È una sconfitta che fa male, anzi, moltissimo male. Il dolore non deriva solo dal tempismo — un gol subito al 44’ del secondo tempo è sempre una beffa — ma soprattutto per come è maturata la prestazione.
Dopo un primo tempo dove, pur senza brillare, si era vista almeno qualche trama di gioco interessante e una minima parvenza di manovra, la squadra è letteralmente sparita. Il secondo tempo è stato un monologo degli avversari, a cui è stato concesso il totale controllo del campo. Sotto la lente d’ingrandimento finisce inevitabilmente l’inserimento di Bayo. Nonostante le critiche preventive di molti addetti ai lavori, c’era curiosità nel vederlo all’opera, ma l’impatto è stato deludente: non ha dato quel cambio di passo o quella fisicità che ci si aspettava, è apparso avulso dal gioco, faticando a trovare la posizione corretta per incidere. In definitiva, se il primo tempo aveva lasciato accesa una fiammella di speranza, la ripresa l’ha spenta brutalmente, lasciando spazio a interrogativi profondi sulla tenuta mentale e sulle scelte tecniche.

In un pomeriggio così buio, l’unica vera luce è arrivata dal settore ospiti. Nonostante la distanza, ben 200 tifosi sono arrivati dal lontano Friuli per incitare la squadra fino all’ultimo secondo. Tra questi spicca la presenza di Marco Costantini, presidente del club di Tarcento “I amis dal Udines”, che con questa partita ha toccato quota 423 trasferte. Se non è un record assoluto, poco ci manca: un esempio di attaccamento ai colori friulani, dimostrato insieme agli altri associati del club tarcentino che lo hanno accompagnato.
Runjaic decide di affidarsi a Bayo come prima punta, supportato sulla trequarti da Ekkelenkamp e Atta. La mediana è affidata alla coppia composta da Miller e Karlström, mentre il pacchetto difensivo vede Kristensen al centro, coadiuvato da Bertola e Solet nel ruolo di laterali.
L’avvio è shock: al 4’ arriva il primo regalo friulano e il Lecce ne approfitta subito. È grossolano l’errore di Solet che, nel tentativo di palleggiare pericolosamente nei pressi della propria area, perde il controllo della sfera all’altezza del dischetto. Complice lo scivolone di un compagno di reparto, Omri Gandelman è il più lesto ad avventarsi sul pallone, scagliando un tiro imprendibile per Okoye. L’Udinese alza il baricentro e inizia a impensierire la retroguardia salentina.
Al 25’ la pressione viene premiata: dopo un bel filtrante di Atta, Gaspar interviene in netto ritardo su Zemura commettendo un fallo maldestro. È calcio di rigore. Dal dischetto si presenta proprio Solet: il difensore spiazza Falcone, realizzando il gol del pareggio e facendosi perdonare l’ingenuità iniziale. Da quel momento e fino alla fine del primo tempo, la prudenza regna sovrana e le due squadre non regalano ulteriori sussulti.

Nella ripresa il Lecce prende il comando delle operazioni, pur senza creare pericoli immediati. L’Udinese sembra in grado di controllare la gara, ma le ripartenze mancano della necessaria incisività che aveva caratterizzato il suo campionato finora: l’assenza di Davis si fa sentire pesantemente.
Negli ultimi minuti la squadra friulana accusa un evidente calo fisico, permettendo al Lecce di stazionare pericolosamente nei pressi dell’area bianconera. Al 43’ arriva il primo grande brivido: una conclusione di Stulic viene deviata fortuitamente da un difensore friulano e finisce sul palo. È il preludio alla beffa, che si materializza un minuto dopo. Al 44’, Banda — entrato a metà ripresa — calcia una punizione a giro magistrale: la traiettoria è perfetta e il pallone si insacca nell’incrocio dei pali, dritto nel “sette”. Un colpo imparabile per Okoye. Nei minuti di recupero, l’Udinese appare troppo stanca e priva di idee per tentare una reazione, chiudendo il match senza mai avvicinarsi all’area avversaria e buttando via un punto prezioso.
Domenica prossima l’Udinese sarà impegnata nel lunch match contro il Sassuolo, con il calcio d’inizio fissato per le ore 12:30. Una sfida fondamentale per riscattare immediatamente il passo falso e ritrovare punti preziosi.
LECCE: Falcone (cap.); Veiga, Gabriel, Gaspar, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Pierotti (dal 23’ st Banda), Gandelman (dal 47′ st Siebert), Sottil (dal 32’ st N’Dri); Cheddira (dal 32’ st Stulic). All. Di Francesco
UDINESE: Okoye; Solet, Kristensen, Bertola; Ehizibue (dal 40’ st Kabasele), Miller (dal 18’ st Zaniolo), Karlstrom (cap.) (dal 47′ st Buksa), Zemura; Ekkelenkamp (dal 40’ st Zarraga), Atta; Bayo (dal 18’ st Gueye). All. Runjaic.
Arbitro: Rapuano
Marcatori: Gandelman (L) al 5’ pt, rig. Solet (U) al 26’ pt, Banda (L) al 45’ st
Ammoniti: Bertola (U) al 24’ st, Banda (L) al 39’ st, Gueye (L) al 44’ st
Note: 2’ di recupero nel primo tempo. 4’ di recupero nel secondo tempo. Angoli 7 a 0 per il Lecce.
Livio Nonis
