KATANA KOALA KIWI
“Il territorio delle meduse”
è il primo album
Disponibile dal 10 aprile su tutte le piattaforme digitali
Titolo: Il territorio delle meduse
Artista: Katana Koala Kiwi
Label: Dumba Dischi
Distributore: Believe
Release Date: 10/4/2026
Durata: 00:31:18
Focus Track per radio e playlist: Strade private

Dumba Dischi presenta “Il territorio delle meduse”, primo albumdella band triestina Katana Koala Kiwi in uscita su tutte le piattaforme digitali il 10 aprile. Un lavoro denso e viscerale, dove luce e ombra si alternano e si fondono, creando spazio per riflessioni sull’animo umano e sul suo rapporto con la natura. Dal punto di vista sonoro, il disco riesce a mantenere la coerenza nel proprio racconto, senza però aver paura di sperimentare, cambiando pelle e influenze musicali. Dallo shoegaze all’art rock, dal post rock a nenie liturgiche e ritmi tribali mutuati dalla musica popolare, l’album non si fa arginare da alcun tipo di etichetta con le chitarre sono più presenti delle voci e tanti silenzi quante parole.
ASCOLTA L’ALBUM: https://bfan.link/dumbadischi-ilterritoriodellemeduse
Le meduse si ispirano a Murakami che scrisse: “…noi con i nostri occhi vediamo solo una piccola parte del mondo. Pensiamo sia tutto lì, ma è solo per abitudine […] Il mondo reale è un luogo molto più oscuro, più profondo, la maggior parte del quale è abitato da creature come le meduse.”. In natura le meduse sono animali tenaci, dalla spiccata capacità di adattamento, che vagano per i mari lasciandosi trasportare con grazia dalle correnti. Recentemente sono però anche diventate araldo del deterioramento dell’ambiente marino, un disastro ambientale causato dall’essere umano. Il dualismo tra uomo e natura svolge un ruolo centrale in questo disco. La natura offre rifugio, pace e stupore. I domini dell’uomo, al contrario, risultano un vorace e parassitico marasma che mai riesce a saziare la propria fame.
La gestazione di questo lavoro è stata rapida ma intensa per la band, quasi sofferta. Il lavoro in studio è stato alimentato ossessivamente dall’urgenza di una ricerca espressiva. In questo disco c’è sperimentazione e sfogo, liberazione e minuziosa scultura tonale alla ricerca del suono perfetto, che traducesse in musica la personalità e la sensibilità di ciascuno dei membri della band.
“In questo disco abbiamo riversato le nostre gioie, le nostre paure, le nostre fragilità e le nostre speranze. In un mondo che annaspa per restare a galla, è fondamentale non perdere nel fango la propria umanità. Dietro questi dieci brani si scorge la fotografia di cinque amici, cinque persone animate dalle stesse speranze e bruciate dalla stessa disillusione”. – Katana Koala Kiwi
La band triestina presenterà il disco nel corso di un tour che attraverserà tutta l’Italia. Al momento sono state annunciate le seguenti date a cui si aggiungeranno molte altre:
10/4 RIFRAZIONI FEST, Casa delle culture, Trieste, con PROGETTO FORMATIVO
11/4 Arci Cral, San Vito al Tagliamento (PN), con KALPA
13/4 SELEZIONE PRIMAESTATE, Detune, Milano, con GIOVANNI TI AMO
24/4 Jap Perù, Perugia
2/5 WEIRDSIDE, Wishlist, Roma, con PREFERISCO IGNAZIO
27/5 CONCERTI FUORISEDE, Blah Blah, Torino
21/6 Como – TBA
25/9 Putignano (BA) – TBA
CREDITS
Scritto, composto, arrangiato ed eseguito da: Alessandro Fulvio, Pietro Giannini, Gilberto Tomasella, Andrea Basso, Lorenzo Avanzini
Prodotto da: Katana Koala Kiwi, Alessandro Giorgiutti
Registrato da: Alessandro Giorgiutti
Mix: Alessandro Giorgiutti eccetto Formaldeide, Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo, Di vele e naufragi mixate da Alessandro Giorgiutti e Igor Ambrosino
Master: Ricky Carioti
Copertina e foto: Elena Brenna e Francesco Manzoni
TRACKLIST
1. Viscere
2. Noia vampira
3. Tornare a casa
4. Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo
5. Strade private
6. Sul fondo del fiume
7. Di vele e naufragi
8. Nella pancia del lupo
9. Formaldeide
10. Il territorio delle meduse
DESCRIZIONE TRACK BY TRACK
Viscere – l’intro del disco scava con le unghie nella terra e nel fango, non alla ricerca di risposte ma per creare un buco dove urlare il proprio dolore. Tra paesaggi sonori liturgici e chitarre laceranti, il brano esplora temi come la coscienza, la morale, il senso di colpa ed il disgusto per come una parte del mondo stia abbandonando la propria umanità.
Noia vampira – esplora il rapporto con la noia: seduttrice, vorace, cannibale. Tra procrastinazioni che rimandano a Svevo e malesseri che richiamano Cobain, il brano interseca muri di suono a momenti melodici ma taglienti. Tra sonorità grunge e shoegaze, rimane semplicemente una domanda: è forse la noia una malattia o un inspiegabilmente sensuale dolce cullare?
Tornare a casa – è l’irrefrenabile impulso di piangere il giorno prima di tornare a casa dopo un lungo viaggio, la malinconia che assale alla fine di un’avventura, ritornando alle solite, salde certezze. È il rumore dei cocci di vetro che cadono per terra quando, frantumato lo specchio del sogno, vi si scorge attraverso il mondo reale. Tempi dispari e melodie incalzanti accompagnano il racconto di un inseguimento affannoso.
Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo – un grido disperato, frutto di una sopravvivenza segnata dalla disillusione: tra chitarre shoegaze e sonorità nu metal, si sviluppa come un mantra, accumulando immagini e tensione, come una ferita che lacera il cranio.
Strade private – è una riflessione notturna tra riverberi sospesi e disperate esplosioni. Alle pendici del Monte Nevoso, in Slovenia, nasce un fiume che durante il proprio corso si inabissa nel terreno carsico per poi riemergere e sfociare nelle vicinanze del capoluogo Giuliano. Sentirsi come il Timavo esprime timidezza e insicurezza ma anche la forza di combattere per ciò che si ama gettando tutto ciò che compone sé stessi nel mare più grande. Un brano art rock che nutre le proprie esplorazioni sonore con radici folk e cantautorali.
Sul fondo del fiume – De André cantava che sul fondo del fiume c’era qualcosa di più che solamente sassi e fanghiglia. Cinematici intrecci e fragorose esplosioni sonore tipiche del post rock ci ricordano come sul fondo del fiume riposi tutto ciò che riposa sul fondo dell’animo umano: inquietudine, tristezza, gioia, paura, felicità, dolore e speranza.
Di vele e naufragi – una canzone che guarda al mare come si guarda qualcosa di tramandato in famiglia: con reverenza e timore. Tra influenze new-wave e art rock dublinese, è una ballata che parla di ciò che resta anche quando non lo vediamo più.
Nella pancia del lupo – un brano che addolcisce i granitici riff tipici dello stoner rock con un’attitudine squisitamente pop ispirata a grandi maestri come Foo Fighters e Queens of the Stone Age. La canzone esplora il concetto della perdita ed il rapporto con l’altro. L’acqua, elemento preponderante nel globo, passa da essere fonte di vita ad arma letale. Tra carne e carta, il ruolo centrale è occupato dal dubbio: “Se la carta fosse carne, dimmi amore, vi ci affonderesti i denti?”.
Formaldeide – è la bolla che preserva e soffoca Trieste, la nostra città. Che sia il vento a graffiarne la pelle o il caldo sole estivo a seccarla, tutto qui è vittima di un’imperitura alchimia. Nulla si crea, nulla si distrugge. Cosa le riserva il futuro?
Il territorio delle meduse – esiste all’interno di ognuno di noi una zona alla quale nessun altro potrà mai accedere. Il brano abbandona ciò che le parole possono esprimere e abbraccia ciò che non possono spiegare. Come una medusa che si lascia trasportare dalla corrente, il brano accompagna l’ascoltatore verso la fine di un disco denso di domande e di riflessioni, ma senza alcuna risposta.
CHI SONO I KATANA KOALA KIWI?
“Siamo 5 ragazzi nati a Trieste, città di confine, estremo oriente della costa italiana. Cresciuti tra i rioni di Scorcola e San Giacomo, siamo prima di tutto un gruppo di amici. Come qualsiasi ragazzo di provincia, viviamo sospesi nel costante dualismo tra rigetto e fascino nei confronti dell’immobilismo della nostra città. Al di là del mare però, il mondo sta lentamente lasciando da parte la propria umanità. Non vogliamo perdere la nostra nel fango. Come il fiume Timavo il nostro dissenso e la nostra rabbia si sono immerse nel suolo carsico in attesa di sfociare in un muro di suono”.
I Katana Koala Kiwi sono frutto della città di Trieste e delle sue contraddizioni.
Alessandro, Andrea, Pietro, Gilberto e Lorenzo gravitano attorno a baricentri musicali diversi ma convergenti, che li hanno portati a entrare in un’orbita sonora comune. Testi e arrangiamenti nascono da un lavoro corale, denso di influenze anche molto disparate, dal post rock alla musica elettronica, che li portano ad essere talvolta taglienti come la pietra carsica, altre dolci come il liquore di Terrano.
Nel 2024 esce l’EP d’esordio “Per farmi coraggio mi sono buttato dal piano terra” con sei brani caratterizzati da diverse influenze sonore, dal post rock al midwest emo, attraversate da una vena pop. Rappresenta sia la chiusura di un percorso che l’inizio di una ricerca verso nuovi orizzonti musicali.
A giugno 2025 esce il singolo “Radici”, assieme a una sua versione remixata dalla band romana Macadamia, a preannunciare l’uscita dell’EP successivo. A settembre esce infatti “Precipitiamo di sicuro”, composto da tre brani in cui gli intrecci di stampo math e midwest lasciano spazio ad atmosfere tendenti al post rock con una contaminazione indie pop. Li affiancano quattro remix che rivisitano i tre brani in chiave elettronica, tre dei quali in collaborazione con altri giovani artisti triestini: Kalpa, Klen-Fi & RENTAL0012, Tom Ether.
Tra novembre 2024 e maggio 2025 sono in tour in Italia, esibendosi in diversi locali della penisola, come Germi a Milano per la rassegna Carne Fresca, Santeria Toscana 31 sempre a Milano, Astro Club di Fontanafredda in apertura ai Gazebo Penguins, Off Topic e Supermarket a Torino per il premio Buscaglione, Covo Club a Bologna, Largo Venue a Roma e tanti altri.
Il tour continua anche in estate, con la partecipazione a diversi festival come il FOMO di Officine Giovani, l’ArtFall ad Amelia, il Blessound in apertura ai Giallorenzo e il Pordenone Blues in apertura agli Afterhours.
Tra autunno e inverno 2025 i Katana Koala Kiwi entrano in studio per registrare quello che sarà il loro album d’esordio, “Il territorio delle meduse”, in uscita il 10 aprile 2026. Dallo shoegaze all’art rock, dal post rock a nenie liturgiche e ritmi tribali mutuati dalla musica popolare, “Il territorio delle meduse” è un disco che non si fa arginare da alcun tipo di etichetta, con più chitarre che voci e tanti silenzi quante parole.
Dopo qualche concerto tra gennaio e febbraio 2026, come l’apertura agli Elephant Brain all’Astro Club di Fontanafredda, la band triestina si prepara a portare ad aprile il nuovo lavoro nuovamente in tour in giro per la penisola: Roma, Napoli, Perugia, Torino, Trieste, San Vito al Tagliamento, Firenze Treviso, Como e altre in arrivo.
I Katana Koala Kiwi hanno conquistato anche diverse playlist Spotify come l’internazionale All New Rock, New Music Friday Italia, Rock Italia, Novità Indie Italiano e Math Rock; nonché le playlist Rock Italiano e New Music Daily di Apple music e Rock IT, Novità Rock IT di Amazon Music.
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In copertina : Katana Koala Kiwi (di Francesco Manzoni e Elena Brenna)
