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RINNOVARE IL MITO DELLA GRANDE UDINE POPOLARE, DEMOCRATICA E FRIULANA: CELEBRATO ALL’ARLEF IL DECENNALE DELL’ARENGO UDINESE CONTEMPORANEO

DiRedazione

Feb 18, 2026

Delegazione civica arengaria guidata dal prof. Alberto Travain a Palazzo Marangoni,

accolta dai vertici dell’agenzia regionale deputata alla tutela e valorizzazione identitaria del Friuli Storico.

Un incontro ufficiale all’insegna della cordialità e della profonda condivisione ideale quello svoltosi a Udine, lunedì 9 febbraio 2026, tra i vertici dell’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e le supreme magistrature dell’Arengo udinese contemporaneo, assemblea storica partecipativa della cittadinanza della capitale del Friuli Storico. L’occasione: la pubblicazione, per il decennale dell’Assemblea stessa, di un volume integrante tutti i verbali e tutte le delibere del consesso cittadino dal 2015 al 2025, opera stampata ed interamente autofinanziata dal sodalizio Fogolâr Civic di Udin. Ad accogliere il “camerarius” arengario prof. Alberto Travain, accompagnato dai “procuratores” assembleari prof.ssa Renata Capria D’Aronco e dott.ssa Maria Luisa Ranzato, la cortese attenzione del presidente ARLeF sig. Eros Cisilino nonché dell’omonimo direttore dott. William. Il prof. Travain ha ricordato radici, pregressi e vicenda dell’Arengo popolare ricostituito nel 2015, rievocandone per sommi capi un quarto di secolo di gestazione socioculturale ed illustrandone gli obiettivi criteri di democraticità e conseguenti titoli di rappresentanza civico-politica, non per forza in contrapposizione ma in auspicata collaborazione con le Istituzioni amministrative. Fucina di idee e luogo di loro sintesi, frutto di dibattito e delibera finale. Nulla a che spartire con decenni di parvenze partecipative sperimentante nei quartieri udinesi, lontane anni luce dalla disarmante semplicità e limpidezza di un’assemblea popolare aperta a tutti i cittadini ad eccezione degli amministratori in carica, competente moralmente sull’intero scibile e, soprattutto, deliberante, non mera rassegna di lamentele fine a sé stesse ovvero parata associazionistica autoreferenziale.

Travain ha rimarcato la singolarità di quest’esperienza arengaria odierna innestata in una tradizione altrettanto peculiare della città di Udine come “Atene del Friuli”, anche ora del Friuli Venezia Giulia, da sempre capitale di civismo innovativo, battagliero, irriducibile e partecipativo, riecheggiante secoli di vivace confronto tra sistemi, ceti, poteri e fazioni. “In passato, la Udine dell’Arengo – vuolsi istituito dal Patriarca Bertrando e soppresso da Venezia con il supporto dei patrizi locali in odio ai patroni popolari Savorgnan – doveva davvero essere il fulcro di una rete di solidarietà tra città e campagne che aveva il suo perno attorno al Colle di Attila, nei Borghi udinesi, trait d’union politico, culturale e linguistico tra la Patria friulana e la sua capitale” ha detto Travain, rigorosamente parlando in antico friulano udinese: “E po ben, chel grant Udin, plasse e fuartesse di furlanitât viarte al mont però sense rineâ se stesse, di democrassie e partecipassion vere e civiche al pas cui timps, o volìn tornâ a viodilu! Udin capitâl almancul di une storie e di un sium no sotans di sitadins furlans. Un tant, insiemit si à di tornâ a viodilu, che al è interès civic di duç cuanç, in Furlanie e Rezon!”. Accolti e condivisi dai rappresentanti ARLeF messaggio ed intenti espressi dalla delegazione civista, in una prospettiva di alta e proficua collaborazione con l’ente.

Di Redazione

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