CAROVANA DELLE ALPI 2026
Nel 2026 sono 5 le bandiere verdi di Legambiente che sventolano sul Friuli Venezia Giulia
4 bandiere sul confine orientale e una nelle Prealpi Carniche
Raccontano modi di essere e operare innovativi e sostenibili
Sono 2 le bandiere nere per un uso improprio degli ecosistemi
Dossier Bandiere Verdi e Nere 2026
Le Bandiere Verdi e le Bandiere Nere raccontano la stessa montagna, vista da due punti di vista diversi. Da una parte c’è chi prova a tenere insieme comunità, paesaggio, lavoro, memoria e futuro. Dall’altra c’è l’idea, assai più antica e purtroppo ancora dominante, che la montagna sia soprattutto uno spazio da usare: da attraversare in fretta, da mettere a reddito, da riempire di impianti, strade, eventi, deroghe (conclusioni del Summit delle Bandiere verdi a Rovereto, 16 mag 2025).
BANDIERE VERDI FVG
A Stefano Floreanini, Giuseppe Tringali e Mario Veluscek, autori e produttori del docu-film “L’unico Superstite” Per aver realizzato e autoprodotto un bel documentario che, partendo dalla situazione del Ghiacciaio del Montasio, racconta con chiarezza ed efficacia le conseguenze del riscaldamento globale;
Al Comune di Vito d’Asio (PN) , per aver dato vita ad ArzinOLTRE, un processo partecipativo innovativo che trasforma la comunità in protagonista delle scelte strategiche, orientando in modo concreto e condiviso il futuro della Val d’Arzino;
In memoria di Maurizio Fermeglia, già delegato regionale del WWF FVG e prematuramente scomparso, compagno di strada, per la grande capacità di coniugare rigore scientifico, passione civile ed energia instancabile nella difesa degli ecosistemi fragili del Friuli-Venezia Giulia;
Al Consorzio Vicinale di Bagni di Lusnizza, Malborghetto-Valbruna (UD), per aver saputo valorizzare costantemente la preziosa risorsa dell’acqua solforosa e l’annesso Chiosco, impegnandosi a garantirne una fruizione pubblica, gratuita e accessibile a tutti, e per aver difeso con successo il rio Zolfo dalla realizzazione dell’ennesima centralina idroelettrica (2018);
Al Collettivo Robida, Topolò- Grimacco (UD), Per aver saputo trasformare il villaggio di Topolò in un laboratorio permanente di rigenerazione montana, dove la ricerca culturale internazionale si sposa con la cura quotidiana del territorio e della memoria locale, dimostrando che la marginalità geografica può diventare centralità creativa e civile.
BANDIERE NERE
Comunità di Montagna della Carnia (UD), Per aver autorizzato una manifestazione di Quad su percorsi di montagna, in deroga ai divieti esistenti, creando un pericoloso precedente;
Gestore del Rifugio Zacchi (UD) e alle autorità regionali che dovevano vigilare, per l’organizzazione, all’interno di un’area SIC, di “feste” causa di forte inquinamento acustico, su cui Servizio Foreste e Corpo Forestale della Regione avrebbero dovuto vigilare ed intervenire.
Le bandiere verdi ci pongono una domanda chiave – commenta Sandro Cargnelutti, Presidente di Legambiente FVG – Quale montagna vogliamo abitare nei prossimi decenni. Una montagna, consumata da infrastrutture, da turismo intensivo attorno ai poli turistici invernali sostenuti da risorse pubbliche, da deroghe progressive, incurante del riscaldamento globale o del senso del limite nel tutelare ecosistemi preziosi (vedasi Laghi di Fusine o il Lussari) oppure una montagna intesa come infrastruttura di vita, capace di generare coesione e di connettere identità e innovazione, resilienza e futuro? Le tante bandiere verdi presenti nell’arco alpino ne indicano la strada.
A cinquant’anni dal terremoto del 1976, Marco Lepre, Responsabile Carovana delle Alpi FVG, lancia un monito: la governance regionale ha tradito lo spirito lungimirante della ricostruzione, che per legge doveva unire il ripristino edilizio allo sviluppo sociale e partecipato delle aree montane. Oggi, la montagna friulana si trova drammaticamente spaccata in due: da un lato l’inarrestabile declino demografico e la perdita di servizi essenziali nelle valli; dall’altro, la monocultura del turismo intensivo d’alta quota, che porta in quota inquinamento, cemento e affitti insostenibili per i residenti.
