Il discorso “in marilenghe” del prof. Travain in Consiglio regionale FVG ha siglato le celebrazioni del 949° anniversario di fondazione del principato feudale di Aquileia, poi tradotto in repubblica dai suoi maggiorenti e successivamente dai moti popolari: “Eredità ideale da condividere e su cui costruire un futuro all’altezza!”. Martedì 14 aprile 2026, a Trieste, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha celebrato ufficialmente la Fieste de Patrie dal Friûl. Il Presidente del Consiglio FVG, avv. Mauro Bordin, su indicazione del Presidente ARLeF, sig. Eros Cisilino, ha, per l’occasione, invitato a tenere l’allocuzione di circostanza il prof. Alberto Travain, intellettuale friulano noto per il suo impegno pluridecennale nella promozione di una coscienza storica di cittadinanza radicata nel passato e rivolta al futuro dal livello locale a quello transfrontaliero ma anche per l’efficacia della sua didattica nelle scuole della Regione mobilitante con entusiasmo e inclusivamente le sempre più varie scolaresche di oggi attorno a storia e identità dei territori. Travain ha parlato all’Assemblea in friulano ossia – come ha detto – “in quella stessa lingua che abbiamo ereditato da Madre Aquileia” – ed ha esordito dicendosi onorato innanzitutto di svolgere, in tale frangente, la pregiata funzione di portavoce di un riscatto di popolo, non solo in senso etnico-linguistico ma civico-sociale, nascendo la Fieste de Patrie dal Friûl, nel 1977, come intuizione d’intellettuali e dedizione di appassionati per approdare nel 2015 a un riconoscimento istituzionale da parte della Regione da considerarsi incompleto nel suo circoscriversi ad un suo esclusivo riferimento nominalmente friulano. Travain ha rimarcato come alla fase di giuste ricognizione e tutela delle peculiarità debba seguirne una di raccordo e sutura delle stesse in un quadro armonico di condivisione contemporanea delle esperienze storiche di una plurisecolare e plurimillenaria frontiera tra civiltà. L’esperienza imbrida e molto vivace della Patria del Friuli, feudo di fatto trasfomato dai sudditi più eminenti in una repubblica quasi federale, guidata da un principe-patriarca ridotto a presidente e da un parlamento cui in epoca tarda il popolo oppose un tribunato plebeo aizzato da astuti e ambiziosi oligarchi miranti a una propria signoria regionale, non può non essere patrimonio oggi dell’intero Friuli Venezia Giulia quale sua più estesa, autonoma e matura esperienza di comunità politica territoriale. Manca proprio questo – secondo Travain – al disposto della legge regionale 6/2015, che ha istituzionalizzato la ricorrenza del 3 aprile: una lettura interpellante, coinvolgente, l’intera Regione attuale, erede di tutte le realtà storiche che ne hanno costituito la vicenda a ridosso di una frontiera sulle rovine della grande Aquileia. “La Patria del Friuli oggi è il nostro Friuli Venezia Giulia, che di quella ‘Patria’ medievale, nucleo di un’identità regionale a nordest del Nordest d’Italia, ora rappresenta idealmente l’ultima edizione amministrativa, chiamata ad assumerne orgogliosamente le tradizioni, compreso il tratto strutturale di una pluralità celebrata allegoricamente già sulle antiche insegne”. Questo il pensiero espresso dal “prof”, che ha invitato, infine, la Regione a spendersi specificamente nella formazione scolastica di un’autocosciente cittadinanza regionale del Friuli Venezia Giulia. Elogiato e ringraziato dal presidente dell’Assemblea Bordin e dall’assessore regionale Roberti, il prof. Travain è stato complimentato da numerosi Consiglieri tanto di maggioranza quanto di opposizione. Particolarmente cordiale la stretta di mano dell’ex Sindaco di Udine Honsell, gran sostenitore del civismo culturale promosso dal Travain nel capoluogo del Friuli Storico.
PATRIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA? LO STATO MEDIEVALE FRIULANO ALLE RADICI DELL’ODIERNA REGIONE
Il presidente di Arlef, Eros Cisilino, il professore Alberto Travain e il presidente del Cr Fvg, Mauro Bordin 