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Poesia per Tommaso Enzo Andreuzza di Yuleisy Cruz Lezcano

DiRedazione

Feb 26, 2026

Per Tommaso

Largo… largo…

fate passare il mattino ferito,
che inciampa sugli spigoli

crudi dei muri coperti

da rapida peste di grandine antica,
gelo di febbraio che ancora morde.

Largo… largo… la morte si fa varco
tra le goccioline di vita,
mendicante ostenta la caduta,
mano tesa all’addio

che non ha l’eguale.

Sul tetto si piega un istante,
un attimo sospeso:
la morte è qui, poco prima,
tra il filo del cielo e il tremito del ferro.

Dura un attimo la luce che punge
è un filo sempre più sottile;
attaccata al vuoto
la vita cede.

Venti metri, un rosario d’aria.

La somma dell’urlo
ha sparso sulla terra
un riposo d’ombra
adunato a quello che già

si può chiamare morte.

La poesia “Per Tommaso” nasce come atto di memoria e di denuncia, come gesto necessario davanti a una morte che non può essere archiviata come semplice fatto di cronaca. È dedicata a Tommaso Enzo Andreuzza, giovane operaio di 27 anni precipitato da circa venti metri mentre lavorava nei cantieri navali di Fincantieri a Monfalcone. La motivazione della poesia affonda nella volontà di restituire umanità a un nome. Il “rosario di aria” dei venti metri richiama direttamente l’altezza da cui Tommaso è precipitato. Non è solo una misura fisica, ma una sequenza di istanti sospesi, un corridoio d’aria che separa la vita dalla terra. La poesia trasforma quel vuoto in simbolo: il vuoto delle parole dopo l’accaduto, il vuoto che resta nei colleghi che abbandonano le postazioni in sciopero, incapaci di continuare come se nulla fosse.

Tommaso era esperto, formato, atletico, abituato a muoversi in altezza. La poesia non lo descrive come vittima imprudente, ma come uomo che “diceva al vento: non ho tempo da perdere”, figura di responsabilità e dedizione. La sua morte, proprio perché colpisce un lavoratore esperto, amplifica il senso di ingiustizia e richiama l’urgenza di interrogarsi sulle condizioni reali in cui si opera. Questa poesia è dunque motivata dal bisogno di: onorare la memoria di un giovane lavoratore; dare voce al dolore dei colleghi e della famiglia e,soprattutto, trasformare un fatto di cronaca in riflessione civile.

Yuleisy Cruz Lezcano

Di Redazione

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