Oltre mille professionisti da tutto il mondo alla 43ª edizione della manifestazione.
Eric Contò, presidente Fumisti e Spazzacamini di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: «Un mestiere che ha cambiato pelle: oggi è una professione tecnologica, altamente specializzata e centrale per la sicurezza degli impianti»
Dalla tradizionale scopa alla videoispezione delle canne fumarie, dalla scala in spalla ai sistemi robotizzati per la pulizia degli impianti. Lo spazzacamino di oggi ha cambiato strumenti e competenze, ma conserva una funzione essenziale: garantire sicurezza, efficienza e corretta manutenzione degli impianti di riscaldamento, contribuendo anche a ridurre le emissioni in atmosfera.
È questo il volto contemporaneo della professione che la rappresentanza trevigiana ha portato alla 43ª edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, svoltasi dal 4 al 7 settembre a Santa Maria Maggiore, in Val Vigezzo, nel Verbano-Cusio-Ossola. Oltre mille professionisti provenienti da tutto il mondo si sono ritrovati per uno degli appuntamenti più importanti e identitari della categoria, capace di coniugare tradizione e innovazione.
Tra i partecipanti anche una delegazione di spazzacamini e fumisti della provincia di Treviso associati a Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, espressione di un comparto che nella Marca conta oltre 50 imprese specializzate.
«La partecipazione dei nostri imprenditori al Raduno di Valvigezzo – sottolinea Eric Contò, presidente Fumisti e Spazzacamini di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – è stata un’occasione preziosa per dare visibilità a una professione che in provincia rappresenta una realtà significativa e che negli ultimi anni ha vissuto una profonda trasformazione. Sono cambiate le competenze richieste e gli strumenti di lavoro, ma non le responsabilità».
La figura dello spazzacamino con la scala e la scopa in spalla, celebrata dalla manifestazione come simbolo di una tradizione antica, appartiene oggi soprattutto alla memoria storica della professione. Il lavoro quotidiano richiede invece preparazione tecnica, formazione continua, aggiornamento normativo e l’impiego di tecnologie avanzate.
Telecamere per la videoispezione delle canne fumarie, analizzatori di combustione per verificare il funzionamento degli impianti e monitorare le emissioni, sistemi robotizzati per intervenire nelle strutture più complesse sono ormai strumenti di lavoro abituali. A questi si affianca una puntuale documentazione tecnica degli interventi, necessaria per tracciare le operazioni eseguite e garantire una corretta gestione degli impianti.
«Il nostro lavoro – evidenzia Contò – non consiste semplicemente nella pulizia di un camino. Controllare e manutenere correttamente un impianto termico o una canna fumaria significa intervenire direttamente sulla sicurezza degli ambienti».
Una manutenzione regolare e a regola d’arte contribuisce infatti a prevenire rischi come gli incendi provocati dall’accumulo di fuliggine e le intossicazioni da monossido di carbonio, oltre a favorire il mantenimento dell’efficienza degli impianti nel tempo.
In questo quadro, la crescente attenzione alla sicurezza domestica e all’efficienza energetica rafforza il ruolo degli operatori del settore, chiamati a confrontarsi anche con gli adempimenti previsti dalla normativa, dalla corretta gestione del libretto di impianto ai controlli periodici di efficienza energetica.
«La sicurezza – aggiunge Contò – passa anche da controlli che spesso vengono percepiti come un adempimento, ma che hanno invece una funzione concreta di prevenzione. Un impianto correttamente mantenuto è più sicuro, più efficiente e potenzialmente anche più longevo oltre che garanzia di minori spese».
