• Sab. Apr 11th, 2026

Voce del NordEst

online 24/7

Rincaro dell’8,1% per la bolletta della luce: Italia ancora legata al gas mentre la Spagna scende grazie al rinnovabile

DiRedazione

Apr 11, 2026
Contatori di energia elettrica in un palazzo, Genova 14 marzo 2018 ANSA/LUCA ZENNARO

L’Autorità per l’Energia ha confermato un aumento dell’8,1% delle tariffe elettriche per i clienti vulnerabili nel secondo trimestre 2026. A spingere i rincari è soprattutto la dipendenza del mercato italiano dal gas naturale, che determina i prezzi all’ingrosso dell’elettricità in circa il 90% dei casi. Il confronto con la Spagna rende evidente il divario strutturale.

Rincaro dell’8,1%: cosa cambia per i clienti vulnerabili

L’aggiornamento trimestrale dell’ARERA riguarda circa 3 milioni di utenti serviti nel mercato della maggior tutela, tra cui over 75, percettori di bonus sociale e soggetti con disabilità. Dal 1° aprile 2026, il prezzo di riferimento per il cliente tipo sarà di 30,24 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

La spesa annuale stimata si attesterà a 589,34 euro nel periodo luglio 2025 – giugno 2026, in crescita del 4,5% rispetto ai 563,76 euro dell’anno precedente. L’incremento della materia energia è solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento.

La componente degli oneri di sistema resta invariata grazie a una gestione ottimizzata della liquidità disponibile. In attuazione del decreto Bollette, l’Autorità ha inoltre previsto una riduzione dell’aliquota della componente Asos per gli utenti non domestici non energivori.


Il gas naturale e la sua influenza sui prezzi all’ingrosso

Il mercato elettrico italiano risente fortemente della dipendenza dal gas naturale. Il Pun si attesta attualmente sui 156 euro per MWh, in netto rialzo rispetto alla media annuale del 2025 pari a 115 euro per MWh. A marzo 2026 il valore medio ha raggiunto 143,40 euro per MWh.

Dall’inizio del 2026 il prezzo spot dell’energia elettrica è aumentato del 42%. Sul fronte del gas, i future europei sono scesi a 53,6 euro per MWh, ma si avviano a registrare il maggiore aumento mensile da settembre 2021, con un incremento superiore al 70% nel solo mese di marzo.

L’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente ha alimentato la pressione al rialzo sui mercati internazionali, con ricadute dirette sulle bollette italiane. Le fonti rinnovabili coprono circa il 43% della domanda nazionale, una quota insufficiente a contenere l’impatto delle oscillazioni del gas.


Il confronto con la Spagna e la lezione delle rinnovabili

Il divario con la Spagna evidenzia il peso strutturale del gas sul sistema elettrico italiano. A fine marzo 2026, il prezzo spot spagnolo si aggirava sui 7,56 euro per MWh, in calo del 92% dall’inizio dell’anno, contro i 156 euro per MWh del mercato italiano.

Nel mix elettrico spagnolo le rinnovabili hanno raggiunto quasi il 70% della produzione, a cui si aggiunge il 15,8% del nucleare, per un totale dell’85% di elettricità a zero emissioni. I cicli combinati a gas hanno coperto appena il 13-14% della domanda, contro il 90% di incidenza sul prezzo in Italia.

I prezzi spot spagnoli riflettono fattori sia strutturali sia congiunturali, come il meteo favorevole e la scarsa dipendenza dal gas. Il prezzo finale per i consumatori domestici spagnoli si attesta comunque su 25 centesimi per kWh, rispetto ai 31-32 centesimi italiani: un divario reale ma meno estremo di quanto suggeriscono i soli valori all’ingrosso.

Fonte: papernest.it

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it