Top 5
- K.Antonelli: Il maestro della minimizzazione del danno. La Mercedes si presentava a Marina Bay senza i favori del pronostico e i valori in pista lo hanno confermato, ma l’italiano sciorina una maturità agonistica impressionante. Sfruttando la ritirata del compagno Russell nella Sprint e capitalizzando al meglio gli errori strategici di Hamilton e Norris alla domenica, artiglia un podio che alla vigilia pareva un’utopia. Con questo risultato la leadership iridata si trasforma in un’ipoteca reale: ad Austin avrà sulla visiera il suo primo, primissimo match point mondiale, voto 7.5
- M.Verstappen: Il ruggito del leone nella notte di Singapore. Vince in maniera schiacciante e strameritata un Gran Premio che fino a questo momento non era mai riuscito ad addomesticare in carriera, completando un weekend perfetto: vittoria nella Sprint, pole position al sabato e trionfo solitario alla domenica. L’unico brivido arriva allo spegnimento dei semafori sull’attacco d’orgoglio di Leclerc, ma da lì in poi la sua gara si trasforma in un monologo d’autore che ribadisce a tutti per quale motivo l’olandese rimanga un gigante del motorsport contemporaneo, voto 9
- C.Leclerc: Per tutto il weekend il monegasco è sembrato soffrire il ritmo del compagno Hamilton, apparso a tratti più incisivo. Tuttavia, quando la pressione sale alle stelle, Charles sfoggia il suo talento cristallino sul giro secco, strappando al sabato una seconda posizione in griglia di pura magia. In gara tenta l’affondo disperato su Verstappen alla prima staccata, trovando però la porta sbarrata; da quel momento in poi gestisce ogni singolo stint con chirurgica precisione, firmando un secondo posto di platino a fianco dell’amico-rivale di sempre, voto 8
- L.Lawson: Si parla sempre troppo poco del pilota neozelandese, eppure la sua crescita nel garage della Red Bull ha i contorni di una riscossa d’autore. Garanzia assoluta di rendimento, scende in pista con una precisione chirurgica e porta in dote al team un bottino di punti pesantissimo per blindare la classifica Costruttori. Un “problema” fin troppo piacevole per la dirigenza di Milton Keynes in vista del mercato piloti, voto 7
- Red Bull: Tra la prova di forza devastante di Verstappen e l’impetuosa risalita di Hadjar — capace di sgomitare dal fondo della griglia fino a conquistare la zona punti —, il team austro-inglese certifica uno stato di forma semplicemente eccellente sul finale di stagione. Una crescita costante che manda segnali chiarissimi in ottica campionato per il prossimo anno, voto 7
Flop 5
- L.Hamilton: Sembrava il weekend della svolta per Sir Lewis, scattato dalla terza piazza e con il ritmo adatto per sognare in grande. Poi la follia tattica: la scelta disastrosa di mantenere la mescola soft in occasione della Safety Car e trascinarla per quasi 50 estenuanti giri. Un azzardo che stavolta non ha pagato e gli è costato ben quattro posizioni, facendolo scivolare in un malinconico 6° posto finale tra i dolori e la disidratazione della morsa di Singapore. Un’occasione d’oro buttata alle ortiche che richiede un pronto riscatto, unita all’augurio di una pronta guarigione per i malesseri patiti a fine gara, voto 5
- G.Russell: La sfortuna lo insegue, ma l’inglese fa di tutto per complicarsi la vita con le sue stesse mani. Nella Sprint Race, mentre si trovava saldamente al comando senza patemi, commette un errore banale quanto imperdonabile che lo costringe al ritiro. Considerata la penalità in griglia che lo avrebbe comunque visto scattare dal fondo domenica, il disastro del sabato ha distrutto ogni speranza di attenuazione dei danni, spalancando definitivamente le porte alla fuga iridata del compagno Antonelli, voto 5
- L.Norris: Chiude 4° in gara, ma la condotta del campione del mondo in carica nel weekend Sprint lascia fortissime perplessità. A poche settimane dai giudizi severi rilasciati a Baku contro gli attacchi sconclusionati, Lando cade nella stessa trappola: sferra un affondo sconsiderato e del tutto inutile sul compagno Piastri, innescando un contatto che costringe l’australiano al ritiro. Servono più fatti in pista e meno leggerezza nelle dichiarazioni, che troppo spesso rischiano di trasformarsi in un boomerang, voto 5
- Mercedes : Il verdetto della pista suona come un campanello d’allarme rosso fuoco. Antonelli coglie un podio miracoloso solo grazie alle sventure altrui e alla solita lettura impeccabile, ma la W17 dotata delle nuove specifiche ha mostrato un deficit prestazionale preoccupante rispetto alla “vecchia” configurazione usata da Russell, apparsa ben più reattiva. Dubbi profondi sull’efficacia dello sviluppo portato a Singapore: con Ferrari e Red Bull in forte crescita, il team anglo-tedesco deve risolvere l’enigma prima del 2027, voto 5
- Alpine: Domenica dal sapore estremamente amaro per la compagina transalpina. L’ennesimo ritiro e un deludente 11° posto finale per Pierre Gasly — partito comodamente dentro la Top 10 — certificano un passaggio a vuoto imprevisto per un team che ci aveva abituato a una costante presenza in zona punti, voto 5,5
Sintesi
Il tracciato cittadino di Marina Bay si conferma una delle tappe più suggestive e spietate del Mondiale di Formula 1. Il Circus è sbarcato nella “Città dei Leoni” reduce da un acceso GP di Malesia che, oltre a restituire la vittoria a Max Verstappen e a riaccendere le speranze di Ferrari e Red Bull, aveva sollevato pesanti perplessità sulla gestione dei software ufficiali FIA. Con una McLaren leggermente più defilata e una Mercedes costretta a difendersi, Kimi Antonelli si è presentato al via con l’obiettivo di mettere al sicuro la leadership iridata, favorito anche dalla penalità sulla griglia domenicale inflitta a George Russell per la sostituzione della Power Unit andata in fumo a Sepang.
Se le prove libere avevano mostrato i soliti quattro top team alternarsi al vertice, le prime scintille si sono registrate nelle Sprint Qualifyings. Max Verstappen ha messo subito in chiaro le sue intenzioni strappando una pole perentoria per la gara corta, seguito da Russell e da un reattivo Charles Leclerc. La sessione, tuttavia, è stata rovinata dall’ennesimo corto circuito tecnologico e umano della Federazione: un mancato sblocco manuale del sistema overtake su alcune vetture ha provocato improvvisi e immotivati cali di potenza in pista, penalizzando diversi piloti (Sainz su tutti) e scatenando infuocate polemiche nel paddock.
La Sprint Race di sabato, posticipata per l’arrivo della pioggia, ha riservato un colpo di scena drammatico per le gerarchie di casa Mercedes. Russell, scattato bene e riuscito a soffiare la leadership a Verstappen con una manovra d’autorità, ha rovinato tutto a pochi giri dal termine: un’accelerazione troppo aggressiva su un cordolo reso viscido dall’acqua ha fatto sbandare la sua W17, proiettandolo contro le barriere e costringendolo ad un ritiro sanguinoso. Dietro ne ha approfittato Lewis Hamilton, autore di una risalita furiosa di ben quattro posizioni che lo ha portato ad incollarsi agli scarichi del vincitore Verstappen. Il podio della Sprint è stato infine completato da Leclerc, mentre un fortunato Kimi Antonelli chiude comodamente al 4° posto a seguito di un contatto fratricida tra le due McLaren: Lando Norris ha tentato un affondo al limite sul compagno Piastri, spedendolo rovinosamente contro il muro e rimediando pesanti critiche.
Le qualifiche ufficiali del sabato pomeriggio si sono trasformate in un duello sul filo dei millesimi per fermare la fame di Max Verstappen, dichiaratamente a caccia del primo successo in carriera a Singapore — l’unico circuito del calendario attuale in cui non era ancora salito sul gradino più alto del podio. Dopo un Q2 esaltante condotto da Hamilton, nel Q3 finale l’olandese ha sfoderato la zampata da campione, prendendosi la pole position per uno scarto irrisorio su Charles Leclerc e sullo stesso Hamilton.
Allo spegnimento dei semafori della domenica, l’avvio della gara è stato pulito e ad altissima tensione. Leclerc ha piazzato uno spunto eccellente, affiancando la Red Bull di Verstappen alla prima staccata, ma il quattro volte iridato ha risposto con una staccata perentoria all’esterno, mantenendo il comando delle operazioni. Da quel momento la gara si è cristallizzata su ritmi elevatissimi ma poveri di sorpassi, in perfetto stile Marina Bay. Leclerc ha provato a mantenere la pressione costante su Verstappen fino a metà gara, senza però trovare lo spunto per affondare il colpo definitivo.
Il vero dramma tattico della domenica ha invece travolto Lewis Hamilton. Partito con gomme medie rispetto alla mescola soft dei rivali, il sette volte campione del mondo è stato richiamato presto ai box dalla Ferrari (giro 19), per poi prendere una decisione rivelatasi disastrosa: in regime di Safety Car ha scelto di non rientrare per effettuare un nuovo cambio gomme, guadagnando temporaneamente la track position su Leclerc ma condannandosi a completare quasi 50 giri sullo stesso treno di mescole morbide. Negli ultimi scampoli di gara, privo di trazione e stremato dal gran caldo, Hamilton è scivolato rovinosamente dalla 3ª alla 6ª posizione, infilato nell’ordine da Antonelli, Norris e Piastri.
Al traguardo, Max Verstappen ha potuto finalmente festeggiare il suo primo trionfo in carriera nel Gran Premio di Singapore (secondo successo consecutivo in stagione), scortato sul podio da un ottimo Charles Leclerc (2°) e da un cinico Kimi Antonelli (3°), bravissimo a limitare i danni con una Mercedes visibilmente inferiore. A completare il weekend di gloria in casa Red Bull è arrivata la grande prova d’orgoglio di Isack Hadjar, capace di risalire dalla pit-lane fino alla zona punti, a dimostrazione di un team austro-inglese del tutto rigenerato.
Il Mondiale di Formula 1 saluta ora l’Asia e si appresta a volare oltreoceano per il Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of the Americas (COTA) di Austin. Tra due settimane la storia potrebbe tingersi di tricolore: Kimi Antonelli si presenterà in Texas con in mano il primo, pesantissimo match point per laurearsi Campione del Mondo
