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L’ombra ecologica dell’IA: dai 9 secondi di TV per un prompt ai consumi di una nazione

DiRedazione

Feb 1, 2026

Dietro l’apparente immaterialità di un semplice prompt si nasconde un conto salato per il pianeta. L’articolo illumina l’infrastruttura vorace dell’intelligenza artificiale, rivelando come una singola richiesta a Gemini consumi quanto un televisore acceso. Dai micro-dettagli idrici all’impennata delle emissioni che minaccia gli obiettivi climatici di Google, l’analisi si spinge fino alle proiezioni globali: entro il 2026, il settore digitale divorerà tanta energia quanto l’intera Germania. Un viaggio tra dati inediti che costringe a ripensare la sostenibilità della corsa tecnologica, svelando il “nuovo stato” energivoro che sta nascendo nella rete.

Il costo invisibile di una domanda: tra Watt e gocce d’acqua

Spesso percepiamo l’invio di un prompt a un chatbot come un’azione a impatto zero, ma i dati rilasciati da Google raccontano una storia diversa. Se confrontiamo questi dati con il consumo medio di luce di un’abitazione, il “prezzo” ambientale di una singola query inviata a Gemini appare subito evidente:

  • Energia: 0,24 Wattora (Wh). Per capire meglio l’impatto sul calcolo del costo della luce, questa energia equivale a tenere accesa una televisione per circa 9 secondi.
  • Acqua: 2,26 millilitri. Necessari per raffreddare i data center, corrispondono a circa 5 gocce.

Sebbene possano sembrare quantità minime, moltiplicate per i miliardi di richieste quotidiane globali, il volume diventa oceanico.

Big Tech e il miraggio del “Net Zero”

L’esplosione dell’infrastruttura necessaria a sostenere l’IA sta mettendo a dura prova le strategie climatiche delle grandi aziende tecnologiche. Nonostante la corsa alle offerte green e rinnovabili, i dati mostrano un trend preoccupante per Google:

  1. Crescita quinquennale: Le emissioni di gas serra sono salite del 48% rispetto al 2019.
  2. Picco annuale: Solo nell’ultimo anno si è registrata un’accelerazione del 13%.
  3. Obiettivo a rischio: Il target “Net Zero” (zero emissioni nette) prefissato per il 2030 appare sempre più irraggiungibile.

La causa primaria è inequivocabile: l’espansione aggressiva dei data center. L’innovazione tecnologica, paradossalmente, rischia di diventare il principale ostacolo alla sostenibilità aziendale.

Uno scenario globale: consumi pari a quelli di una nazione

Allargando lo sguardo dal singolo utente allo scenario mondiale, le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) confermano il trend. La domanda globale influenzerà inevitabilmente il mercato e indici come il PUN (Prezzo Unico Nazionale), dato che il fabbisogno del comparto digitale è destinato a raddoppiare in tempi brevissimi.

Proiezione consumi energetici (Report IEA)

AnnoConsumo Stimato (TWh)Equivalente Nazionale
2022460 TWh
2026> 1.000 TWhGermania o Giappone


Per comprendere la scala, basti pensare che l’aumento previsto supera il totale dell’energia gestita da tutte le migliori offerte luce attive in una grande nazione europea. Un “nuovo stato” energivoro sta nascendo all’interno della rete elettrica globale.

I motori della crescita e il peso sul futuro

A guidare questa esplosione della domanda sono due fattori principali, entrambi operazioni ad altissima intensità di calcolo:

  • Adozione dell’IA generativa: La diffusione capillare e massiva di modelli sempre più complessi.
  • Mining di criptovalute: L’attività di estrazione di valute digitali che richiede enormi potenze di calcolo.

Attualmente, questi settori rappresentano circa il 2% della domanda globale di elettricità, ma il loro peso specifico è in rapida ascesa. La sfida dei prossimi anni sarà dunque trovare un equilibrio tra la corsa all’algoritmo più potente e la capacità del pianeta di alimentarlo.

Conclusioni: il paradosso dell’innovazione

L’indagine svela il costo occulto dell’IA: dalle cinque gocce d’acqua necessarie per un singolo prompt, fino a un consumo globale destinato a eguagliare quello del Giappone entro il 2026. Mentre le Big Tech vedono allontanarsi gli obiettivi “Net Zero” (+48% di emissioni per Google) a causa di un’infrastruttura sempre più vorace, il confine tra progresso digitale e sostenibilità ambientale si fa pericolosamente sottile. Per rimanere aggiornati su come questo impatterà le nostre bollette e l’ambiente, è utile seguire le ultime news sul mondo dell’energia.

Saremo in grado di sviluppare un’intelligenza artificiale “verde” prima che il suo peso energetico diventi insostenibile? O il progresso tecnologico è destinato a scontrarsi inevitabilmente con i limiti fisici del nostro pianeta?

Fonte: papernest.it

Di Redazione

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