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ARLeF CON FOGOLÂR CIVIC IN VISITA AL PARLAMENTO FRIULANO

DiRedazione

Ago 10, 2026

Un omaggio alle tradizioni di uno dei più antichi e potenti Parlamenti del Vecchio Continente in vista degli otto secoli della sua più remota testimonianza. Dure critiche fogolariste alla gestione della sede storica: “Un contenuto di valore enorme non può essere ridotto a contenitore anonimo!”

Sotto la ricorrenza di san Lorenzo, si riunì per secoli a Udine, in Castello, il Parlamento della Patria del Friuli, precoce e peculiare rappresentanza territoriale nella storia d’Europa, che costituisce patrimonio eminente di civiltà e di democrazia del Friuli Storico, dell’odierna Regione Friuli Venezia Giulia e dell’area Alpe Adria, ex Europa “aquileiese”, ambito storico dell’antico Patriarcato marciano. Per questo, domenica 9 agosto 2026, il “Dean” del “Fogolâr Civic di Udin”, prof. Alberto Travain, ha accompagnato il presidente Eros Cisilino dell’“Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane” su passi degli antichi parlamentari friulani sino all’accesso in Sala Parlamento, “purtroppo ridotta a contenitore di mostre ed invasa da allestimenti che ne deturpano la solennità ed il senso originari”. Travain ha richiamato l’attenzione del Rappresentante regionale sulla pregnanza dei cerimoniali seguiti e dei ruoli assegnati alle diverse componenti della storica Assemblea, rilevando in particolare il riconoscimento espresso di un ormai lontanissimo primato udinese. E poi gli affreschi e la loro molteplice e intricata lezione di educazione civica d’epoca, contemporanea ed universale. Balenate “le glorie di una ‘fides’ friulana innanzitutto intesa come irriducibilità, come civismo caparbio, repubblicano, antitirannico. Su tutto il mito attualissimo di Aquileia storica, grande metropoli in un mondo antico globalizzato, comunità locale tutt’altro che succube rispetto ai poteri sovraordinati e continuamente in guardia riguardo a loro merito e legittimità. Ribadita dal professore la necessità di valorizzare Sala Parlamento “non come contenitore ma come contenuto” e di restituire a cittadini e turisti “la giusta lettura ‘istituzionale’, non museale storico-artistica, con un approccio che permetta il recupero di un senso storico complessivo di quella che fu l’Assemblea friulana, dalle origini – Travain ha ricordato al presidente ARLeF l’appropinquarsi dell’importante scadenza degli otto secoli del più antico documento riferito davvero a tale istituzione – sino alla sua caduta. “In questa tarda sede, d’età veneziana, va ricordata tutta la parabola di quello che fu uno dei più antichi Parlamenti d’Europa. Forse il più potente, arrivando, all’epoca dei Patriarchi, addirittura ad imporre al principe, suo presidente, il placet relativo alla promulgazione del deliberato legislativo!”. Il professore ha, poi, portato il presidente Cisilino nella cosiddetta Sala degli Stemmi, indicandogli, tra i tanti blasoni anonimamente appesi alle pareti, quello del celeberrimo Marquardo di Randek, il patriarca “legislatore” o, per meglio dire, il promulgatore di quelle Costituzioni friulane del 1366, codice civile regionale storico, su cui si ressero, pur con varie riforme, le istituzioni e la società locali sino all’arrivo di Napoleone. “Questo stemma dovrebbe accogliere il visitatore all’ingresso del Parlamento, non essere ridotto a tappezzeria anonima della più remota ed anonima sala del museo del Castello!” ha commentato il professore. Grato e davvero molto preso dai contenuti culturali propostigli dal presidente fogolarista, anche “camerarius” dell’Arengo udinese contemporaneo, eminente figura di promotore della cultura civica storica locale e regionale, il presidente ARLeF Eros Cisilino si è detto eccezionalmente colpito dalla potenza di significato promanante dalla storica sede: un patrimonio di comunità – ha detto – che dal passato guarda e parla al futuro in maniera straordinariamente appassionante e persuasiva.

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