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TEATRO VERDI: IN ESCLUSIVA REGIONALE PER IL CARTELLONE DANZA VENERDÌ 23 GENNAIO “BROTHER TO BROTHER”

DiRedazione

Gen 22, 2026

IL NUOVO ANNOPORTA AL TEATRO VERDI DI PORDENONE LA GRANDE DANZA: VENERDÌ 23 GENNAIO (ORE 20.30) IN ESCLUSIVA REGIONALE L’ENERGIA DELLA COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA EDEI TAMBURI GIAPPONESI DEI MUNEDAIKO NELLA NUOVA PRODUZIONE “BROTHER TO BROTHERDALL’ETNA AL FUJI”: IN CUI LA POTENZA DELLA NATURA, EVOCATA DAI VULCANI ETNA E FUJI, RACCONTA DUE CIVILTÀ, DUE FORZE LONTANE MA UNITE DA UNA FRATELLANZA PRIMORDIALE. UN LEGAME ANCESTRALE RESTITUITO IN SCENA CON GRANDE IMPATTO FISICO E RITMICO

PORDENONE- Con l’avvio del nuovo anno, il Teatro Verdi di Pordenone apre il sipario sulla grande Danza con uno degli appuntamenti più attesi dell’intera programmazione: venerdì 23 gennaio alle 20.30, in esclusiva regionale, va in scena “Brother to Brother – dall’Etna al Fuji”, nuova e potente produzione della Compagnia Zappalà Danza in collaborazione con i percussionisti giapponesi Munedaiko.

Un incontro artistico di straordinaria intensità, in cui danza e musica dal vivo si fondono per dare forma a un racconto primordiale, capace di attraversare geografie, culture e tempi lontani. Al centro della creazione, due presenze simboliche e telluriche: l’Etna e il Fuji. Due vulcani, due giganti della Terra, apparentemente distanti ma uniti da una stessa forza originaria. È da questo parallelismo che nasce Brother to Brother, un dialogo profondo tra energie opposte e complementari, tra silenzio e fragore, immobilità e slancio, caos e armonia. La coreografia e la regia portano la firma di Roberto Zappalà, tra i più autorevoli coreografi italiani contemporanei, fondatore e anima della compagnia catanese. La sua ricerca, radicata nella tecnica MoDem (Movimento Democratico), si traduce qui in una scrittura fisica essenziale e potente, che mette il corpo al centro di un’esperienza collettiva, quasi rituale. I danzatori diventano materia viva, attraversata da un respiro comune che li lega tra loro e con la musica, in un fluire incessante che richiama le dinamiche profonde della natura.

Fondamentale è il ruolo dei Munedaiko, maestri del tamburo tradizionale giapponese, il cui suono ancestrale scandisce il tempo della scena con un impatto fisico e ritmico travolgente. Le percussioni, origine primaria dell’espressione musicale umana, dialogano con il paesaggio sonoro originale di Giovanni Seminerio, creando un tessuto acustico denso e suggestivo. In questo incontro, danza e musica condividono la stessa tensione: la ricerca dell’equilibrio, della fratellanza, di una possibile armonia tra forze solo in apparenza inconciliabili.

Brother to Brother è così molto più di uno spettacolo di danza: è un’esperienza sensoriale e simbolica che parla di origine, di memoria e di relazione. Un viaggio che attraversa culture lontane per restituire al pubblico un’immagine universale dell’umanità, radicata nella terra e protesa verso il cielo. Un evento di grande forza evocativa, che conferma il Teatro Verdi di Pordenone come luogo di riferimento per la grande danza contemporanea, capace di accogliere e valorizzare le produzioni più significative del panorama internazionale. Lo spettacolo è quasi esaurito in ogni ordine di posti: si segnala che i posti di 3 Galleria sono a visibilità ridotta, e l’ingresso è consigliato dai 13 anni di età.

Il calendario danza del Verdi si concluderà il 24 aprile con un altro attesissimo appuntamento: l’Opera Ballet di Maribor, che porterà in scena un intenso dittico coreografico firmato da Edward Clug, accostando la tensione mistica e dolente dello Stabat Mater all’energia vitale e dionisiaca dei Carmina Burana.

Il “Caffè Licinio” sarà aperto dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. Si può prenotare il buffet alla biglietteria: biglietteria@teatroverdipordenone.it

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