Nessun allarme siccità ma grande attenzione alle prossime settimane
Il consorzio di bonifica fa il punto sul quadro idrico nel Pordenonese
Le recenti piogge non hanno cambiato la situazione di preallerta sul fronte della siccità: il consorzio di bonifica Cellina‑Meduna segnala un quadro idrico ancora delicato nel Pordenonese ma in linea con quanto registrato in tutto il Nord‑Est. Le intense precipitazioni degli ultimi giorni hanno infatti interessato solo marginalmente la fascia alpina, concentrandosi sulla pianura. Lungo l’asta del torrente Meduna permane quindi un deficit di portata mentre il Cellina si mantiene su valori ordinari e coerenti con la media stagionale. Il sistema dei laghi risulta al massimo delle capacità attuali in Valcellina: l’impianto di Barcis ha raggiunto stabilmente i 410 metri sul livello del mare mentre l’invaso di Ravedis è al colmo a quota 318, la massima consentita. Diverso il discorso in Val Tramontina dove i bacini di Redona, Cà Selva e Cà Zul languono. Dal consorzio parte comunque un messaggio di prudenza e realismo. “Al momento non c’è alcuna emergenza – spiegano Valter Colussi e Massimiliano Zanet, rispettivamente presidente e direttore del Cellina Meduna –. La stagione irrigua non è ancora ufficialmente avviata e le temperature basse limitano la traspirazione del terreno. Per una valutazione più precisa sarà necessario attendere alcune settimane e l’eventuale incrocio di perturbazioni in grado di ribaltare tutto. La fornitura all’agricoltura scatterà ufficialmente il 1 giugno e il fabbisogno è destinato a crescere con l’avanzare dell’estate. Monitoriamo l’evolversi del meteo e continuiamo a lottare contro gli sprechi e le perdite della rete”. La Destra Tagliamento riflette una situazione comune a tutti gli affluenti delle Alpi orientali, Veneto compreso, dove si stima manchi circa il 50 per cento di oro blu rispetto ai valori tipici del periodo. Non a caso il tavolo tecnico sulla siccità delle Alpi orientali si è già riunito per valutare gli scenari dei prossimi mesi e predisporre eventuali misure di mitigazione. L’ondata di maltempo delle ultime ore ha riguardato l’area pianeggiante e almeno per una quindicina di giorni ha così ridotto la necessità di bagnature per le coltivazioni. La scarsità di piogge a nord ha però impedito l’accumulo di scorte, indispensabili per gestire al meglio gli infuocati mesi di luglio e agosto quando la domanda schizza alle stelle.
