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L’ECUADOR VINCE IL PREMIO INTERNAZIONALE DELLA BIENNALE DI ARCHITETTURA BARBARA CAPPOCHIN

DiRedazione

Apr 1, 2026

Il Premio Regionale va alla scuola di Puos d’Alpago (BL)

“Las Tejedoras” nel Guayas, in Ecuador, progettato dallo studio Natura Futura e dall’arch. Juan Carlos Bamba vince la XII edizione del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin.

Il Premio Regionale alla “Nuova Scuola Secondaria di I Grado” di Puos d’Alpago, progettata dallo studio Facchinelli, Daboit, Saviane.

Particolarmente impegnativo il lavoro della giuria internazionale a maggioranza straniera, presieduta dal Presidente degli Architetti Italiani, Massimo Crusi, svolto nella sede dell’Ordine degli Architetti PPC di Padova che, in due intense giornate, ha selezionato i vincitori internazionali e regionali, le menzioni e le migliori opere tra le 390 partecipanti al Premio, provenienti da 35 Paesi di tutti i continenti con un incremento di oltre il 30% rispetto all’edizione precedente.

Promosso dalla Fondazione Barbara Cappochin, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Padova, il premio nasce con l’obiettivo di valorizzare opere capaci di interpretare le trasformazioni contemporanee attraverso un’architettura consapevole, sostenibile e attenta al contesto sociale e culturale. “Fin dalla sua istituzione – spiega Giuseppe Cappochin, Presidente della Fondazione dedicata alla memoria della figlia Barbara – la Biennale si configura come osservatorio internazionale sulle pratiche più avanzate del progetto, premiando, oltre alla qualità formale, il ruolo sociale dell’architettura, perché crediamo in un’architettura che contribuisce concretamente a favorire l’equità sociale e a migliorare la qualità della vita”.

Per la prima volta a vincere il premio internazionale (euro 20.000) è stata un’opera realizzata in America Latina.

Il progetto vincitore “Las Tejedoras” interpreta concretamente questi principi con spazi flessibili, sostenibili e coinvolgimento comunitario, affrontando sfide sociali con grande sensibilità, creatività e profondo rispetto per la natura e la specificità del contesto. Realizzato nel 2023 a Chongon, piccolo centro di quasi 5.000 abitanti, di cui la maggior parte sono donne con scarsa possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, “Las Tejedoras” è uno spazio per lo studio, l’integrazione, lo scambio e la vendita di prodotti artigianali. Il successo del “centro Las Tejedoras” testimonia come una comunità possa sfruttare il potere dell’architettura per facilitare lo sviluppo economico, sociale e sostenibile.

Le menzioni d’onore ampliano e articolano ulteriormente questa testimonianza.

“DH Palencia” è un edificio progettato dallo studio spagnolo FRPO Rodriguez & Oriol per ospitare l’impianto eco-energetico che servirà la nuova rete di teleriscaldamento nella città di Palencia in Spagna fornendo acqua calda ecologica a oltre 3.000 unità abitative, utilizzando la biomassa forestale come fonte di energia principale. È stata definita dalla Giuria “una cattedrale dell’energia che va oltre il funzionalismo”. L’edificio si distingue per il suo design trasparente che mira ad integrare l’infrastruttura tecnologica nel contesto urbano. È un esempio di “impianto eco-energetico visibile” progettato non solo per funzionare, ma anche per dialogare con la città, rappresentando un landmark per la transizione energetica e ambientale locale: un’infrastruttura che testimonia, anche sotto il profilo pedagogico, come le energie rinnovabili stiano migliorando la salute pubblica nelle città.

“Echoes of Water”, progettato dallo studio Connatural di Medellin, nasce dalla consapevolezza dell’impatto dello sviluppo urbano nei comuni di Antioquia in Colombia, quale risposta strategica per ripristinare l’equilibrio tra ambiente urbano e naturale. La sua missione fondamentale è educare, preservare e ricercare la conservazione dell’acqua e dell’ambiente, utilizzando l’architettura come meccanismo per connettere contesti urbani e sistemi naturali, con l’obiettivo di rappresentare un modello di riferimento replicabile in altri bacini idrografici.

“Raw Rooms – 43 Social Housing”, progettato dallo studio Peris – Toral Arquitectes, è un innovativo progetto di social housing realizzato a Ibiza, in Spagna, basato su moduli abitativi uguali e flessibili che eliminano gerarchie tradizionali e che si distingue per l’uso di materiali naturali e tecniche costruttive che riducono l’impronta del carbonio. Il complesso di 43 unità abitative è un ottimo esempio di architettura, ma anche di come l’architettura dovrebbe affrontare la crisi ecologica e la giustizia sociale.

La Giuria ha inoltre assegnato una “Menzione Speciale” all’opera denominata BL.11.6, progettata dallo studio comasco Brambilla-Orsoni Architetti Associati. Trattasi di un intervento su un edificio rustico del XVI secolo, in Canton Ticino. Il progetto ha previsto il cambio di destinazione d’uso da rurale a residenziale, affrontando con grande sensibilità il tema del riuso e della trasformazione del patrimonio costruito, proponendo una riflessione sul rapporto tra memoria e contemporaneità. L’intervento introduce nuovi modi di abitare senza negare l’identità originaria della costruzione mediante un approccio che riflette una consapevolezza crescente: costruire oggi significa sempre più spesso intervenire su ciò che esiste, misurandosi con la memoria, ma senza congelarla.

La Sezione Regionale del Premio conferma questa linea di ricerca.

Il primo premio di 3.000 euro assegnato alla “Nuova Scuola Secondaria di Primo Grado a Puos d’Alpago”, esito di un concorso pubblico vinto dallo studio Facchinelli Dabois Saviane, interpreta l’architettura educativa come spazio aperto inclusivo e relazionale che stimola una riflessione urgente sul suo ruolo all’interno del dibattito architettonico italiano. Collocata in un territorio di transizione tra ambito urbano e paesaggio agricolo, la scuola agisce come una vera cerniera territoriale e pedagogica. La continuità tra interno ed esterno, la presenza del parco che attraversa l’edificio e la piazza coperta come spazio centrale configurano un ambiente inclusivo e multifunzionale in cui lo spazio diventa un autentico “terzo maestro”: un luogo che interpella, accoglie, stimola senza imporre.

Le due menzioni d’onore del Premio Regionale sono state assegnate, la prima a “Corte Renée” progettata dallo studio Bricolo Falsarella Associati. Si tratta di un elegante progetto di recupero di un casale dell’Ottocento trasformato in un resort di lusso a Castelnovo del Garda. Il progetto mira alla conservazione della memoria dei luoghi, valorizzando la struttura esistente in pietra, inserendosi armoniosamente nel paesaggio rurale; e la seconda a “Mosca.Bianca” a Padova, progettata dall’Atelier Architettura Chinello Morandi. È un progetto di architettura d’interni, un laboratorio pensato come spazio espositivo che racconta il processo artigianale di lavorazione dell’argilla, che rappresenta uno spazio di riferimento contemporaneo per la ceramica a Padova.

Info:

https://www.barbaracappochinfoundation.net/it/edizione-corrente

Composizione della Giuria (art. 6 del bando)

1. Massimo Crusi, Architetto – Presidente C.N.A.P.P.C. – Italia

2. Marta Maccaglia, Architetto – Asociación Semillas para el Desarrollo Sostenible – Italia – Perù 3. Josep Ricart Ulldemolins, Architetto – Harquitectes – Spagna

4. Kentaro Takeguchi, Architetto – Alphaville Architects – Giappone

5. Daniel Fügenschuh, Architetto – Presidente del Consiglio Architetti d’Europa (C.A.E) dal 2026 – Austria

Di Redazione

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