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Presentato ufficialmente il progetto pilota promosso da 4 Comuni dell’udinese per ridurre l’immissione di microplastiche

DiRedazione

Mar 30, 2026

Presentato ufficialmente il progetto pilota promosso dai Comuni di Pradamano, Pavia di Udine, Premariacco e Cividale, con l’obiettivo di ridurre l’immissione di microplastiche derivanti dai lavaggi domestici. L’iniziativa coinvolgerà circa 10 mila cittadini e rappresenta un primo passo concreto verso la comprensione e il contenimento di un fenomeno ambientale tanto diffuso quanto invisibile e sconosciuto.

L’idea nasce da dati internazionali allarmanti: si stima che ogni famiglia rilasci nei depuratori, attraverso i lavaggi in lavatrice, l’equivalente di circa due sacchetti di plastica all’anno sotto forma di microfibre. Queste particelle, difficilmente intercettabili, finiscono nei depuratori e, in parte sfuggono e finiscono nelle acque reflue che raggiungono fiumi e mari, il resto si ferma nei fanghi di depurazione, spesso riutilizzati in agricoltura come ammendanti.

Il problema è tutt’altro che marginale: le microplastiche disperse nell’ambiente rientrano nella catena alimentare e, di conseguenza, sulle nostre tavole, con potenziali impatti sulla salute umana ancora in gran parte da approfondire.

Il progetto pilota nasce proprio dall’esigenza di colmare un gap conoscitivo sui dati, necessari per prendere decisioni. Attraverso attività di monitoraggio e analisi, si punta a raccogliere dati utili per comprendere come ridurre l’immissione di queste sostanze inquinanti nella biosfera e per definire politiche pubbliche più efficaci e mirate.

La necessità di intervenire è anche strategica: anticipare possibili future normative europee in materia consentirebbe al territorio di farsi trovare preparato, con benefici non solo ambientali ma anche economici. In particolare, una migliore qualità dei fanghi di depurazione potrebbe incidere positivamente sulle tariffe di smaltimento, rendendone possibile un utilizzo sicuro e sostenibile.

“Superare l’incertezza dei dati è fondamentale per migliorare la qualità delle politiche pubbliche regionali e tutelare la salute dei cittadini”, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa di presentazione.

All’incontro hanno partecipato i Consiglieri regionali Elia Miani e Mauro Di Bert, insieme al direttore di Informest, Graziano Lorenzon, che ha illustrato i contenuti tecnici del progetto, e alla Vicesindaco del Comune di Pradamano, Daiana Miani, ente capofila dell’iniziativa.

Sono inoltre intervenuti il Vicesindaco del Comune di Premariacco, Monika Drescig, e gli assessori Luigi Palandrani (Comune di Pavia di Udine) e Rita Cozzi (Comune di Cividale), a testimonianza del forte coinvolgimento istituzionale e territoriale.

A chiudere la conferenza, portando il saluto della Regione, è stata l’assessore regionale alle finanze Barbara Zilli, che ha ribadito “il ruolo fondamentale di INFORMEST, capace di raccordare le progettualità dei comuni con le sfide moderne.

In questo caso, nel “prezioso ambito della tutela della salute e dell’ambiente con un progetto pilota”, che secondo l’esponente della giunta, “sarà presto esteso ad altri partner territoriali”.

Il progetto rappresenta, inoltre, un esempio concreto di collaborazione tra enti locali e istituzioni regionali, orientato a costruire conoscenza e soluzioni per affrontare una delle sfide emergenti della transizione ecologica.

MIANI (LEGA): 380 MILA EURO PER PROGETTO MICROPLASTICHE

“Le microplastiche, e in particolare le microfibre rilasciate dal settore tessile, rappresentano una sfida ambientale crescente che richiede interventi concreti e coordinati. In questo contesto si inserisce il percorso avviato nel 2024, che ha promosso iniziative mirate per ridurre l’impatto delle microplastiche nelle acque”.

Così il consigliere regionale Elia Miani (Lega) in una nota a margine della conferenza stampa al Palazzo della Regione, a Udine, assieme al collega Mauro Di Bert (Fedriga presidente), l’assessore regionale Barbara Zilli, gli assessori all’Ambiente dei comuni di Cividale, Pavia di Udine, Pradamano e Premariacco e il dirigente responsabile di Informest, Graziano Lorenzon.

“Il progetto – come spiega Miani – ha preso avvio con uno stanziamento di 150mila euro destinato alla ricerca e al monitoraggio della presenza di microplastiche, attraverso analisi specifiche effettuate prima e dopo l’installazione di filtri per lavatrici in grado di trattenere le microfibre provenienti dagli abiti. L’iniziativa, concepita come progetto pilota, ha puntato a testare soluzioni concrete per ridurre l’immissione di microplastiche nell’ambiente. Successivamente, il percorso è stato rafforzato con ulteriori 230mila euro stanziati in sede di assestamento di bilancio, risorse destinate a completare il progetto e proseguire la campagna di monitoraggio delle acque, consolidando i risultati ottenuti e ampliando l’utilizzo dei sistemi di filtrazione”.

“Il settore tessile rappresenta una delle principali fonti di rilascio di microplastiche – sottolinea il consigliere -. Le microfibre non vengono trattenute dalle lavatrici e finiscono nelle acque reflue. L’installazione di filtri allo scarico rappresenta oggi la soluzione più efficace per ridurre questo impatto, in attesa che i produttori si adeguino alle normative europee”.

“L’obiettivo – aggiunge l’esponente del Carroccio – è quello di proseguire lungo un percorso che unisca sensibilizzazione, monitoraggio scientifico e interventi concreti, coinvolgendo cittadini, istituzioni e operatori del settore. Il progetto si inserisce in una strategia più ampia volta a tutelare la qualità delle acque e a ridurre l’impatto delle microplastiche sulla catena ambientale e alimentare. Con queste risorse passiamo dalla consapevolezza all’azione concreta, mettendo in campo strumenti innovativi per proteggere ambiente e salute dei cittadini”. 

Di Redazione

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