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FESTIVAL MIMESIS: la chiusura domenica 8 novembre, dalla metafisica all’intelligenza artificiale, tra letteratura e pensiero del Novecento

DiRedazione

Nov 7, 2026

Il Festival Mimesis chiude domenica 8 novembre la sua tredicesima edizione, dedicata a Filosofia e trasformazione digitale. Sei appuntamenti tra Udine, Monfalcone e Colloredo di Monte Albano accompagnano il pubblico lungo le domande che hanno attraversato il Festival: che cosa significa pensare, creare e vivere insieme in un mondo trasformato dalla tecnologia? Il programma intreccia metafisica, arte, intelligenza artificiale e letteratura, fino a interrogare ciò che resta irriducibilmente umano.

La giornata comincia alle 10.00 alla Fondazione Friuli di Udine, dove Maurizio Ferraris dialoga con Damiano Cantone in “Il mondo è tutto ciò che resta. Una metafisica per il XXI secolo”. In un’epoca segnata dalle trasformazioni tecnologiche ed ecologiche, l’incontro riparte da una domanda: che cosa resta della metafisica quando vengono meno i suoi fondamenti ultimi? Pensare il mondo come ciò che permane attraverso la crisi delle nostre certezze diventa un modo per interrogare l’essere, la finitezza e la possibilità di una realtà condivisa.

Alle 10.30, alla Biblioteca comunale di Monfalcone, Marcello Ghilardi e Simone Regazzoni dialogano con Alessio Martino in “L’IA desidera comporre haiku? Anima, corpo, arte tra Giappone e Silicon Valley”. Dall’estetica giapponese all’immaginario tecnologico contemporaneo, il confronto si concentra sull’intenzionalità nell’atto creativo: un’intelligenza artificiale può davvero “desiderare” di comporre una poesia? E che cosa cambia nell’arte quando a produrre un’opera è una macchina?

Il programma riprende nel pomeriggio a Udine. Alle 16.00, a Casa Cavazzini, Riccardo Manzotti dialoga con Floriana Ferro in “Cosa significa pensare? Dall’essere umano all’intelligenza artificiale”. L’incontro mette a confronto pensiero, coscienza, linguaggio ed esperienza umana con le capacità delle nuove tecnologie: l’IA pensa, oppure elabora informazioni? Quale confine separa il calcolo da ciò che chiamiamo pensiero?

Alle 17.00, alla Libreria Tarantola, la scrittrice Sonia Lisco presenta “I miei nervi scoperti” in dialogo con Luca Bianchin. A partire dalla sua raccolta d’esordio, l’appuntamento esplora il rapporto tra corpo, memoria e scrittura: per trovare una voce capace di raccontare anche le esperienze più difficili, il punto di partenza può essere proprio ciò che il corpo conserva.

Due incontri, in luoghi diversi, chiudono il programma alle 18.00. A Colloredo di Monte Albano, presso l’azienda agricola “Giuseppe Maggiori”, Angelo Villa dialoga con Francesco Chianese in “La storia e il suo inconscio: Gramsci e Pasolini”; moderano Sara Nocent e Igor Peres. Muovendo dai rispettivi libri Memoria dell’utopia. Gramsci e noi e Pier Paolo Pasolini. La poesia dell’incontro, gli autori riflettono sull’eredità dei due intellettuali nella cultura e nella militanza contemporanee. Seguirà un concerto a cura di Hybrida, nell’ambito di FORMA Free Music Impulse 2026, XVII edizione.

Sempre alle 18.00, a Casa Cavazzini a Udine, Marcello Veneziani e Stefano Bettera, moderati da Luca Taddio, affrontano “La sostituzione dell’umano”. Se le macchine possono apprendere, creare, decidere e simulare una relazione, che cosa resta dell’umano? Il dialogo chiude il Festival riportando al centro una delle sue questioni fondamentali: l’intelligenza artificiale non cambia soltanto gli strumenti che usiamo, ma anche il modo in cui definiamo noi stessi.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti; non è necessaria la prenotazione. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti del programma su www.mimesisfestival.it.

In copertina: Marcello Veneziani

Di Redazione

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