La scomparsa di Maria Rita Parsi lascia un vuoto umano e professionale difficile da colmare, ma al tempo stesso consegna un’eredità preziosa, un testimone che continuerà a guidare chi, oggi e domani, sceglierà di lavorare per la protezione dei più piccoli. Nata a Roma il 5 agosto 1947 e venuta a mancare il 2 febbraio 2026, Parsi ha trascorso tutta la vita a costruire strumenti, reti e conoscenze capaci di difendere l’infanzia in tutte le sue fragilità. Psicoterapeuta, psicopedagogista, docente, scrittrice e fondatrice di istituzioni come la Scuola Italiana di Psicoanimazione e la Fondazione Movimento Bambino Onlus, ha saputo coniugare rigore scientifico e profondità umana, offrendo un modello di azione che resta attuale e necessario.
L’eredità di Maria Rita Parsi va oltre i libri, le istituzioni e i progetti che ha creato: è un’eredità di approccio e di valori, un invito a vedere nella cura degli altri non una debolezza, ma un atto di coraggio. La sua vita dimostra che l’impegno per la protezione dei più fragili può cambiare non solo singole vite, ma anche le comunità e la società. In un tempo in cui spesso prevalgono aggressività e superficialità, il lavoro di Parsi rimane un modello imprescindibile di come competenza, empatia e passione possano trasformarsi in strumenti di cambiamento concreto.
Tra le sue battaglie più significative, l’attenzione ai bambini vittime di abusi e violenze, la difesa dei diritti dell’adolescenza e la promozione di politiche educative inclusive occupano un posto centrale. Attraverso la Fondazione Movimento Bambino Onlus, Parsi ha creato reti di protezione legale e sociale che hanno dato voce ai bambini, garantendo che le istituzioni ascoltassero le loro esigenze. La sua azione non si è limitata al livello nazionale: come membro del Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo e come consulente per il Dipartimento per le politiche della famiglia, ha contribuito a plasmare politiche pubbliche in Italia e a livello europeo, promuovendo l’idea che l’ascolto e la tutela dei minori siano fondamentali per la costruzione di società più giuste.
I suoi oltre cento libri testimoniano un impegno intellettuale e civile senza precedenti: opere come Le mani sui bambini, S.O.S. Pedofilia e Maladolescenza. Quello che i figli non dicono non sono solo manuali o saggi scientifici, ma veri strumenti di sensibilizzazione per famiglie, educatori e operatori sociali. La sua scrittura, chiara e diretta, rendeva accessibili temi complessi e talvolta dolorosi, offrendo strumenti pratici e una guida morale a chi opera a contatto con bambini e adolescenti.
Maria Rita Parsi ha insegnato, con l’esempio prima ancora che con le parole, che prendersi cura degli altri è una forma di coraggio quotidiano. La sua frase più celebre, “L’amore non è un sentimento, è un’arte”, racchiude tutta la filosofia del suo lavoro: l’idea che l’attenzione, l’ascolto e la protezione dei più fragili siano strumenti concreti di cambiamento. Ogni progetto, ogni libro, ogni iniziativa portata avanti da Parsi aveva al centro la dignità e i diritti dei bambini, ricordando che la società cresce nella misura in cui riesce a garantire loro sicurezza, rispetto e opportunità.
Oggi il testimone che Maria Rita Parsi ci lascia non è solo culturale o istituzionale: è un invito a continuare un cammino ancora impervio, in un contesto sociale che spesso dimentica i diritti dei più piccoli. Significa impegnarsi perché le politiche pubbliche, le scuole, le famiglie e gli operatori sociali riconoscano nei bambini soggetti di diritti e non solo oggetti di intervento. Significa trasformare empatia e competenza in strumenti concreti di protezione e crescita.
Il mondo che Maria Rita Parsi lascia è migliore grazie alla sua opera, ma è anche un mondo che ha bisogno di continuare a camminare sulle strade che lei ha aperto. Il suo esempio, le sue parole e le sue opere costituiscono una guida preziosa per chi vuole raccogliere il testimone della difesa dei diritti dell’infanzia: un impegno che non si esaurisce con la sua scomparsa, ma che deve proseguire con la stessa passione, determinazione e umanità che l’hanno contraddistinta.
Salutarla significa, dunque, non solo ricordarla, ma anche farsi carico di quel testimone. Significa continuare a fare della cura, dell’ascolto e della tutela dei bambini un atto di coraggio quotidiano, nella certezza che, come Maria Rita Parsi ha dimostrato, cambiare la vita di un bambino significa contribuire a costruire una società più giusta, più solidale e più umana.
