I Top del Weekend
- Lando Norris: Sarà che la certezza aritmetica del passaggio di consegne del titolo iridato a Kimi Antonelli ha fatto scattare qualcosa dentro di lui, ma il campione del mondo uscente tira fuori dal cilindro un weekend di orgoglio puro. Sotto il diluvio universale di Interlagos piazza una pole position da manuale, confermando le doti e la stoffa del vero fuoriclasse. In gara, nonostante una partenza non brillante, è paziente e lucido nella gestione di un ritmo insidioso, supportato da una McLaren in stato di grazia sul piano strategico. Una vittoria meritata e costruita metro dopo metro, sulla distanza, voto 8,5
- Max Verstappen: Super Max lo fa di nuovo, e ormai a Interlagos le sue rimonte leggendarie sono quasi un marchio di fabbrica. Scatta dal fondo dello schieramento (ventunesimo sulla griglia) e si inventa una gara dantesca, recuperando ben diciannove posizioni fino a issarsi sul secondo gradino del podio con sorpassi chirurgici e una gestione da maestro di una pista in continua evoluzione. Peccato solo per la mancata restituzione della posizione al compagno di squadra Hadjar, che gli aveva ceduto il passo su richiesta del muretto e avrebbe meritato un trattamento diverso, ma la decisione condivisa con la squadra toglie solo in parte la patina di capolavoro a una corsa mostruosa, voto 8,5
- Isack Hadjar: Dalle stalle alle stelle, e stavolta con il sorriso dei giorni migliori. Il talentuoso alfiere della galassia Red Bull sfodera una prestazione di spessore assoluto, artigliando un podio pesantissimo (il terzo della stagione, dopo quelli di Montecarlo e Baku) su una pista storicamente ostica. Si inserisce in un box dove trovare una seconda guida capace di reggere il passo di Verstappen è sempre stato un calvario. Sebbene sia presto per pronosticare il futuro, Isack sta dimostrando di poter competere con ben altra tempra rispetto a tutti i suoi predecessori, voto 7,5
- Liam Lawson: Chiude ottavo sotto la bandiera a scacchi, ma il suo fine settimana merita una menzione d’onore. Per qualche giro si erge persino a custode della seconda posizione, lottando a testa alta e offrendo spunti di guida di una maturità disarmante. Il neozelandese sta facendo i salti mortali per guadagnarsi la riconferma all’interno della famiglia Red Bull ma con il team Racing Bulls in vista del prossimo anno: la sua regolarità e la capacità di estrarre il massimo da ogni pacchetto tecnico continuano a urlare a gran voce il suo valore, voto 7
- George Russell: Affrontare un fine settimana dopo che il tuo compagno di squadra ha appena cucito sulla tuta i gradi di Campione del Mondo non è impresa per deboli di cuore, soprattutto quando l’anno doveva essere il tuo. Eppure George sfodera una reazione d’orgoglio notevole: sfiora la pole position (per poi scivolare in settima casella a causa della penalità sul motore) e difende l’onore di casa Mercedes guidando con le unghie una W17 apparsa in estrema sofferenza tecnica e meccanica, capace persino di tradire i piloti (vedi il brivido del testacoda all’uscita dei box). Un podio avrebbe coronato al meglio la sua fatica, ma la prova resta ampiamente positiva, voto 7
I Flop del Weekend
- Lewis Hamilton: L’insufficienza nasce solo in parte dalla prestazione in pista — che pure regala un lampo da antologia con ben undici posizioni guadagnate in un solo giro nella fase iniziale, valendo da soli il prezzo del biglietto, prima di spegnersi tra un’uscita di pista, un testacoda e un nono posto a un giro dal vincitore — quanto da demeriti extra-pista. Se è vero che l’attacco subito da Leclerc in Messico era stato oggettivamente sopra le righe, trascinare polemiche a mezzo stampa ed esporsi oltre misura in contesti dove sarebbe servito un profilo basso non fa il bene né della Ferrari né dello spogliatoio. Da un sette volte campione del mondo ci si aspetta la saggezza dei panni sporchi lavati in casa, voto 5
- Oliver Bearman: Scatta dalla sesta casella sulla griglia di Interlagos ma chiude la sua domenica in un anonimo diciassettesimo posto. Un fine settimana che certifica i limiti dell’inesperienza del giovane inglese in una gara complessa, frammentata e resa infida da piogge incostanti e condizioni di aderenza al limite. Nel bel mezzo delle calde voci sul suo futuro e sul rinnovo con il team Haas, una prestazione del genere non può far sorridere né la Ferrari (il suo vivaio di provenienza) né la scuderia americana, voto 5,5
- Scuderia Ferrari: Si presenta a Interlagos con le scorie e i veleni delle polemiche extra-pista dei giorni precedenti. Le aspettative non sono stellari, ma il rendimento del Cavallino non è comunque all’altezza del blasone: appena due piazzamenti a punti, in settima e nona posizione. Non regge l’attenuante di essere partiti dal fondo se si guarda alla rimonta d’autore firmata da Verstappen. I due alfieri della Rossa faticano enormemente nei duelli e nelle fasi di sorpasso, imbrigliati da strategie prive del guizzo di anticipo necessario. Bocciati, voto 5,5
- Alex Albon: Parte comodamente all’interno della Top 10, forte anche di una qualifica bagnata interpretata con intelligenza e di condizioni meteo che avrebbero potuto rimescolare le carte. Eppure, alla fine della fiera, la bandiera a scacchi lo vede clamorosamente fuori dalla zona punti, quindicesimo e a un giro dal vincitore. Albon paga certamente i limiti cronici di una Williams ancora lontana dall’essere competitiva, ma alcune sbavature nella gestione degli stint, una penalità di cinque secondi e poca lucidità nei corpo a corpo complicano un bilancio che poteva e doveva essere ben diverso, voto 5
Sintesi
La Formula 1 approda a Interlagos, in Brasile, per il ventesimo round della stagione con il Mondiale Piloti già archiviato: Kimi Antonelli è campione del mondo dalla settimana precedente, e a San Paolo la Mercedes ha l’occasione di mettere in cassaforte anche la corona Costruttori. Il weekend, però, è tutt’altro che ordinaria amministrazione: a tenere banco sono le penalità per le power unit che costringono diversi big a ripartire dal fondo, mentre in casa Ferrari la tensione tra Hamilton e Leclerc dopo i fatti del Messico fa ancora rumore nel paddock. Tra le novità c’è l’esordio del brasiliano Rafael Câmara con la Haas davanti al pubblico di casa, mentre Lewis Hamilton festeggia le 400 partenze in carriera.
Le qualifiche, sotto una pioggia battente, vengono interrotte a lungo e regalano la solita lotteria di Interlagos: Lando Norris centra la pole position, mentre George Russell, autore del secondo tempo, scivola in settima posizione per una penalità sul motore, promuovendo Kimi Antonelli in prima fila accanto al pilota McLaren. A sorpresa, Liam Lawson si ritrova terzo, davanti a Hülkenberg, Hadjar e Bearman, mentre i grandi nomi pagano pegno: Leclerc scatta dalla quattordicesima casella, Hamilton e Verstappen addirittura dal fondo, ventesimo e ventunesimo, per la sostituzione dei motori. Valtteri Bottas, invece, non riesce nemmeno a prendere il via per un problema alla sua Cadillac.
La domenica il copione meteo è più calmo ma non asciutto. Si parte tutti con le gomme intermedie, non senza qualche rischio. Antonelli, che era finito sull’erba durante il giro verso la griglia, scatta bene e conserva il comando, mentre Norris ha una partenza non brillante e scivola in terza posizione dietro Lawson, salvo riprendersi il secondo posto dopo pochi giri. Dalle retrovie parte, intanto, lo spettacolo: Hamilton guadagna undici posizioni nel solo primo giro, ma viene richiamato dai commissari per essere uscito di pista nel sorpasso a Bearman e deve restituire la posizione; Verstappen, invece, lo infila dopo pochi giri e comincia a macinare avversari uno dopo l’altro, seguito da Leclerc che si fa strada a sua volta. Con l’asfalto che si asciuga, inizia la corsa al cambio gomme: Hamilton è il primo a montare le slick, poi tocca a Norris e ad Antonelli, mentre Russell perde il controllo all’uscita dei box. È proprio qui che la gara cambia volto: Antonelli, sempre davanti, perde due volte il controllo della sua Mercedes (la prima regala il comando a Norris, la seconda il terzo posto a Verstappen), lamentando poi che la vettura tira da una parte durante le sterzate, certificando così il problema accusato anche da Russell. Poco dopo metà gara, la Red Bull chiede a Hadjar di lasciar passare Verstappen: il francese esegue, non senza qualche dubbio sul fatto di ricevere la posizione indietro, ma Max non riesce mai ad avvicinarsi davvero a Norris. Nel frattempo Stroll si ferma per problemi tecnici, mentre Albon viene penalizzato.
Nel finale la pioggia torna a farsi sentire e la McLaren richiama Norris per montare le gomme da bagnato, mantenendo comunque un margine rassicurante su Verstappen. In casa Mercedes il muretto chiede ad Antonelli di lasciar passare Russell, e il quarto e quinto posto bastano alla squadra per laurearsi campione del mondo Costruttori, nono titolo della sua storia e primo dal 2021. Norris vince così la sua terza gara stagionale davanti a Verstappen, autore di una rimonta mostruosa dal fondo, e a Hadjar, che completa il doppio podio Red Bull. Seguono Russell, Antonelli e Piastri, poi Leclerc, che si prende il settimo posto nelle ultime battute superando Lawson con un contatto finito sotto esame dei commissari, Lawson stesso, Hamilton, nono e a un giro di distanza dopo un testacoda, e Hülkenberg a chiudere la zona punti. La classifica Piloti vede ora Antonelli davanti a tutti, con Verstappen secondo, a 17 punti di vantaggio su Russell e a 18 su Hamilton. Il Circus fa le valigie e vola a Las Vegas, con i commissari ancora al lavoro su alcuni episodi, tra cui un rilascio pericoloso ai box di Antonelli, che potrebbero ancora ritoccare la classifica.
