Bruxelles marzo 2026 – “Nel novembre 2025, EFSA ha riferito che, nei tre mesi precedenti, ha rilevato 1443 casi di influenza aviaria in uccelli selvatici, soprattutto acquatici, da 26 Stati UE, un dato mai così rilevante dal 2016 ad oggi . Nel novembre 2025, l’EMA ha autorizzato all’uso: cinque vaccini veterinari contro il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, sottotipo H5; sette vaccini antinfluenzali ad uso umano per la preparazione alla pandemia, senza che vi sia una pandemia dichiarata, ulteriormente a 4 antivirali. Le specifiche per le autorizzazioni all’uso indicherebbero medicinali ancora in fase sperimentale: “medicinale autorizzato in circostanze eccezionali”, ulteriori studi “per ottenere dati sull’efficacia” e “i benefici del vaccino sono superiori ai suoi rischi”. Per fare piena luce sui potenziali rischi e sulle effettive ricadute benefiche di questi vaccini, l’on. Sergio Berlato, europarlamentare ECR/FdI, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo “quali misure intenda adottare per garantire piena trasparenza e accesso alle informazioni relative all’efficacia dei vaccini autorizzati, inclusi criteri di selezione degli stessi, dati sull’efficacia e protocolli di sorveglianza post-vaccinale (strategia “DIVA”), valutando anche il rischio umano ed animale e il conseguente potenziale danno alla sicurezza alimentare.”
Allo stesso modo, l’on. Berlato ha poi chiesto all’esecutivo europeo “quali misure di prevenzione strutturale, come la verifica della densità degli allevamenti e programmazione produttiva, accompagneranno la vaccinazione al fine di ridurre il rischio di nuovi focolai.”
In conclusione, l’on. Berlato chiede alla Commissione europea “se abbia effettuato o intenda effettuare valutazioni sull’impatto della vaccinazione sulle esportazioni verso Paesi terzi e sulla competitività della filiera.”
