Arte a Teatro
FERDINANDO BRUNI
Piccole resurrezioni di scena
mostra a cura di Fulvio Dell’Agnese
Un nuovo allestimento nell’ambito del progetto “Arte a Teatro”, avviato nel 2019 dal Teatro Verdi Di Pordenone con il Liceo Artistico “E. Galvani” di Cordenons, incentrato su opere di artisti coinvolti nella dimensione del teatro e della musica
INAUGURAZIONE PUBBLICA SABATO 17 GENNAIO ORE 11.30 FOYER DEL TEATRO. INGRESSO LIBERO

PORDENONE- In occasione della presenza a Pordenone dell’attore e regista Ferdinando Bruni protagonista dello spettacolo Amadeus (al debutto in prima regionale venerdì 16 gennaio) il Teatro Verdi di Pordenone amplia lo sguardo oltre la scena e apre le porte a una nuova puntata del progetto artistico- espositivo che intreccia teatro, arti visive e formazione. Sabato 17 gennaio alle ore 11.30, nel foyer del Verdi, si apre la mostra “Piccole resurrezioni di scena”, dedicata all’universo artistico di Bruni, noto anche come pittore e artista visivo, in dialogo con i lavori degli studenti del Liceo Artistico “E. Galvani” di Cordenons. «La mostra si inserisce nel percorso Arte a Teatro, un progetto avviato dal Teatro Verdi nel 2019, in collaborazione con il Liceo Galvani e con il sostegno di Fondazione Friuli, che negli anni ha dato vita a esperienze espositive con figure centrali della scena contemporanea come Giampaolo Coral, Claudio Ambrosini e Danio Manfredini» spiega il Presidente Giovanni Lessio. «Anche in questa nuova tappa, il Teatro si trasforma in uno spazio di attraversamento tra linguaggi, generazioni e pratiche artistiche, confermando il Verdi come luogo di produzione culturale aperto e vivo, capace di connettere spettacolo, educazione e ricerca».

In “Piccole resurrezioni di scena” le opere di Ferdinando Bruni prendono forma da una folgorazione: il ritrovamento, in un mercato londinese, di un vecchio album fotografico di fine Ottocento. Volti anonimi di uomini, donne e bambini, fissati in pose lunghe e solenni, diventano per l’artista personaggi senza storia, identità sospese che chiedono di essere interrogate. Attraverso una tecnica mista che intreccia pittura, collage, fotografie d’epoca, oggetti trovati e frammenti di testo, Bruni costruisce per loro microdrammi visivi, piccole narrazioni sospese tra fiaba e inquietudine. «Il teatro ha questo potere misterioso: far rivivere i morti, dare loro una seconda possibilità», racconta Ferdinando Bruni. «In queste opere cerco di incrociare pittura e scena, trasformando un reperto del passato in una presenza viva, capace di parlare ancora al nostro sguardo». Accanto ai lavori dell’artista, la mostra accoglie le opere realizzate dagli studenti del Liceo Artistico “E. Galvani”, coinvolti in un lungo percorso laboratoriale guidato dal professor Fulvio Dell’Agnese. Un’esperienza che ha invitato i ragazzi a confrontarsi con il tema del tempo, della memoria, mettendo in dialogo il proprio immaginario con quello di Bruni. Ne nascono sorprendenti animazioni, maschere, figure ibride, sperimentazioni materiche e visive che traducono le suggestioni dell’artista in nuovi linguaggi. «Per degli adolescenti abituati alla velocità del presente», sottolinea Dell’Agnese, «misurarsi con immagini e storie che arrivano da un tempo lontano è stata un’esperienza straniante e fertile. In questo progetto il teatro diventa un luogo di scoperta, dove la fragilità della memoria si trasforma in possibilità creativa e in dialogo tra generazioni». Dopo l’inaugurazione di sabato 17 gennaio, la mostra resterà visitabile ad ingresso libero in occasione degli spettacoli in programma al Verdi fino al prossimo 17 febbraio. Speciale appuntamento il prossimo 15 febbraio alle 11.00 con la visita guidata teatralizzata condotta dall’attore Alessandro Maione che farà scoprire la personalità poliedrica di Ferdinando Bruni attraverso celebri testi drammaturgici. Tutte le info su www.teatroverdipordenone.it
In copertina: Ferdinando Bruni© Laila Pozzo
