“Le ore eterne dell’Attesa” di Leonardo Manetti (Edizioni WE – Italia, 2025 pp. €114 15.00), scandiscono il tempo delle aspettative, occupano un luogo privilegiato dove scoprire l’amore e accogliere la solitudine della sospensione, interpretano il cammino introspettivo e la percezione di una struggente speranza per ascoltare e ricongiungere il ritorno degli affetti più cari. Leonardo Manetti, omaggia, con la sua opera, la dedizione dell’aspettare, la persuasione di rivelare, attraverso la spontaneità dei sentimenti, la tensione romantica di ogni mancanza, il desiderio sincero di trasformare il destino e il senso della vita nel sogno d’amore. Nutre le stagioni delle emozioni, indica la previsione di un percorso interiore in cui si custodisce un legame e si sceglie, nell’evoluzione amorosa, la profondità identitaria del cuore, definisce l’elaborazione di un impegno che gratifica il vincolo affettivo, affranca le tormentate contraddizioni dell’essere, rinnova l’eternità della presenza e l’empatia dell’anima. La poesia di Leonardo Manetti decanta una ricerca lenta e ispirata attraverso l’uso sapiente e pastoso delle parole, rafforza la connessione vellutata delle sensazioni, accompagna la delicatezza dei versi per poi rivelarne il suo significato più suadente e intimo. Il libro esamina l’esperienza coinvolgente della crescita e della maturità artistica e personale dell’autore, analizza la convincente e commovente riflessione sull’inafferrabilità della vita, riempie la distanza e il vuoto delle assenze con la qualità contemplativa del silenzio e della fedeltà. Leonardo Manetti fa sua la cadenza spirituale e carnale, invocando l’intenzione nobilitata in cui la passione e l’innamoramento rispecchiano l’espansione di una intrigante continuità, l’attrazione sfuggente per i ricordi e per ogni profetica restituzione della nostalgia. Comprende l’evocativa capacità di riconoscere, nell’esistenza umana, il tortuoso intreccio di luci e ombre, di debolezza e di forza, di fragilità e di resistenza nell’affrontare il dolore e viverne la sua fugacità. Consegna la testimonianza di una finalità privata intorno alla possibilità di ricomporre uno spirito frantumato e disgregato dalla paura e dalle esitazioni. “Le ore eterne dell’Attesa” concentra il peso e l’abisso delle occasioni scomponendo gli intervalli temporali tra la confidenza malinconica del passato, l’instabilità inquieta del presente e l’apertura fiduciosa del futuro. Consuma l’orizzonte di una realtà che misura la dimensione ideale e proiettiva dell’amore, la lucidità del vissuto, lo stato intuitivo di coscienza e l’oscillazione illuminante dell’immaginario. Leonardo Manetti sa indugiare sulla provvisorietà del quotidiano, guardare e considerare le vibrazioni dei pensieri che riprendono la forma accesa e viva della dedizione esclusiva, ascoltare l’impulso della perseveranza, come ricompensa alla felicità. Il libro ne è una conferma miracolosa su come la sorprendente meraviglia del sentire può migliorare la costanza e la cura del bene, le condizioni di affinamento e di conservazione esprimono la meticolosa e genuina pienezza relazionale. Leonardo Manetti osserva i cambiamenti umani, ammette il dubbio imperturbabile dell’indifferenza, si scontra con la condanna della mancanza, attende i giorni migliori. Risveglia il coraggio e l’energia nella rivelazione di una sensibilità che manifesta il riscatto, incendia e rinsalda l’essenza poetica, offre quiete alla solitudine, la forza redentiva e il fondamento della salvezza.
Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/
BRUCIA
Cerco per casa qualcosa che ho perso,
o meglio, qualcosa di mai scovato.
Ribalto cassetti, svuoto gli armadi.
Dove si sarà cacciato?
Lo sento, nel petto così ardentemente.
Non ho più dubbi, esiste ed è vivo,
brucia l’amore, ma di fiamma sbagliata;
Non di passione, solo di ira.
SGUARDI LONTANI
Teneri occhi che mi osservano,
dolce è lo sguardo incrociato,
parole senza suono
ci uniscono all’ascolto.
Un attimo di fiaba
e poi subito il reale,
poche semplici note
di una scala senza chiave.
IL GIOCO DELL’OCA
Prima uno, poi due.
Domani sono le dita
i dadi di chi rimane.
Pensavi al giallo,
invece è rosso
e ottieni un nero.
Numeri impazziti
si rincorrono sulla linea
e cambiano colore.
Tre è divertimento,
cinque era riflessione
sette sarà amore.
Si parte dal via,
ci si perde tra le caselle,
arriviamo insieme.
CONFUSIONE
Fuori c’è il ghiaccio
delle nostre vite,
noi siamo in una bolla
di acqua calda.
Torna presto primavera,
voglio vederti
di nuovo germogliare,
spegnendo l’illusione.
NELL’ARIA
Stringo forte
in un abbraccio
l’aria intorno a me,
e mi accorgo
che è materia viva.
Il suo viso è definito,
il suo corpo è familiare
il suo respiro è caldo
come l’amore
che nutro per lei.
IN QUESTA NOTTE
E ora che la notte è giunta,
cerco i tuoi occhi nelle stelle
mentre il dolore che sale
lungo le crepe della mia pelle
mi chiede di te.
Dicono che questi sono i momenti
in cui i poeti scrivono i versi più belli,
ma passo le notti con un foglio bianco
e il dolore accanto a me.
