Una piattaforma innovativa che punta sulla responsabilità ambientale come fattore competitivo e distintivo sul mercato, facendo dialogare professionisti, imprese, studenti e consumatori
Il progetto amplia le opportunità della Xiloteca Trevigiana, la maggiore collezione europea di legni di grandi dimensioni, nata dalla storica collezione di Francesco Velo
Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: «Unire la materia prima legno alla sostenibilità ambientale diventa oggi un fattore distintivo e competitivo»
Nasce nella Marca Trevigiana il primo Museo digitale della sostenibilità del legno. Il progetto “Xiloteca.it”, promosso dalla comunità provinciale legno-arredo di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è stato illustrato dal referente del gruppo Giancarlo Milanese. Una piattaforma innovativa realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Treviso – Belluno | Dolomiti, per valorizzare il legno come materiale naturale, rinnovabile e protagonista di un futuro più sostenibile. È stato lanciato il 19 gennaio dalla sede associativa di Treviso con il webinar “Xiloteca.it – Museo digitale della sostenibilità del legno”.
«Grazie al digitale», spiega il presidente Armando Sartori, «si ampliano le possibilità della Xiloteca fisica, ora ospitata nel centro di formazione professionale “Lepido Rocco” di Lancenigo, con la sua straordinaria raccolta di oltre 300 legni di grandi dimensioni provenienti da tutto il mondo, frutto della passione di Francesco Velo. Oggi unire la materia prima legno alla sostenibilità ambientale diventa un fattore distintivo e competitivo. Non a caso nasce a Treviso, primo polo in Italia della filiera del legno, forte delle 1.400 imprese con oltre 18 mila addetti e un export che vale 1,8 miliardi di euro».
La piattaforma, concepita come uno spazio interattivo, raccoglie e organizza informazioni aggiornate e affidabili, con l’intento di avvicinare professionisti, imprese, studenti e consumatori a un approccio più etico e sostenibile nell’utilizzo del legno. Xiloteca.it raccoglie e organizza conoscenze, connette professionisti, imprese, progettisti e studenti, e promuove un approccio etico e consapevole all’utilizzo della materia prima. Uno spazio digitale dove idee, competenze e buone pratiche si incontrano per generare innovazione e nuove opportunità.
Un assaggio è venuto dai relatori del webinar di Confartigianato, che hanno evidenziato le nuove frontiere della sostenibilità che vede nel legno una materia prima privilegiata e un’importante opportunità di mercato.
«Siamo alla quinta azione condivisa con Confartigianato Imprese Marca Trevigiana», ricorda Gabriele Rinaldi, naturalista, direttore dell’Orto Botanico di Bergamo, «è importante trovare momenti comuni che uniscono il sapere e il saper fare. Parlare di sostenibilità ambientale nella filiera del legno significa focalizzarsi anche sulla gestione ambientale. Il bosco è un ecosistema con relazioni complesse, senza le quali non funzionerebbe e che vanno rispettate».
Il naturalista ha sottolineato l’importanza di collaborare con chi utilizza il legno, avevano una proiezione sul futuro. Oggi ci sono legni molto richiesti dal mercato che per questo rischiano di sparire. «A livello globale siamo in grado di grandi interventi di protezione, ma anche di riforestazione», sottolinea Gabriele Rinaldi. «Ma attenzione alle monoculture arboree, che generano danni importanti. Il valore del legno chiede di riconoscere il valore del bosco, che deve diventare un patrimonio comune. Un esempio sono le comunità della Val di Fiemme come anche l’esperienza storica della Serenissima».
Parlare di sostenibilità, significa anche affrontare l’economia circolare, dove progetto e innovazione si sposano. «Si stima che le fasi di progettazione possano incidere su circa l’80% degli impatti ambientali connessi al prodotti», conferma Laura Badalucco, professore ordinario di design presso Università Iuav di Venezia. Da qui il ruolo del circular design che si occupa di progettare oggetti o servizi che allunghino la vita dei prodotti in modo che siano mantenuti in uso il più a lungo possibile. L’obiettivo è creare un ciclo chiuso nel quale tutto può essere condiviso, rigenerato, riparato, riutilizzato e, infine, riciclato.
«Implica un cambiamento nei modelli di business», aggiunge Laura Badalucco, «che privilegino l’utilizzo e il servizio al possesso dei beni. Si passa dalla valutazione dell’impatto del ciclo di vita del prodotto all’efficienza nell’utilizzo delle risorse nel tempo».
Su questi temi nella sede di Vicenza dell’Università IUAV è attivo il corso di laurea in Disegno industriale, sostenibilità e digitalizzazione, con un piano di studio tematico sul legno. Una scelta strategica, visto che l’85% della biomassa presente sulla terra è costituita dalle piante. «Il design è centrale», precisa la professoressa Badalucco, «ma le strategie possono funzionare solo se coinvolgono attivamente tutti i soggetti delle filiere produttive e se vengono comprese dagli utilizzatori finali. È necessaria una condivisione aperta di modelli, ispirazioni e buone soluzioni che portino beneficio collettivo».
«Il legno come risorsa, ma anche come modello», sottolinea Davide Loro, docente di programmazione avanzata dei prodotti in legno, sede di Vicenza dell’Università Iuav di Venezia. «Consente di sfruttare le strutture che la natura ha già elaborato nell’ambito del progetto». In questo senso sono in corso ricerche su nuovi materiali che sfruttano le caratteristiche naturali del legno.
È il caso del legno traslucido con bioresina epossidica, realizzato con tecnica di “spazzolatura” chimica della lignina, trasparente al 90%, creato dall’Università del Maryland. O l’acrilato di limonene, derivato da agrumi come i rifiuti della buccia, riciclati dall’industria dei succhi d’arancia, che i ricercatori del Wallenberg wood science center hanno testato con successo come alternativa ecologica ai riempitivi di origine fossile. Ancora, il MuiLab, un pannello di controllo intelligente, che sembra un pezzo di legno fino a quando il tocco di un dito in superficie non fa illuminare un display all’interno del dispositivo.
La ricerca sta aprendo nuove strade, dal Woodoo legno traslucido al legno liquido e stampabile, dal piastre segmentate naturali con nuovi metodi di fabbricazione per cucire strati sottili di legno compensato, al Cellutech, materiale espanso ricavato da schiuma di cellulosa. Fino al Superwood, un legno densificato 50 volte più resistente alla compressione, 20 volte più rigido e tre volte più denso.
