QUANDO IL TEATRO ROMPE IL SILENZIO
“EVERY BRILLIANT THING “
AL CAPITOL DI PORDENONE E ALL’AUDITORIUM ZOTTI DI SAN VITO al TAGLIAMENTO,
LUNEDÌ 12 E MARTEDÌ 13 GENNAIO 2026
CONTRO LO STIGMA DELLA SALUTE MENTALE E PER PARLARE DI DEPRESSIONE GIOVANILE, FENOMENO IN ALLAMANTE CRESCITA
C’è un’urgenza che attraversa il nostro tempo e riguarda da vicino le nuove generazioni: il disagio psicologico, la depressione, l’ansia, l’autolesionismo. In Italia il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra i giovani dai 10 ai 25 anni. Numeri che non possono restare astratti e che chiedono luoghi, parole e strumenti per essere affrontati. È da questa necessità che nasce “Equilibri”, il nuovo percorso del progetto di cittadinanza attiva Uguali/Diversi promosso dall’associazione culturale Thesis, pensato per raccontare la fragilità e rompere lo stigma che ancora circonda la salute mentale.
A suggellare il percorso è lo spettacolo “Every Brilliant Thing. Le cose più belle al mondo” di Duncan Macmillan e Jonny Donahoe, interpretato da Pietro Mazzoldi con la regia di Angelo Facchetti. Un’opera delicata e potente che affronta il tema della depressione giovanile con leggerezza, intelligenza e profondo rispetto. Andrà in scena lunedì 12 gennaio alle11 al Capitol di Pordenone e martedì 13 gennaio all’Auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento, con due repliche alle ore 8.30 e alle 11.00.
Al centro della storia c’è una domanda semplice e immensa: quali sono le cose per cui vale la pena vivere? Il protagonista comincia a porsela da bambino, per reagire a una dolorosa vicenda familiare, e costruisce una lista di tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Una lista che cresce con lui, da sette anni fino all’età adulta, attraversando gioie, cadute, scoperte, smarrimenti. Un milione di piccole e grandi cose che diventano un atto di resistenza, prima per salvare la madre, poi forse per salvare se stesso.
“Every Brilliant Thing “si sviluppa come un dialogo continuo tra palco e pubblico. Gli spettatori vengono coinvolti direttamente, leggono le voci della lista, interpretano i personaggi che incontrano il protagonista, diventano parte attiva del racconto. La recitazione oscilla tra stand up comedy e improvvisazione, rendendo ogni replica unica. Al termine dello spettacolo è previsto un debriefing interattivo con i ragazzi, costruito insieme a un team di psicologi specializzati in età evolutiva.
Parlare di fragilità significa creare spazi in cui sentirsi meno soli, imparare a riconoscere il dolore proprio e altrui, sviluppare consapevolezza. Eventi come questo non sono solo momenti culturali, ma veri e propri atti civili. Perché la salute mentale riguarda tutti e perché, a volte, basta iniziare da una lista per ritrovare un equilibrio possibile.
