Rinnovata la dedica del fogolarismo alla Colonna della Giustizia udinese divenuta in un decennio presidio della memoria dell’eroico studioso cosmopolita. Civismo e Istituzioni nel capoluogo storico della Patria del Friuli hanno ricordato il decennale dello scempio del probo giovane corregionale.
TEMPIETTO CIVISTA
Oltre a Fiumicello naturalmente, la patria locale del cosmopolita Giulio Regeni, dove infatti è sepolto e permanente oggetto di laica devozione civica, vi è un altro luogo, in Friuli Venezia Giulia, che un insistente moto popolare ha associato al ricordo della tragedia e della figura del giovane studioso ossia la secentesca colonna udinese della Giustizia, nel 2017 assunta a luogo deputato per mensile presidio commemorativo e rivendicativo civista in ordine all’oltraggio collettivo subito dal Friuli e dalla sua Regione, da Italia ed Europa oltreché dal principio di umanità e civiltà, a motivo dello scempio del valoroso figlio, ricercatore universitario a Cambridge, sostanzialmente abbandonato in Egitto, alla mercé dei barbari, dall’ateneo stesso oltreché dai Governi britannico e italiano. L’iniziativa del presidio udinese fu del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” nonché del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, guidati dal prof. Alberto Travain, cui si accostarono altre realtà dell’associazionismo e lo stesso Sindaco di Udine del tempo: il prof. Furio Honsell.
“SORESTANTS” E “POPUL” UNITI A UDINE ATTORNO REGENI
“Per lunghi anni, nell’assoluta indifferenza della grande stampa cittadina – che ha privato, per parte sua, l’opinione pubblica di nozione ed orgoglio del piccolo e spontaneo gesto di dignità e coscienza popolari mensilmente ripetuto alla simbolica scadenza del 25 – , la posa di un lume o corona o targa presso detta colonna ha rappresentato silenziosamente, nel cuore del Friuli, il segno di un ‘genius loci’ irriducibile, di un fermento civile di base, mai sopito attorno a quella vicenda e mai comodamente assuefatto all’idea del lutto circoscritto, privato, solo familiare e come tale da gestire. Quella colonna è stata, per anni, testimone di un Friuli circoscritto ma autentico, animato da vero spirito civista, mobilitato, fiore di solitaria cittadinanza attiva udinese il cui fiero presidio ha sicuramente contribuito al fatto che il Comune della Capitale storica dell’antica Patria del Friuli – a differenza del capoluogo regionale triestino e della Regione stessa! – abbia mai rimosso, nell’avvicendarsi di amministrazioni di Sinistra e Destra – il giallo striscione rivendicativo di verità riguardo a quel dramma. Mentre in mezzo Friuli e nella litoranea Venezia Giulia, senza vergogna alcuna una mediocre politica di fazione toglieva le insegne di richiamo alle coscienze, l’orgogliosa Udine teneva il campo! Bravi certo noi, fogolaristi udinesi. Ed, in questo caso, anche i nostri sindaci di questi anni – Honsell, Fontanini, De Toni – che non hanno ceduto a sirene faziose o diktat di parte. Siamo stati, insieme, una volta tanto, vera bandiera di civiltà per una ondeggiante comunità regionale, priva di sentimenti mobilitanti comuni”. Così il prof. Alberto Travain, nella plurima veste di “camerarius” della cittadinanza udinese in arengo e di coordinatore generale e locale del “Fogolâr Civic” nonché di presidente della storica “Academie dal Friûl” ha rimarcato, a Udine, in Piazza Libertà, domenica 25 gennaio 2026, il senso delle rimembranze sociali spontanee per il decennale dell’assassinio Regeni.

UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ IN UNA PALUDE DI POCHEZZA
Rivolgendosi alle delegazioni civiche convenute, l’intellettuale udinese, nella sua amata lingua friulana, ha ripercorso la vicenda dell’impegno civista specifico locale ad evitare l’oblio della vicenda, ad attizzare attorno ad essa la fiamma rivendicativa ma anche o soprattutto a spingere per farne un caso di coscienza ed orgoglio popolari incarnati in un territorio. Tante le occasioni poste in essere. Alti e pregnanti momenti come quello, nel 2017, del riconoscimento arengario post mortem della cittadinanza morale udinese a Giulio Regeni, dichiarato dall’Arengo popolare “cittadino ideale di Udine, per umana e civica virtù eccezionalmente consonante con la più gloriosa e universalmente nota fortitudine aquileiese” per terminare con la toga insanguinata recentemente deposta ai piedi del Mausoleo Candia ad Aquileia, civica invocazione ai “Lares” del popolo del Friuli e monito ad Istituzioni e società a non tradire la memoria invendicata del giovane studioso ed eroe civista e cosmopolita friulano. Fare di Regeni lezione morale e punto d’onore della sua terra natale – ha detto il prof. Travain – non è stato e non è cosa facile, al di là dei paginoni giornalistici sulle fiaccolate commemorative a Fiumicello. Lo stesso ha ricordato, nell’esperienza lavorativa personale, l’avversità faziosa anche all’interno delle scuole, nell’immediata eppure altolocata periferia udinese, tra alunni e famiglie politicizzati o semplicemente ottusi ossia privi di veri valori civili e culturali, oltre a dirigenze e docenze alle volte non troppo all’altezza ed in difficoltà.
TEMA OSTICO PER IL PRAGMATISMO TRIVIALE FRIULANO
“Quell’indimenticato eorrendo ‘Al podeve stâa cjase’,riferito a Giulio Regeni,pronunciato da alunno “massepassût”dell’hinterland udinese, ambasciatore di una visione familiare gretta,di un Friuli da espungere dalla faccia della terra, ancora mi fa male, come insegnante e come friulano!” ha detto il professore. Una battaglia contro la barbarie e la miseria umana di parte non infima del popolo dei corregionali di Giulio Regeni. Una strada in salita, da percorrersi quotidianamente al passo di carica. Questo il dato concreto,sociale, prosaico, al netto degli eventi commemorativi e delle composte e non troppo diffuse mobilitazioni di piazza. Il caso di Udine come esemplare di presidio civico reiterato e condiviso dalle Autorità comunali al di là delle casacche politiche. Occasione amara quella del decennale della tragedia ma anche raro momento celebrativo di un’autocoscienza di condivisione valoriale bipartisan etra “sorestants” e “popul”che ha fatto di Udine la capitale dell’orgoglio friulano per la figura del giovane studioso e martire civista.
IL SALUTO DEL COMUNE CAPITALE
È intervenuta, per il Comune di Udine, la delegata del sindaco prof. Alberto Felice De Toni ossia la consigliera dott.ssa Stefania Garlatti-Costa, deputata alla friulanità ed al plurilinguismo municipale, che ha portato innanzitutto il saluto del Primo Cittadino,in rappresentanza all’estero,e quello del Consiglio Comunale dei Ragazzi della città, rimando al precoce impegno civista del giovanissimo Regeni alla guida del CCR del suo Comune.“Un frut di chei che a àn puartât ator pal mont chest nestri jessi furlans. Un simbul di ducj chei fruts plens di passions, plens di inteligjence, studiôs, che a son lâts vie, ator pal mont, a cjatâsi la strade”. Così, l’amministratrice udinese ha ricordato il compianto.
ALLOCUZIONI IN FRIULANO
Entrambi i suddetti esponenti hanno parlato in“marilenghe” friulana. Ecco alcuni stralci in lingua originale dell’allocuzione del prof. Travain:“Cheste zornade e je ancje pont di onôr dal Comun di Udin parcè, in chest câs, sot diviersis aministrazions, di Çampe e di Diestre,cui sindics Honsell, Fontanini e De Toni, al à rispietât une volontât dal Civist udinês che e je chê di fâ proprie la tragjedie Regeni. Cheste no je une robe scontade. La gran part dal Friûl e à gjavât lis strichis par clamâ justizie. Ve dute cheste furlanetât, doprade sul marcjât ma tradide sul moment dal pont dalonôr! La citât di Udin e à il pont di onôr di dî di sei stade, in chescj agns, un bastion di dimostrazion di orgoi, di civiltât, di umanitât par chel cont.’Al podeve stâ a cjase’ si diseve: vergogne!Vergogne di popul che però nô, cul nestri impegn, o vin rivât a riscatâ. E ve, alore, in cheste nestre Regjon achì un altri puest si lee a chê figure e si lee in particolâr ae mobilitazion popolâr, mobilitazion dal cûr, dal orgoi. Un an dopo de tragjedie, il Fogolâr Civic, insiemi cun altris realtâts e cul Sindic di Udin prof. Honsell, che al è rivât cuntune corone ca par dî che cheste capitâl che si dîs dal Friûl no si dismentee. In chê volte o vin proclamât che la int di cheste tiere no si rint. E je stade la dimostrazion di une Italie che no esist su la sene internazionâl e di un Friûl Vignesie Julie che nol esist su la sô istesse sene. Invezit nô o vin dade une testemoneance. Mi à dite cualchidun: O vês mudât chest puest intun altarin civic!’. Sì e je vere! Sucedial in dutis lis citâts? No, ma nô o sin Udin, une citât che e à tant ce vaîsi intor però, ogni tant, ancje ce svantâsi. O sin a rinovâ ce che o vevin dite ancjemò in chei agns:onôr afîs eroics di patriis cence gnerf!E al è di zontâ po che il Renc di Udin al à declarât Regeni ‘citadin ideâl’…”.
TESTIMONIAL DI CIVILTÀ GLOCALE
Riguardo anche all’aspetto identitario-linguistico Travain h arimarcato come Regeni, che non ha mai conosciuto, distinto poliglotta e cosmopolita, pare non disdegnasse gli idiomi locali della sua terra come si è appreso da stampa e vox populi, anche in questo esempio di un sano approcciarsi alla globalità. Sono intervenuti, a seguire, la prof.ssa Renata Capria D’Aronco, “procurator” dell’Arengo udinese oltreché presidente del Club per l’Unesco di Udine;la dott.ssa Maria Luisa Ranzato, anch’essa procuratore arengario;la fogolarista storica argentina sig.ra NoemiSalva, docente di lingua friulana e promotrice web di divulgazione della “marilenghe”;il saluto finale al presidente emerito del più antico Fogolâr all’estero, quello di Buenos Aires, sig. Eduardo Dino Baschera. Presenti per il corpo sociale fogolarista udinese le socie sig.ra Marisa Celotti, sig. Renata Marcuzzi e sig.ra Paola Taglialegne.
CULTURA CIVICA RADICATA
Ed ecco, come fatto di cultura civica radicata, le dediche stesse delle corone civiste deposte ai piedi della colonna cittadina. Innanzitutto quella trilingue della Cameraria dell’Arengo locale con versione italiana oltreché udinese friulana e veneta: “Arengo e popolo udinesi per Giulio Regeni cittadino ideale / Renc e int di Udin par Giulio Regenişitadin ideâl / Rengo e ƺente de Udine per Giulio Regeni ideâl çitadin”.Poi quella del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” con la scritta “giustizia” in latino, italiano, friulano, veneto, sloveno, tedesco, croato, ungherese ed inglese nonché la dedicazione “Pal eroic civist”.E ancora, la corona del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”,“Pal eroic nestri Giulio Regeni”eindirizzo“Ai fîs eroics di patriis cence gnerf!”.Cultura civista orgogliosa ed invitta, nonostantei lungamente imposti indifferenza ed oblio. “Questo è un appuntamento con la civica tenacia che fu nostro vanto nel corso dei millenni” ha detto Travain congedando civismo e Autorità convenuti.
DELIBERE DELL’ARENGO
Un cenno ancora ai documenti storici del civismo udinese sul Caso Regeni. In particolare, due delibere dell’Arengo tra 2026 e 2017 il cui testo si riporta in calce. Dichiarazione in ordine al Caso Regeni (arengumutini290916.12.1.2) – “Anche di fronte a un potenziale inconcludente sviluppo della ricerca delle effettive responsabilità rispetto al caso in oggetto, titolare della Capitale del Friuli Storico, medaglia d’oro per la Resistenza ed erede morale della cosmopolita grande metropoli alpino-adriatica di Aquileia, la cittadinanza udinese, riunita in arengo il 29 settembre 2016 presso la prestigiosa sede universitaria locale di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, ritenendo imprescindibile interesse umanitario e comunitario la difesa della sacralità della vita dei concittadini in patria e all’estero oltreché supremo principio di civiltà la libertà e l’onestà della ricerca scientifica, irreparabilmente si dichiara offesa dall’impunito barbaro assassinio nella Repubblica Araba d’Egitto del giovane ricercatore universitario friulano Giulio Regeni da Fiumicello impegnato in fedele studio dell’odierna situazione economica, sociale e politica di quel Paese, e si appella alle patrie Istituzioni e alle forze sociali affinché in ogni sede siano in perpetuo rappresentati detti suoi sentimenti di fronte al mondo anche ricordando plurimillenari rapporti storici con la terra egizia orrendamente infranti e ricusati attraverso il peggiore oltraggio a un virgulto prezioso della gioventù della terra del Friuli”. Dichiarazione in ordine a riconoscimento della cittadinanza morale udinese al compianto dott. Giulio Regeni (arengumutini290917.17.8.3) – “Titolare della Capitale del Friuli Storico ed erede morale della prima grande metropoli internazionale mitteleuropea, la cittadinanza udinese, riunita in arengo il 29 settembre 2017 presso la prestigiosa sede universitaria locale di Palazzo di Polcenigo Garzolini di Toppo Wassermann, dichiara moralmente il compianto dott. Giulio Regeni da Fiumicello, giovane ricercatore friulano irriducibilmente impegnato in fedele e tenace studio della situazione economica, sociale e politica di una Repubblica Araba d’Egitto in preda a tirannide conclamata ed orrendamente ivi trucidato ed oltraggiato nella legittima rivendicazione di verità e giustizia avanzata dai suoi cari e dalla sua gente, cittadino ideale di Udine, per umana e civica virtù eccezionalmente consonante con la più gloriosa e universalmente nota fortitudine aquileiese”. Esortazione in ordine a locale dissenso circa la gestione politico-istituzionale del Caso Regeni (arengumutini290917.18.8.4) – “Titolare della Capitale del Friuli Storico ed erede morale della prima grande metropoli internazionale mitteleuropea, la cittadinanza udinese, riunita in arengo il 29 settembre 2017 presso la prestigiosa sede universitaria locale di Palazzo di Polcenigo Garzolini di Toppo Wassermann, esorta Sindaco, Giunta e Consiglio del Comune di Udine, Istituzioni e società, a dimostrare pubblico dissenso nei confronti dello Stato italiano circa la gestione del Caso Regeni, considerandosi primo interesse nazionale la difesa ad oltranza dell’onore di un Paese oltraggiato dallo scempio un proprio valoroso figlio e beffato nelle sue legittime rivendicazioni di giustizia”.
In copertina : Civismo e Istituzioni presso la Colonna della Giustizia a Udine per il decennale Regeni
