ANCORA UNA VOLTA LA COMUNITÀ DEGLI STUDIOSI E DEGLI APPASSIONATI DI CINEMA MUTO HA DECRETATO LE GIORNATE DI PORDENONE MIGLIOR FESTIVAL DEL 2025
OUR HOSPITALITY CON BUSTER KEATON CHE HA CHIUSO LA 44a EDIZIONE CON LA PARTITURA DI ANDREJ GORIČAR È IL MIGLIORE EVENTO ORCHESTRALE
L’ANNUALE SONDAGGIO DI SILENT LONDON PREMIA LE GIORNATE
ANCHE IN ALTRE IMPORTANTI CATEGORIE
Nell’annuale sondaggio di Silent London, il seguitissimo blog della giornalista e storica del cinema britannica Pamela Hutchinson, rivolto a tutti gli esperti e appassionati che frequentano i sempre più numerosi festival internazionali dedicati al cinema muto, Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone primeggiano in ben cinque categorie e tra le più importanti.
Il festival resta in cima alle preferenze degli esperti e amanti dei primi trent’anni della settima arte che ancora una volta hanno incoronato le Giornate miglior festival del 2025 e altrettanto hanno fatto per l’evento speciale che lo scorso 11 ottobre, in replica il 12, ha chiuso la 44esima edizione al Teatro Verdi di Pordenone: Our Hospitality (1923) di e con Buster Keaton con la partitura composta e diretta dal musicista sloveno Andrej Goričar ed eseguita dalla Orchestra of the Imaginary di Lubiana è la migliore proiezione di un film muto con accompagnamento orchestrale. Ricordiamo che con questo evento si voleva anche celebrare l’amicizia e la collaborazione fra Italia e Slovenia in occasione di GO!2025.

Un altro riconoscimento arriva per la selezione del programma proposta online: The White Heather di Maurice Tourneur (1919) accompagnato al piano da Stephen Horne è stato votato quale migliore presentazione online di un film muto.
Per un festival che ha l’obiettivo, come non si stanca di ripetere il direttore Jay Weissberg, di contribuire a ricostruire e in alcuni casi a riscrivere la storia del cinema nonché di rendere attuali, mettendole in dialogo con l’oggi, opere un secolo fa, sono importanti anche le altre due categorie che hanno visto eccellere le Giornate. La migliore riscoperta di cinema muto è risultata essere l’antologia di film giapponesi su carta restaurati grazie al progetto Japanese Paper Films Project del professor Eric Faden della Bucknell University (Pennsylvania) presentata a Pordenone con l’accompagnamento di Yoko Reikano Kimura al koto (tradizionale strumento a corde) e Hikaru Tamaki al violoncello. A ottenere il maggior numero di voti come migliore opera muta moderna è stata invece la suggestiva presentazione di Palestine – A Revised Narrative (Palestina, una narrazione rivista) della musicista Cynthia Zaven, evento speciale di metà festival, con l’accompagnamento creato da Zaven insieme alla sound designer Rana Eid ed eseguito dal vivo su pianoforte preparato.
I risultati completi del sondaggio sono consultabili qui:
In copertina: Palestine A Revised Narrative foto Valerio Greco
