe rappresentare un vantaggio significativo. Dalle imprese manifatturiere del Veneto ai distretti industriali del Friuli Venezia Giulia, fino alle realtà produttive e ai servizi del Trentino-Alto Adige, la semplificazione amministrativa e l’accesso a nuove tecnologie possono contribuire a rafforzare produttività e competitività.
Il tema si inserisce in un mercato nazionale in rapida espansione. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il settore italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, registrando un incremento del 50% rispetto all’anno precedente.
La diffusione dell’intelligenza artificiale nel tessuto imprenditoriale rimane tuttavia ancora limitata. Secondo l’ISTAT, nel 2025 soltanto il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizzava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, evidenziando ampi margini di crescita soprattutto tra le aziende di dimensioni più contenute.
Accanto alla modernizzazione della pubblica amministrazione, l’incontro al Senato ha affrontato anche il tema della sovranità tecnologica italiana, con particolare riferimento alla valorizzazione delle imprese che sviluppano software, algoritmi e piattaforme proprietarie.
«Il Triveneto rappresenta una delle aree produttive più dinamiche del Paese, con una straordinaria capacità di innovare ed esportare. Oggi questa vocazione deve estendersi anche all’intelligenza artificiale. Non possiamo limitarci a utilizzare tecnologie progettate all’estero: dobbiamo riconoscere il valore delle soluzioni italiane e creare le condizioni affinché possano competere sui mercati internazionali», evidenzia l’imprenditore pordenonese.
Per Sangion, il Made in Italy tecnologico rappresenta un patrimonio da sostenere attraverso una maggiore collaborazione tra istituzioni, imprese, università e centri di ricerca, favorendo lo sviluppo e l’applicazione di soluzioni nazionali nei settori strategici dell’economia.
L’interesse particolarmente elevato emerso durante il confronto con Malan ha aperto la strada a ulteriori appuntamenti istituzionali, finalizzati ad approfondire le opportunità dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e a valorizzare le competenze tecnologiche italiane.
L’intenzione è dare continuità al dialogo tra istituzioni e mondo imprenditoriale, individuando possibili percorsi per accompagnare la trasformazione digitale e sostenere la competitività delle imprese.
Per Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige, la sfida dell’intelligenza artificiale rappresenta così un’opportunità che va oltre l’innovazione dei singoli processi produttivi: coniugare la tradizione industriale del territorio con nuove tecnologie, contribuendo allo sviluppo di un sistema economico più competitivo e di una pubblica amministrazione più efficiente.
