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Trent’anni di Linea d’ombra, grande successo delle mostre in corso a Villa Manin e Treviso

DiRedazione

Gen 7, 2026

TRENT’ANNI DI LINEA D’OMBRA

Grande successo delle mostre di Villa Manin e di Treviso durante le festività

2026, Linea d’ombra compie trent’anni. Fondata nell’autunno del 1996 dallo storico dell’arte Marco Goldin, Linea d’ombra è presto diventata la società italiana di organizzazione di grandi mostre internazionali che ha creato nuove e inedite prospettive nel settore. Svincolando tra l’altro l’arte dalla sola adesione degli esperti, ha richiamato nelle sue esposizioni, da allora, quasi 12 milioni di visitatori.

E questo 2026 per Linea d’ombra è cominciato nel migliore dei modi. Due le grandi mostre aperte, organizzate dalla società trevigiana e curate entrambe da Marco Goldin. A Passariano di Codroipo (Udine), fino al 12 aprile, Confini da Gauguin a Hopper. Canto con variazioni, mentre a Treviso, fino al 10 maggio, Da Picasso a Van Gogh. Capolavori dal Toledo Museum of Art.

Numeri molto significativi quelli delle Festività – i dodici giorni tra il 26 dicembre e il 6 gennaio – con quasi 40.000 visitatori complessivi nelle due sedi, con lunghe code per accedere in entrambi i luoghi. Per la precisione, 16.016 a Villa Manin e 21.352 a Treviso, con una media di ingressi, durante il periodo festivo, rispettivamente di 1335 persone a Villa Manin e 1780 a Treviso.

Le due esposizioni hanno preso il via a cinque settimane di distanza l’una dall’altra, per cui il totale al 6 gennaio è di 52.405 visitatori a Villa Manin in 78 giorni di apertura (media giornaliera 672), mentre a Treviso, sempre al 6 gennaio, il dato è di 50.147 visitatori in 46 giorni di apertura (media giornaliera 1090). La mostra di Villa Manin toccherà l’esatta metà la prossima domenica, 11 gennaio.

Ci sono alcuni dati – difficile non definirli clamorosi – che indicano il gradimento assoluto del pubblico verso queste due esposizioni, e sono quelli dei cataloghi venduti e ancor di più delle audioguide noleggiate, dati riferiti sempre ai soli dodici giorni delle Festività. Considerando ancora una volta l’insieme delle due mostre, nei dodici giorni festivi sono stati venduti oltre 2000 cataloghi, veri e propri libri, sia nella versione più ampia sia in quella ridotta. A questo dato già di per sé eclatante si associa l’altro, ancor più incisivo, a certificare la volontà del pubblico di svolgere una visita informata alle mostre: addirittura oltre 10.000 in dodici giorni le audioguide noleggiate, opzionali e dunque non comprese nel prezzo del biglietto d’ingresso. Audioguide scritte e registrate da Marco Goldin, autore anche dei due cataloghi.

Un’ultima nota la merita il film Gli ultimi giorni di Van Gogh, scritto e diretto sempre dal curatore della mostra, che si vede nella piccola sala cinema alla conclusione del percorso di Da Picasso a Van Gogh nel Museo Santa Caterina a Treviso. Un’adesione generale e commossa del pubblico, che alla fine della visione esce emozionato e partecipe. Questo ha spinto nuovamente in alto le vendite del libro di Goldin, Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato (Solferino), che in alcuni giorni al bookshop ha superato addirittura come dato perfino il catalogo della mostra. Si tratta del libro da cui era nato l’omonimo e fortunato spettacolo teatrale del 2022 e i cui testi sono stati adesso riproposti nel film.

Commenta Marco Goldin: “Sono molto felice che l’anno del trentennale di Linea d’ombra si sia aperto in questo modo, con lunghe code e tanta gente nelle due mostre. Ma soprattutto sono estremamente lieto del gradimento che esse stanno riscuotendo presso un pubblico così vasto, proveniente da tutta Italia e anche da molte nazioni estere. Un pubblico che ha il desiderio vero di approfondire e che non si accontenta dei nomi più famosi, e invece desidera conoscere anche gli autori meno noti ma spesso di somma bellezza. È il motivo per cui ho cominciato a fare questo lavoro ormai così tanti anni fa e per cui ancora oggi penso valga la pena di impegnarsi.”

Prosegue Goldin: “Sento il desiderio di ringraziare profondamente il Presidente e il Vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga e Mario Anzil, perché mi hanno dato fiducia su un progetto come quello della mostra Confini da Gauguin a Hopper che tre anni fa, quando l’avevo loro proposto, poteva sembrare un azzardo tanta era la sua complessità realizzativa e curatoriale. Unito tutto ciò al fatto che il restauro dell’Esedra di levante di Villa Manin è stato portato a termine in tempi record ma ugualmente con qualità. Non è quindi il mio un ringraziamento di facciata ma di vera sostanza per la fiducia accordatami, diventata adesso felicità per i risultati che si stanno conseguendo, portando il luogo Villa Manin al centro dei percorsi culturali della regione.

Come devo ugualmente ringraziare il Sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha voluto fortemente il ritorno mio e di Linea d’ombra in città, a quasi dieci anni dall’ultima mostra che avevamo organizzato. Anche in questo caso l’apprezzamento del pubblico verso la mostra Da Picasso a Van Gogh è segno di come le persone avessero voglia di tornare a Treviso per scoprire oltre alla grande pittura anche una città accogliente e ricca di iniziative.”

Conclude le sue riflessioni Marco Goldin: “Ritengo questo inizio così positivo di 2026 il miglior viatico per il mio nuovo spettacolo teatrale, a quattro anni di distanza dall’ultimo. Con le musiche originali di Remo Anzovino che le eseguirà al pianoforte, con Daniela Savoldi violoncello e voce e le animazioni di Alessandro Trettenero. Lo spettacolo prenderà il via a metà ottobre, con una settimana di prove generali e la data zero nel bellissimo Teatro Sociale di Mantova, e poi proseguirà per decine di città in tutta Italia, sud e isole compresi. Sarà dedicato a Monet, in occasione del centenario della sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1926. Mi fa molto piacere tornare sui palcoscenici italiani a raccontare la più bella pittura, attraverso i colori e la vita di chi quei colori ha sparso sulle tele. Di certo Claude Monet, uno degli artisti più influenti dell’intera storia dell’arte, ha questa identità costruita sui capolavori.”

Di Redazione

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