Piano Nazionale di Ripristino (PNR)
Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura
Una proposta di Legambiente Gorizia APS
Il 24 giugno 2026 è scaduto il termine per partecipare alla consultazione online per la definizione del Piano Nazionale per il Ripristino (PNR) per ripristinare gli ecosistemi, gli habitat e le specie degradate del territorio italiano come previsto dal Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura (RRN) e successivo Regolamento Attuativo. La consultazione è stata organizzata congiuntamente dal Ministero per l‘Ambiente e la Sicurezza Energetica (MASE) e dal Ministero dell‘Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) con il contributo dell‘Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
Il PNR, che si spera possa accogliere e integrare i suggerimenti espressi anche da associazioni e cittadini, andrà presentato in tempi brevi alla Commissione Europea per approvazione e quindi tradotto in pratica al più presto con tempistiche ben precise.
Il Regolamento prevede, oltre a misure in ambito rurale, l’obbligo di monitorare, nei comuni con più di 20.000 abitanti, la situazione delle aree verdi urbane e della copertura arborea, che dovranno restare almeno invariate fino al 2030 rispetto all‘inventario del 2024, realizzato con i satelliti Copernicus, per poi tendere all‘aumento. Nel PNR sono anche descritte piuttosto dettagliatamente le misure per raggiungere gli obiettivi prefissati su tutto il territorio nazionale.
Legambiente Gorizia APS, nonostante la complessità e il tempo relativamente breve a disposizione per inserire osservazioni e proposte, è riuscita a sottoporre all‘attenzione dei Ministeri competenti una propria idea. Si tratta di smantellare e bonificare in modo corretto i numerosi distributori di benzina ormai in disuso, visto anche il probabile aumento di auto elettriche in circolazione, per trasformarli in aree verdi utili per la decarbonizzazione (molte piante, anche se non tutte, assorbono molta CO2 e “puliscono“ l‘aria). Le piccole “oasi verdi urbane“ potrebbero anche servire da “rifugi climatici“ in estate e contribuire al drenaggio delle acque meteoriche durante fenomeni estremi.
Inoltre il circolo di Gorizia, insieme a quelli di Monfalcone e Trieste, ha proposto di adottare delle misure destinate a ridurre i rischi d’incendio nell‘area del Carso triestino e goriziano e a salvaguardarne la biodiversità.
La consultazione, oltre che ad associazioni, enti e parti interessate era aperta giustamente anche ai semplici cittadini. Legambiente Gorizia APS deplora il fatto che vi sia data scarsa o nulla pubblicità da parte delle istituzioni preposte alla realizzazione del PNR (tra cui l‘Amministrazione Comunale) che si sono lasciate sfuggire un‘occasione importante per il coinvolgimento dei cittadini, tutti direttamente interessati, in un percorso partecipativo in merito a un Piano che promette, se attuato correttamente e nella sua interezza, di contribuire in modo innovativo alla vivibilità delle nostre città e alla salvaguardia degli ambienti naturali.
